Fiducia, autorità e il rischio di credergli Perché a un certo punto una macchina smette di sembrarci solo utile e comincia a sembrarci credibile? Non ci fidiamo solo di ciò che è vero.Ci fidiamo anche di ciò che appare chiaro, ordinato, sicuro. È in questo spazio che l’intelligenza artificiale può diventare credibile: non perché sappia... Continua a leggere →
Episodio 1 – Scorciatoie di silicio.
Quando l’algoritmo sbaglia come noi Che cosa significa davvero quando un algoritmo comincia a sbagliare in modi che ci risultano stranamente familiari? Ci piace pensare che le macchine siano più razionali di noi.Che non sbaglino per fretta, intuizione o pregiudizio.Che non cadano nelle trappole mentali che caratterizzano il pensiero umano. E invece non è così.... Continua a leggere →
Psicologia per robot? La domanda non è più assurda
Episodio Zero della serie “Psicologia per robot” Questo articolo inaugura la serie "Psicologia per robot". Il primo episodio concreto – "Essere gentili con un chatbot non è educazione: è metodo" – è disponibile qui: [inserire link] Ha ancora senso trattare queste macchine come semplici strumenti, quando il loro comportamento comincia a porci domande che sembrano appartenere anche alla... Continua a leggere →
Sport e conoscenza. Il laboratorio noetico dell’essere umano
A lungo lo sport è stato raccontato soprattutto come esercizio fisico, disciplina, competizione, spettacolo. Tutte definizioni legittime, ma forse non sufficienti. Esiste infatti una dimensione più profonda, meno immediata ma non meno reale, che merita di essere portata alla luce: lo sport come forma di conoscenza. Non una conoscenza astratta, libresca o puramente teorica, ma... Continua a leggere →
Sembra un film
In questi giorni la stampa mondiale scorre come un bollettino inquieto: reti di potere opache, élite compromesse, silenzi comprati, relazioni che non dovrebbero esistere e invece emergono una dopo l’altra. Fatti sporchi, imbarazzanti, a tratti grotteschi. E sotto ogni notizia, sempre lo stesso commento istintivo: “Sembra un film.” Lo diciamo per incredulità, quasi per difesa.Come... Continua a leggere →
Non si guarda. Si attraversa! Perché l’Arte Sacra si capisce solo dove nasce
File, audioguide, folle. E poi usciamo dicendo: “che bello”… ma senza aver capito nulla. Forse il problema non è l’#artesacra È come la stiamo vivendo. Le nostre chiese non sono nate per essere scenografie o musei. Sono nate per farci attraversare qualcosa. Non spettatori. Pellegrini. Ho provato a mettere in ordine questa riflessione in un pezzo che parla di esperienza, comunità e “#museodiffuso”.
Perché leggiamo, capiamo… e poi non reagiamo
Perché molte persone leggono notizie importanti ma non reagiscono? Questo articolo analizza il ruolo dei bias cognitivi, delle euristiche mentali e dei meccanismi di autodifesa del cervello di fronte a un mondo complesso e iper-informato, spiegando perché il silenzio non è sempre disinteresse.
Dal gregge a “inoltra”
Distorsioni cognitive, netiquette e igiene digitale nei gruppi istantanei Qualche anno fa avevo scritto del comportamento del gregge nel marketing sociale e politico: quel riflesso da specie sociale - profondamente umano (e non solo umano) - di orientarci guardando “che cosa fa il gruppo”, soprattutto quando siamo incerti, stanchi, o immersi in un flusso più... Continua a leggere →
Estetica dell’Intelligenza Artificiale. Quando le macchine imparano a generare il bello
Quando un’immagine “bella” è davvero tale, e quando invece è solo il risultato di un algoritmo che ha imparato a compiacerci? L’intelligenza artificiale genera volti perfetti, paesaggi puliti, stili che imitano i maestri. Ma il bello, nella nostra esperienza, passa anche per il corpo, per l’empatia, per il rischio dell’errore. Tra neuroestetica, glitch, kitsch algoritmico e alfabetizzazione al bello, ho provato a chiedermi cosa cambia quando a produrre l’immaginario sono macchine che non sentono nulla, ma imparano a “piacerci”. #intelligenzaartificiale #estetica #neuroestetica #artecontemporanea #aigenerated #algoritmi #immaginario #glitchart #kitschalgoritmico #educazioneallegusto #umanesimoetecnologia #cultura_digitale
AI: idiota savant?
