Digital Divide Culturale e nuovi Analfabetismi Funzionali sono un’ostacolo per l’Innovazione?


Agli inizi del 2019 il Governo giapponese introduce il concetto di SOCIETA’ 5.0 nell’ambito del 5° programma base “Scienza e Tecnologia per una Società Futura”.Il Giappone (una delle nazioni a maggiore sviluppo tecnologico applicato al wellness sociale) aspira a creare: “una società basata sulla centralità dell’Uomo che cerca di bilanciare il progresso economico con la risoluzione dei problemi sociali tramite un Sistema elaborato per integrare senza soluzione di continuità il Cyberspazio con lo Spazio Fisico”.

Il concetto di Società 5.0 è la proposta di soluzione del Governo Giapponese per perseguire molti degli obiettivi definiti dagli Stati membri delle Nazioni Unite con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Il concetto giapponese di Società 5.0 promuove l’idea di una Società più intelligente, Smart: dove l’Information Technology e l’Intelligenza Artificiale andranno a delineare ancora una volta dei cambiamenti nella vita personale, sociale e lavorativa dell’Uomo a causa delle soggettivazioni generate dal cambiamento delle configurazioni uomo-macchina: le principali manifestazioni del digitale che mettono alla prova le capacità disciplinari in termini di metodo. Per raggiungere lo scopo il governo giapponese si propone di abbattere i 5 pilastri che si contrappongono all’Innovazione indotta dalla Trasformazione Digitale, individuati negli:

  • Impedimenti Amministrativi;
  • Impedimenti Legali;
  • Impedimenti di Conoscenze e di nuove Conoscenze in tema di digitalizzazione;
  • Impedimenti di forza lavoro;
  • Impedimenti di Accettazione da parte della Popolazione

La trasformazione digitale cambierà radicalmente ancora una volta molti aspetti della Società influenzando la vita privata, la pubblica amministrazione, la struttura industriale e l’occupazione.

In questo nuovo scenario il contrasto ad alcuni nuovi analfabetismi funzionali diventa strategico.

Ma cos’è l’Analfabetismo funzionale, e quali sono i nuovi analfabetismi che si manifestano nelle popolazioni a causa del Digital Divide Culturale?

L’ANALFABETISMO FUNZIONALE consiste in una insufficiente capacità nel gestire in maniera funzionale la vita quotidiana e le attività lavorative; queste abilità richiedono, oltre che semplici abilità cognitive come le capacità di lettura e scrittura oltre un livello di base, anche quelle adeguate e necessarie “abilità e competenze che costituiscono gli elementi di base per l’apprendimento (David Bawden)”.Il concetto di analfabetismo funzionale è in contrasto con l’analfabetismo in senso stretto, ovvero l’incapacità di leggere o scrivere frasi semplici in qualsiasi lingua.Il concetto di alfabetizzazione è sempre stato relativo. Loanne Snavely e Natasha Cooper nel 1997 hanno identificato 34 esempi di tipi specifici di alfabetizzazione, inclusa l’alfabetizzazione agricolaLe caratteristiche dell’analfabetismo funzionale variano da una cultura all’altra, poiché alcune culture richiedono solo capacità di lettura e scrittura migliori di altre, altre culture richiedono abilità che vadano oltre la semplice scrittura e lettura.Un livello di lettura che potrebbe essere sufficiente per rendere un agricoltore funzionalmente alfabetizzato in un’area rurale di un paese in via di sviluppo potrebbe qualificarsi come analfabetismo funzionale in un’area urbana di un paese tecnologicamente avanzato; così tra gli stessi abitanti di un paese tecnologicamente avanzato in cui la Cultura Tradizionale si evolve in Cultura Digitale le insufficienti abilità e competenze necessarie ad apprendere funzionalmente all’approccio ad una vita quotidiana e lavorativa in evoluzione rappresentano i presupposti della presenza di un analfabetismo funzionale tra i suoi cittadini.

Il Consiglio Americano sulla Qualità della Vita ha riferito che il 75% delle società Fortune 500 fornisce un certo livello di formazione correttiva e continua ai propri lavoratori. Nel 2003, 30 milioni (il 14% degli adulti) non erano in grado di svolgere attività di alfabetizzazione semplici e quotidiane.L’alfabetizzazione nella Cultura tradizionale è suddivisa in tre parametri: PROSA, DOCUMENTALE E ALFABETIZZAZIONE QUANTITATIVA.

