A volte, ci comportiamo come gli Struzzi..!


L’ effetto struzzo è un pregiudizio cognitivo che induce le persone ad evitare le informazioni che percepiscono come potenzialmente spiacevoli. Ad esempio, l’effetto struzzo può far sì che qualcuno eviti di guardare i propri conti, perché è preoccupato di vedere quanto sono indietro con i pagamenti.

Perché le persone evitano le informazioni

Il motivo principale per cui le persone spesso eludono le informazioni consiste nell’evitare lo spiacevole impatto emotivo, che si aspettano li affligga se le consultassero, anche consapevoli del fatto che questa elusione comporterà nel tempo un costo emotivo maggiore.

In quanto tale, l’effetto struzzo e l’elusione delle informazioni sono previste: “in ogni situazione in cui le persone sono emotivamente coinvolte nell’apprendere specifiche informazioni, volendo attivare una certa capacità nel proteggersi da esse”. Questa tendenza rimane anche nel caso che: “quando così facendo si è consapevoli che si possa degradare la qualità del processo decisionale fintanto che la conoscenza delle informazioni costringa le persone ad affrontare e interiorizzare possibili delusioni che preferirebbero mentalmente evitare”.

Le persone potrebbero evitare le informazioni anche quando specifiche informazioni potrebbero interferire con il loro miglioramento personale, che è il desiderio di mantenere una visione favorevole di se stessi.

La tendenza all’elusione delle informazioni può verificarsi anche per altri motivi, come per il desiderio di evitare il sovraccarico di informazioni in situazioni in cui non si prevede che informazioni aggiuntive facilitino i propri processi decisionali.

Un concetto correlato a questo bias comportamentale è la cosiddetta esposizione selettiva: che suggerisce come le persone preferiscono le informazioni che siano capaci di supportare le loro convinzioni preesistenti rispetto alle informazioni che le possano alterare, una preferenza che può manifestarsi evitando informazioni contraddittorie. Questo concetto è anche correlato al bias di conferma: un bias cognitivo che induce le persone a cercare, favorire, interpretare e ricordare le informazioni in un modo che confermi le loro convinzioni preesistenti.

Un’ulteriore forma specializzata di elusione delle informazioni è  l’auto-handicapping , che: “si riferisce alla tendenza delle persone a scegliere compiti che non corrispondono alle proprie capacità, troppo facili o troppo difficili, o ad intraprendere azioni che minano le loro prestazioni, come un strategia per evitare informazioni sulle proprie capacità”.

L’elusione delle informazioni può portare a risultati dannosi in una varietà di situazioni.

Siamo prevenuti verso il positivo

Il termine Effetto Struzzo è stato coniato per la prima volta dagli economisti israeliani Dan Galai e Orly Sade, pubblicando un articolo sul comportamento degli investitori. Hanno denominato così questo fenomeno sulla convinzione comune che gli struzzi cerchino di evitare i predatori semplicemente infilando la testa nella sabbia.

Galai e Sade sono stati ispirati dal lavoro degli economisti comportamentali Daniel Kahneman, Amos Tversky e Richard Thaler. Kahneman e Tversky, premi Nobel e tra i padri fondatori dell’economia comportamentale, hanno sviluppato il concetto di avversione alla perdita negli anni ’70, dimostrando che “le perdite incombono più dei guadagni”. Thaler, che ha collaborato con Kahneman e Tversky è noto per il suo lavoro sulla  contabilità mentale , che descrive come le persone assegnano un valore soggettivo al denaro a seconda della situazione. Thaler ha anche coniato il concetto di avversione alla miope perdita insieme a  Shlomo Benartzi.

In generale, gli esseri umani hanno una forte preferenza per le informazioni positive. Questo pregiudizio è profondo, fino ai processi automatici che sono per lo più al di fuori del nostro controllo. Tendiamo a fare previsioni ottimistiche e ad avere aspettative ottimistiche; è più probabile che ricordiamo gli eventi positivi rispetto a quelli negativi.  E, cosa più importante che ci capita se affetti dall’effetto struzzo, prestiamo maggiore attenzione alle informazioni positive.

Pertanto, il nostro eccessivo ottimismo spesso ci porta a minimizzare le informazioni negative ed a rifiutare previsioni più pessimistiche su come potrebbe evolversi il futuro.

