La Programmazione Predittiva. Psicologia delle credenze straordinarie (1)

“Penso che il soggetto politicamente più importante sarà la psicologia di massa … la sua importanza è enormemente cresciuta grazie alla nascita dei moderni metodi di propaganda. Di questi, il più influente è quello che viene chiamato educazione. La religione gioca un ruolo, anche se sempre meno importante; la stampa, il cinema e la radio stanno avendo un ruolo sempre maggiore … Potrebbe essere auspicato che, in breve tempo, chiunque potrà essere capace di persuadere chiunque di qualsiasi cosa, se potrà lavorare su soggetti giovani e se sarà fornito dallo Stato di fondi ed equipaggiamento.”Bertrand Russel in “Impatto della Scienza sulla Società”

La programmazione predittiva è la teoria complottista (..?)  secondo la quale dei soggetti attivi in governi o in aziende utilizzerebbero la narrativa di fantasia come strumento per la programmazione mentale di massa,  allo scopo di rendere la popolazione più disposta ad accettare pianificati eventi futuri.  

Le persone che credono agli assunti di questa teoria sarebbero per lo più teorici della cospirazione;  che pensano che siano in atto, o ci saranno, derive totalitarie da parte dei governi, o altre organizzazioni, e che credono che alcuni eventi tragici, o clamorosi, che avvengono siano il frutto di un lavoro orchestrato ad arte.

Più comunemente le persone ispirate da questa teoria credono che i governi creino i problemi e quindi la popolazione si rivolgerà all’autorità costituita per ottenere una soluzione, ma poiché il governo stesso è l’agente che ha pianificato la crisi,  questo offrirà una soluzione che è stata già progettata molto prima che la crisi si verificasse

Questa teoria è stata proposta e descritta per la prima volta dal ricercatore Alan Watt – resa poi popolare dai giornalisti Alex Jones e David Icke –  definendo la programmazione predittiva come: “… una sottile forma di condizionamento psicologico fornita dai media per far conoscere al pubblico i cambiamenti sociali pianificati che devono essere implementati dai nostri leader. Se e quando questi cambiamenti verranno attuati, il pubblico li conoscerà già e li accetterà come progressioni naturali, riducendo così la possibile resistenza e agitazione del pubblico …”.

La programmazione predittiva dunque sarebbe uno strumento tattico per ridurre potenziali resistenze nella popolazione introducendo concetti che a prima vista sembrano inverosimili, ma reintroducendoli continuamente questi inizieranno ad apparire più probabili, o per lo meno accettabili.

Alan Watt con la sua teoria spiega che il risultato desiderato viene creato attraverso il potere della suggestione nei media. Questa teoria è molto popolare perché molti grandi eventi che sono accaduti possono essere apparentemente ricondotti a narrative audiovisive (cartoni animati, film o Tvseries) che hanno avuto la singolarità di prevederlo. Esempi eclatanti  di programmazione predittiva sono state riscontrate, ad esempio in puntate dei Simpson e nei film: Batman – the Dark Night Rises, the Hunger Games e Contagion. Ma anche in alcuni esempi di letteratura sono riportati esempi di programmazione predittiva,  come nel romanzo Futility, pubblicato nel 1898, che prefigurava la dinamica dell’affondamento del Titanic.  

Ma perché un Contenuto d’Intrattenimento come un film, un cartone animato o  un racconto di fantascienza sarebbero gli strumenti ideali usati per ‘programmare mentalmente gli individui..?

Quando una persona è impegnata a guardare qualcosa che viene generalmente percepito  come un contenuto d’intrattenimento la sua guardia mentale si abbassa e i messaggi subliminali vanno direttamente al suo subconscio, per questo motivo il genere narrativo più comunemente usato nella programmazione predittiva sarebbe la fantascienza o la fantapolitica capace di un controllo sull’immaginazione, l’autore creando storie, può allungare i confini dell’immaginazione dell’individuo medio e narrare al suo subconscio cosa potrebbe realmente accadere. Preparando l’innesco di processi mentali come ad esempio la ‘profezia che si autoavvera’, pregiudizi cognitivi e bias di conferma,  perché una volta creata un’aspettativa, quando gli eventi iniziano davvero a verificarsi, la popolazione può sembrare più propensa ad accettare il destino.

Su questo intrigante argomento diventa interessante il lavoro dello sceneggiatore cinematografico e commediografo Jay Dyer che nella sua pubblicazione “Hollywood esoterica” esamina simboli e segnali contenuti nelle opere di alcuni autori cinematografici come Alfred Hitchcock, Stanley Kubrick, David Lynch, Stephen Spielberg, … e pone l’accento sui potenziali fenomeni di reingegnerizzazione culturale.

Ma già Bertand Russel ebbe a predire che i film potrebbero essere anche un mezzo per operare un’ingegneria sociale di massa.


Alcune mie riflessioni correlate all’argomento delle scienze cognitive e comportamentali

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