Ogni parametro ha quattro livelli: INFERIORE DI BASE, DI BASE, INTERMEDIO E COMPETENTE.Per l’alfabetizzazione in prosa, ad esempio, un livello di alfabetizzazione inferiore al livello di base significa che una persona può guardare un breve pezzo di testo è può ottenere ed acquisire solo una piccola parte di semplici informazioni , mentre una persona che è al di sotto del livello di base in alfabetizzazione quantitativa sarebbe capace solo di semplici implementazioni in autonomia.Negli Stati Uniti, il 14% DELLA POPOLAZIONE ADULTA SI TROVA AL LIVELLO INFERIORE A QUELLO DI BASE PER L’ALFABETIZZAZIONE IN PROSA; Il 12% SI TROVA AL LIVELLO INFERIORE ALLA BASE PER L’ALFABETIZZAZIONE DOCUMENTALE e il 22% A QUEL LIVELLO PER L’ALFABETIZZAZIONE QUANTITATIVA.SOLO IL 13% DELLA POPOLAZIONE È COMPETENTE IN CIASCUNA DI QUESTE TRE AREE, cioè in grado di confrontare i punti di vista in due editoriali; interpretare una tabella sulla pressione sanguigna, l’età e l’attività fisica;Il Dipartimento per l’istruzione del governo britannico ha riferito nel 2006 che il 47% dei bambini in età scolare ha lasciato la scuola all’età di 16 anni senza aver raggiunto un livello di base in matematica funzionale e il 42% non riesce a raggiungere un livello di base di inglese funzionale. Ogni anno nel Regno Unito 100.000 alunni lasciano la scuola analfabeti dal punto di vista funzionale.In Russia, secondo uno studio del 2015, dove oltre il 99% della popolazione è tecnicamente alfabetizzata, solo un terzo dei diplomati delle scuole superiori può comprendere il contenuto di testi scientifici e letterari.Uno studio pubblicato dalla Northeast University nel 2001, ha rilevato che le perdite aziendali attribuite a carenze di competenze di base ammontano a miliardi di dollari all’anno a causa della bassa produttività, degli errori e degli incidenti attribuiti all’analfabetismo funzionale.La ricerca sociologica ha dimostrato che i paesi con livelli più bassi di analfabetismo funzionale tra le loro popolazioni adulte tendono ad essere quelli con i più alti livelli di alfabetizzazione scientifica tra lo strato inferiore di giovani che si avvicinano alla fine dei loro studi accademici formali.

Questa corrispondenza suggerisce che la capacità delle scuole di garantire agli studenti l’alfabetizzazione funzionale richiesta per comprendere i testi e i documenti di base associati ad una cittadinanza competente, contribuisce al livello di alfabetizzazione civica di una società.

Nell’attuale Società evoluta in cui vive l’Uomo post-moderno, la cosiddetta Società dell’Informazione, l’ANALFABETISMO FUNZIONALE DIGITALE (o informatico) diventa qualcosa di più di una limitata abilità cognitiva che si riscontra nel suddetto analfabetismo funzionale.L’Alfabetizzazione Informatica, che si elabora e si sviluppa nella evoluzione e la diffusione della Cultura Digitale, è un insieme di pratiche sociali che richiede necessariamente una varietà di risorse, “incluso l’uso di artefatti fisici tradizionali (i.e. libri, televisione, linee telefoniche, ecc.) e le cosiddette nuove tecnologie (i.e. satelliti, reti informatiche, dispositivi digitali, app, ecc.) per la fruizione di Contenuti ed Informazioni pertinenti trasmesse utilizzando tali artefatti; la capacità di utilizzare e valutare il Contenuto; la Conoscenza e l’Attitudine nell’utilizzo del Contenuto non solo funzionale al supporto personale, ma anche delle Comunità (Warschauer 2002).Essere istruiti nella vita di tutti i giorni o essere istruiti in una disciplina scientifica o umanistica ha significati diversi.Analfabetismo funzionale in una Società in trasformazione a causa della sua evoluzione non è una offesa, si può essere funzionalmente molto istruiti in una determinata specialità, ma anche essere analfabeti in altre tipologie rendendoci incapaci di trasformare una nostra conoscenza, abilità o esperienza trasformandola in funzione utile a valore aggiunto nella Società.Secondo questo concetto, paradossalmente, può anche rivelarsi funzionalmente analfabeta anche uno scienziato nel rendere utile l’applicazione delle sue competenze nella Società, se si ostina a volerlo fare da solo in assenza di altre necessarie abilità e competenze.In alcune pubblicazioni scientifiche si riporta che nel settore bibliotecario o nella bibliografica possiamo intuire i prodromi dell’alfabetizzazione informatica. Per molti anni i bibliotecari hanno cercato di insegnare ai loro utenti ad essere autosufficienti nell’Universo delle Informazioni a disposizione in una biblioteca. Negli ultimi anni, quel concetto si è espanso per includere tutte le fonti di informazione, di cui Internet ne è attualmente la massima fonte.

In questa nuova Società, quella dell’Informazione e della Conoscenza, l’alfabetizzazione informatica diventa, ancorchè importante, indispensabile.