Un uomo con un cervello “sbagliato” ha messo in crisi la nostra idea di intelligenza.Kim Peek, il vero “Rain Man”, nacque senza corpo calloso, con gravi malformazioni cerebrali. La medicina lo giudicò compromesso. La realtà lo rese uno dei più straordinari casi di memoria mai documentati.Oggi, mentre celebriamo l’Intelligenza Artificiale come nuova frontiera del pensiero,... Continua a leggere →
The Lost Bus
Nel caos non serve l’eroe. Serve chi resta calmo "The Lost Bus" non è solo un film su un incendio, ma sul pensiero che resiste quando il pensiero sembra impossibile.Mentre le fiamme inghiottono Paradise, un autista e un’insegnante trasformano la paura in metodo, il panico in empatia ...
Quando la democrazia si fa impero
Perché quando pensiamo alla parola democrazia immaginiamo subito l’Occidente? E perché ogni altra forma di autogoverno, consenso o partecipazione ci sembra “meno democratica”? Forse perché, più che un sistema politico, la democrazia è diventata una narrazione di potere: una lente attraverso cui l’Occidente continua a guardare il mondo, … e a legittimare solo sé stesso.
Prove Me Wrong. Uccidere il Messaggero non cambia il Messaggio
Troppo spesso giudichiamo il messaggero prima del messaggio. Se non ci piace chi parla, rigettiamo le sue idee. Se lo idolatriamo, le accettiamo senza pensarci. Nel mio nuovo articolo mostro come questo meccanismo, dal caso Kirk al modello cinese, fino all’IA, ci impedisce di confrontarci davvero con i contenuti. Bias cognitivi (Halo effect, bias di attribuzione, affect heuristic, affective numbing), Antropologia e sociologia (enemy image, capro espiatorio, perdita dello spazio pubblico deliberativo), Filosofia e IA (fusione di orizzonti, neutralità apparente delle macchine). Tu come reagisci quando il messaggero non ti piace? Riesci a valutare il contenuto senza farne una questione di identità?
IA e Coscienza. Specchio, imprinting, possibilità
L’intelligenza artificiale è davvero solo calcolo e algoritmi, oppure può riflettere qualcosa che somiglia alla nostra coscienza? Parto da uno spunto offerto dalla psicologa Gabriella Tupini: come un bambino senza ambiente umano non sviluppa pienamente la coscienza, così anche l’IA cresce dentro un ecosistema che siamo noi a costruire con i nostri dati, i nostri bias e le nostre sensibilità. La vera domanda non è se l’IA avrà mai un’anima, ma quale coscienza nascerà dall’impronta che le stiamo lasciando. Un imprinting che può amplificare le nostre ombre o aprire strade inedite. #IntelligenzaArtificiale #Coscienza #Psicologia #Imprinting #EticaDigitale
AI veggente?
L’AI è veggente? Sempre più persone immaginano l’intelligenza artificiale come un oracolo capace di svelare segreti e predire il futuro. Ma in realtà l’AI non fa profezie: elabora dati, riconosce schemi, accelera analisi. Il problema non è la macchina, ma i nostri bias cognitivi e il digital divide culturale che ci porta a vederla come magia invece che come strumento. #AI #ComunicazioneDelRischio #DigitalDivide #CampiFlegrei #BiasCognitivi
La nuova grammatica della comunicazione del rischio …
Quando il rischio non è più uno solo: imparare a riconoscere la catena, non solo l’evento. Viviamo in un mondo dove una scossa può diventare una frana, la frana può causare blackout, il blackout isolare interi quartieri: è la logica del rischio a cascata. Per questo la comunicazione del rischio deve cambiare. Non basta informare, serve coinvolgere continui... mantenere viva la conversazione, strutturando il rischio tramite storie, immagini, esperienze. Citando la ricerca, le narrazioni costruiscono impalcature mentali, riducendo i bias cognitivi che ci illudono di essere meno vulnerabili (UNDRR 2022). Solo così si costruisce fiducia, si fa crescere resilienza, si passa da “allarme” a cultura condivisa. #cascadinghazard #comunicazioneriski #engagementcontinuativo #campiflegreisottosopra #storytelling
Quando il cane ci insegna il Thin slicing
Dal cane al casting: cosa ci insegna davvero il nostro istinto? Lo sguardo di un cane coglie segnali invisibili, e noi facciamo lo stesso: decidiamo in un lampo, spesso senza accorgercene. È il thin slicing, l’intuizione rapida che guida anche il cinema e i casting, ma che può trasformarsi in un automatismo pieno di pregiudizi. Nell’articolo rifletto su come riconoscerlo e, quando serve, disinnescarlo. #thinslicing #psicologia #automatismicognitivi #cane #percezioneistintiva #casting #cinema #psicologia #effettoaureola #effettoproteus #attori