Questo pregiudizio è al centro di innumerevoli altre distorsioni cognitive, come l’errore di pianificazione, l’ effetto Dunning-Kruger e  i pregiudizi egoistici.

La nostra preferenza per il positivo è una delle ragioni principali per cui le persone mettono la testa sotto la sabbia. In uno studio di Betty Chang Thomas Webb e Yael Benn, in cui ai partecipanti è stato chiesto di pensare a situazioni in cui avevano evitato di monitorare i propri progressi e quindi di classificare i motivi per cui non si erano auto-imposti di più a pensare ad eventuali conseguenze negative delle proprie azioni,  una delle spiegazioni più frequenti è stata che le persone vogliono evitare di soffrire emozioni negative quando esposti a passate esperienze negative. L’ansia di affrontare una sfida emozionale affrontando la realtà è spesso sufficiente per dissuadere le persone dal provarci davvero.

Quando siamo impegnati in un’idea, o sollecitati,  investiti nel dover vedere il mondo in un modo specifico, faremo di tutto per aggrapparci alle nostre convinzioni. Probabilmente, l’effetto struzzo è una propaggine della dissonanza cognitiva: ci consente di evitare informazioni che disconfermano una nostra consolidata visione del mondo. Siamo particolarmente inclini a rifiutare le informazioni che contraddicono i nostri concetti di sé consolidati, un fenomeno che è noto come motivazione dell’autoverifica.

La tentazione di seppellire la testa sotto la sabbia è probabilmente maggiore quando la posta in gioco è alta, il che sfortunatamente significa anche che l’effetto dello struzzo può avere conseguenze molto gravi sia a livello individuale che sociale.

Come le persone evitano le informazioni

Esistono alcuni modi comuni con cui le persone evitano le informazioni:

  • Evitamento fisico. Questa forma iniziale di elusione implica in primo luogo assicurarsi di evitare di ottenere informazioni potenzialmente spiacevoli. Come si afferma in uno studio : “le persone possono scegliere di evitare di leggere giornali o riviste specifici, di ascoltare programmi radiofonici o televisivi specifici, di guardare i loro voti di scolastici oppure tenere conversazioni con persone specifiche”.
  • Disattenzione. Questa forma di elusione implica il non prestare la dovuta attenzione alle informazioni, anche dopo che queste sono diventate effettivamente disponibili.
  • Interpretazione distorta delle informazioni. Questa forma di elusione comporta l’interpretazione delle informazioni in modo tale da ignorarne le spiacevoli implicazioni.
  • Dimenticando. Questa forma finale di elusione comporta la dimenticanza di informazioni spiacevoli dopo che queste sono già state elaborate

Sebbene il primo di questi approcci, l’evitamento fisico, sia quello più comunemente associato all’elusione delle informazioni in generale e all’effetto struzzo in particolare, ciascuno di questi approcci rappresenta un facile e praticabile modo per le persone di evitare informazioni spiacevoli.

L’effetto struzzo può anche impedirci di affrontare problemi su larga scala, come ad esempio il cambiamento climatico. C’è consenso scientifico sul fatto che il cambiamento climatico sia un problema reale creato dall’uomo. Che richiede un’azione immediata e decisiva per scongiurare le sue conseguenze più disastrose. Eppure, molti politici hanno risposto a questa minaccia ignorando e sopprimendo le informazioni su questo incombente pericolo.

Esempi della comparsa dell’effetto struzzo esistono in molti altri domini oltre alla finanza.

Uno studio di Alexander Persoskie, Rebecca A. Ferrer e William Klein riporta :“ (…) le nostre intuizioni sulla psicologia dell’informazione e sulla possibilità di un effetto struzzo nelle decisioni di acquisizione delle informazioni, sebbene testate in un contesto finanziario, hanno applicazioni molto più ampie. Possono applicarsi, ad esempio, alle decisioni delle persone su quando cercare diagnosi mediche formali per sintomi di salute preoccupanti, a quando i genitori cercheranno di fare il test per un bambino che ha problemi a scuola, alla decisione di un accademico di quando e se perseguire dubbi su l’integrità di uno studente o la decisione di un dirigente d’azienda di indagare, ovvero eseguire la due diligence, quando ci sono segnali di pericolo relativi a un potenziale accordo”


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