Basandoci sulle tipologie di alfabetizzazioni individuate circa venti anni fa dall’Istituto per l’Alfabetizzazione Informatica e nel lontano 1996 dai ricercatori Jeremy Shapiro e Shelley Hughes una definizione di alfabetizzazione informatica include:

ALFABETIZZAZIONE SUGLI STRUMENTI, ovvero la capacità di comprendere ed utilizzare gli strumenti pratici e concettuali dell’attuale tecnologia dell’informazione, inclusi software, hardware e multimedia, che sono rilevanti per l’istruzione e le aree di lavoro e di vita professionale che l’individuo si aspetta di vivere. Questo può essere considerato per includere le basi delle applicazioni di computer e di rete, nonché concetti fondamentali di algoritmi, strutture di dati e topologie e protocolli di rete.

ALFABETIZZAZIONE DELLE RISORSE, ovvero la capacità di comprendere la forma, il formato, l’ubicazione e i metodi di accesso delle risorse informative, in particolare le risorse informative in rete in espansione quotidianamente. Questo è praticamente identico alle concezioni dei bibliotecari applicate alla alfabetizzazione informatica e include concetti di classificazione e organizzazione di tali risorse.

ALFABETIZZAZIONE SOCIO-STRUTTURALE, o sapere che come l’informazione è socialmente situata e prodotta. Ciò significa sapere come le informazioni si inseriscono nella vita dei gruppi; sulle istituzioni e le reti sociali – come università, biblioteche, comunità di ricercatori, aziende, agenzie governative, gruppi di comunità – che creano e organizzano informazioni e conoscenze; e i processi sociali attraverso i quali vengono generati – come la traiettoria di pubblicazione di articoli accademici (peer review, ecc.), la relazione tra una ListServ e un gruppo di interesse condiviso, o il pubblico servito da una biblioteca specializzata o da un sito Web.

ALFABETIZZAZIONE DELLA RICERCA, ovvero la capacità di comprendere e utilizzare gli strumenti basati sull’Information Technology rilevanti per il lavoro del ricercatore e lo studioso di oggi. Per coloro che frequentano l’università, ciò includerebbe software per computer relativo alla disciplina per analisi quantitative, analisi qualitative e simulazioni, nonché una comprensione dei limiti concettuali e analitici di tale software

ALFABETIZZAZIONE EDITORIALE, o capacità di formattare e pubblicare ricerche e idee elettronicamente, in forme testuali e/o multimediali anche tramite World Wide Web, posta elettronica, liste di distribuzione CD-ROM per introdurle nel regno pubblico elettronico e in quello elettronico della comunità di studiosi. La scrittura è sempre plasmata dai suoi strumenti e dal suo pubblico. Gli strumenti informatici e il pubblico della rete rappresentano veri e propri cambiamenti nella scrittura stessa.

ALFABETIZZAZIONE TECNOLOGICA EMERGENTE, ovvero la capacità di adattarsi continuamente, comprendere, valutare ed utilizzare le innovazioni continuamente emergenti nella tecnologia dell’informazione per non essere prigioniero di strumenti e risorse precedenti e per prendere decisioni intelligenti sull’adozione di nuovi strumenti. Chiaramente questo include la comprensione del contesto umano, organizzativo e sociale delle tecnologie, nonché i criteri per la loro valutazione.

ALFABETIZZAZIONE CRITICA, ovvero la capacità di valutare criticamente i punti di forza e le debolezze intellettuali, umane e sociali, i potenziali e i limiti, i benefici ed i costi delle tecnologie dell’informazione. Ciò dovrebbe includere una prospettiva storica (ad esempio la connessione tra il pensiero algoritmico, la formalizzazione in matematica e lo sviluppo della scienza e della razionalità occidentali e dei loro limiti); una prospettiva filosofica (dibattiti attuali sulla filosofia della tecnologia, la critica della ragione strumentale, la possibilità e la natura dell’intelligenza artificiale); una prospettiva sociopolitica (ad esempio, l’impatto della tecnologia dell’informazione sul lavoro, questioni di politica pubblica nello sviluppo di un’infrastruttura dell’informazione globale); e una prospettiva culturale per immaginare ed elaborare Nuovi obiettivi per una nuova Società

Questa profetica classificazione delle necessarie abilità necessarie ad essere funzionalmente utili a noi stessi e, conseguentemente, alla Società dell’Informazione in cui viviamo risale oramai ad un quarto di secolo fa, e definisce quelle carenze individuali, il gap culturale, di chi è affetto dal cosiddetto Digital Divide Culturale.

Quanto è stato fatto fino ad ora dai Governi e dalle Istituzioni preposte sul tema di elaborazione ed attuazione di adeguate politiche culturali affinchè anche nel nostro Paese si fosse agito per contrastare in tutta la sua Popolazione di Immigrati Digitali questo fenomeno? Il Digital Divide Culturale, probabilmente una delle principali cause della perdita di competitività del Sistema Italia. E, attenzione a pensare che questo problema non riguardi anche i Nativi Digitali; sebbene questi siano, per la stessa loro definizione, innatamente funzionali all’uso delle nuove tecnologie digitali, non sono, mediamente, affatto alfabetizzati nella maggioranza delle altre sopracitate tipologie.

Post originale pubblicato su Earthvolution https://www.facebook.com/groups/earthvolution

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