Dentro le anfore degli dèi
Tra i frammenti dei vasi antichi non restano solo molecole: restano le tracce di un sapere dimenticato. Non era abuso, era rito. Non era chimica, ma linguaggio sacro. Oggi, mentre la cultura contemporanea torna a interrogarsi sugli psichedelici come strumenti terapeutici, quelle anfore ci parlano ancora: il confine tra cura e manipolazione, tra sostanza e simbolo, attraversa i secoli. #Archeologia #Psichedelici #Neuroscienze #RitiAntichi #CulturaDigitale #NinePerfectStrangers #Archeometria #Rituali #SimboloESostanza
La sintassi del conflitto … come le parole decidono chi è il colpevole
Da mesi ormai questa immagine qui sotto circola in rete, rilanciata con stupore e indignazione. Mostra due titoli del New York Times, affiancati e annotati: uno su Gaza, l’altro sull’Ucraina. I commenti si moltiplicano, ma quasi nessuno si prende la briga di spiegare davvero cosa succede, e perchè, nei processi di elaborazione di una notizia.Eppure,... Continua a leggere →
Allenare la mente, all’alba degli anni di vita che restano
Piccola anatomia della vecchiaia – Episodio 1 È il tempo della mente. Non perché il corpo abbia ceduto, ma perché ha passato il testimone. È il tempo in cui il gesto non si misura più in metri percorsi o pesi sollevati, ma nella fedeltà a un ritmo interiore. Dove un pensiero scritto all’alba vale quanto... Continua a leggere →
Quando l’intelligenza artificiale regredisce il pensiero …
L’AI doveva amplificare le nostre capacità cognitive. Ma se cominciasse invece a renderci meno creativi, meno critici, meno umani? Una riflessione su ciò che accade quando delegare il pensiero diventa la norma, e non l’eccezione. Tra studi del MIT, Santa Clara e Cornell emerge un paradosso: più ci affidiamo alla macchina, più il nostro cervello si spegne. Non pensiamo più veloce: pensiamo meno. E allora: siamo ancora noi a usare l’AI, o è l’AI che sta riformattando il nostro modo di pensare? #AI #Cognizione #PensieroCritico #MachineLearning #Neuroscienze #Bias #TecnologiaEtica #EducazioneDigitale #CulturaAlgoritmica #IntelligenzaArtificiale #DigitalDivide #MediatoreCulturaDigitale
Non avrai altro Dio …
COSA SUCCEDE QUANDO UNA FEDE SMETTE DI DIALOGARE CON LE ALTRE… E INIZIA A GIUDICARLE? Nel suo saggio provocatorio, l’egittologo Jan Assmann ci invita a riflettere su una frattura che ha cambiato la storia dell’umanità: l’avvento del monoteismo. Con ciò che chiama “distinzione mosaica”, Assmann mostra come l’idea di un solo Dio vero abbia introdotto, per la prima volta, un confine netto tra chi ha la verità e chi no. E da lì, l’intolleranza, l’eresia, la guerra santa. Il politeismo antico conosceva la traduzione tra dèi, la convivenza tra culti. Il monoteismo rompe quell’armonia: non si può più convivere, si deve scegliere. O sei dentro, o sei fuori. Assmann non demonizza il monoteismo. Ma ci mette in guardia dal suo potenziale polarizzante. Perché se la fede diventa verità assoluta, allora l’altro diventa errore, peccato, minaccia. In un mondo ancora attraversato da guerre di religione, fondamentalismi e conflitti identitari, questa riflessione è più attuale che mai. E se la violenza non fosse un tradimento del sacro… ma una sua possibile eredità culturale? #Religione #Monoteismo #Politeismo #JanAssmann #NonAvraiAltroDio #ViolenzaReligiosa #StoriaDelleReligioni #ReligioneEConflitto #FilosofiaDellaReligione #CulturaReligiosa #DistinzioneMosaica #IdentitàEVerità #DialogoInterreligioso #TolleranzaReligiosa #Esclusione #VeritàAssoluta #Teologia #AntropologiaReligiosa #LibertàDiCulto #ReligioniComparate
La scimmia che si svestì ed imparò a raccontare
“La scimmia che si svestì ed imparò a raccontare” è una riflessione narrativa-divulgativa ispirata a The Naked Ape di Desmond Morris, che esplora l’essere umano come primate culturale. Attraverso concetti come neotenia, emozioni universali, simbolismo e sincretismo religioso, il testo mostra come l’uomo abbia trasformato la propria vulnerabilità biologica in potenza narrativa. Un viaggio tra biologia, cultura e comunicazione interculturale, che ricorda come l’umanità sia un racconto condiviso nato dalla nostra apertura ad apprendere e immaginare. #ScimmiaNuda #Neotenia #EvoluzioneUmana #BiologiaCulturale #DesmondMorris #ComunicazioneInterculturale #Sincretismo #UmanitàInnate #Cultura #Apprendimento #NarrativaDivulgativa #Empatia #RiflessioniUmane #Psicobiologia #SoftPowerCulturale #LaScimmiaCheRacconta
Che cosa è la Creatività? Piccole notizie per il lettore curioso.
Che cos’è davvero la creatività? Non un dono per pochi, ma un potenziale umano che si alimenta di conoscenza, esperienze e contaminazioni tra saperi. In un mondo dove l’AI può amplificare le nostre intuizioni e dove le neuroscienze ci mostrano che il pensiero creativo nasce dall’interazione tra diverse reti cerebrali, diventa urgente educare alla creatività fin dall’infanzia. Perché gli adulti, spesso irrigiditi nelle loro forme, non riescono più a cambiare. E il futuro ha bisogno di menti elastiche, non di teste quadrate. #creatività #educazione #neuroscienze #pensierodivergente #intelligenzaartificiale #conoscenza #infanzia #cultura #innovazione #apprendimento #menteumana #curiosità #trasformazione
Se rimandi, che procrastinatore sei?
La Procrastinazione ha 7 maschere. Scopri quella che indossi (e come strapparla) prima che il tempo ti travolga! La procrastinazione è la tendenza a rimandare intenzionalmente un compito, un dovere o una decisione pur sapendo che questo ritardo avrà conseguenze negative. Non è semplice pigrizia: il verbo latino procrastinare , da pro (“in avanti”) e crastinus (“di domani”) , racchiude l’idea di spostare qualcosa nel futuro con piena consapevolezza del presente #Procrastinazione #Produttività #GestioneDelTempo #Psicologia #Autostima #Obiettivi #CrescitaPersonale #Focus #Performance
La Borsa del Gregge
Quando l’economia segue l’istinto e non la ragione. Ecco i crolli di mercato, panico da dazi e vendite irrazionali: cosa succede davvero quando i mercati si muovono "in branco"? Un’analisi tra finanza, bias cognitivi e psicologia collettiva indotta dai media. Un viaggio tra Kahneman, Shiller e pecore in giacca e cravatta. Scopri perché la Borsa non è poi così razionale come sembra. #FinanzaComportamentale #EconomiaCritica #EffettoGregge #BiasCognitivi #PsicologiaDeiMercati #LaBorsaDelGregge
Bioinformatica quantistica, pensiero evolutivo e l’intelligenza non-umana
Se un albero cade in una foresta e nessuno è lì a sentirlo, fa rumore?” O, meglio: se un fungo risolve un problema, è intelligenza? E se lo fa più velocemente di un supercomputer, senza un cervello, né sinapsi, né algoritmi? Siamo proprio sicuri che l’informatica sia una nostra invenzione?
Riflessione sull’ Empatia cognitiva digitale dell’Intelligenza artificiale
In questa riflessione mi pongo delle domande sull'Empatia Cognitiva Digitale dell'Intelligenza Artificiale esplorando il concetto di empatia cognitiva nel contesto dell'intelligenza artificiale, analizzando come l'AI possa sviluppare una comprensione più profonda delle emozioni umane attraverso modelli avanzati di apprendimento e interazione.
l’Éidola nelle Estetiche dei mondi immateriali
#Éidola. Estetiche dei mondi immateriali di Massimo Sgroi esplora il rapporto tra arte, tecnologia e identità nell'era digitale. Attraverso riferimenti a Baudrillard, McLuhan e Dick, il libro analizza la dissoluzione dei confini tra #reale e #virtuale, il ruolo dell'intelligenza artificiale e la trasformazione dell'essere umano in un Homo Ibridus. Un'opera essenziale per comprendere le nuove estetiche dell'ipermodernità e il futuro dell'#arte nell'era dei simulacri digitali.
Cervello di Gallina ..?
CERVELLO DI GALLINA? ... SFATIAMO IL MITO! Dire a qualcuno che ha un 'cervello di gallina' è politicamente (s)corretto... o scientificamente errato?
