sono un PROVOCATORE CULTURALE


“Avvia le tue riflessioni senza pregiudizi, con una mente aperta e non fare assunzioni. Dimentica le tendenze e le tradizioni che ti circondano. Non concentrarti sulla creazione di una  grande idea: perché  sicuramente la si sta già annusando nell’aria mentre galleggia intorno a te

 Questo è quanto suggerisce George Lois, Art Direcotor pubblicitario,  Designer, ed autore americano. Lois è forse più noto per le oltre 92 copertine che ha disegnato per la rivista Esquire dal 1962 al 1972. Nel 2008, il Museum of Modern Art (MoMA) ha esposto 32 sue copertine di Esquire. Ma Lois è uno dei più famosi pubblicitari internazionali che introdusse (definendosi) l’accezione ‘Provocatore Culturale’. Una definizione per un atteggiamento, uno stile di vita professionale che mai come in questo momento di cambiamenti e confusione, globale, assume, a mio avviso un senso, una precisa funzione.

La CULTURA non è solo Sapere, ma anche

SAPERE APPRENDERE.

Una funzione importante per cercare di smuovere le Coscienze affinché ci si possa rendere conto che il Futuro è già Presente e se non ci ‘predisponiamo ad apprendere’ non riusciremo a conquistarci una piena dignità di Cittadinanza nella Società 4.0. Perché ci troviamo, volenti o nolenti, a vivere in un periodo della Storia dell’Umanità afflitto da profondi sconvolgimenti sociali e socio-economici (grandi migrazioni, cambi e perdite di valori, scomparsa di posti di lavoro oramai obsoleti e la creazione di nuove forme di lavoro ed organizzazioni del lavoro, speculazioni economiche e colonialismo per l’accaparramento di materie prime, etc etc) equiparabili per gli effetti alle precedenti Rivoluzioni Industriali innescate in passato dalle invenzioni tecnologiche  così come, oggi,  dalle nuove tecnologie e il digitale.

Iniziare a capire come pensa l’Uomo e come funziona la sua mente (aiutati da conoscenze introdotte con le nuove teorie multidisciplinari che afferiscono alle Scienze Cognitive), che meccanismi mentali si innescano nelle menti delle persone (oggetto di massicce campagne di comunicazione di marketing) oppure comprendere i vantaggi (o gli svantaggi) che ci si prospettano con la diffusione della Cultura Digitale, non può essere che funzionale ad aiutarci a comprendere chi sia adatto a gestire il cambiamento e chi forse no, chi è davvero in grado di apportare innovazione e chi millanta di saperlo fare, come anche riconoscere chi ci vuole solo ‘manipolare’ … dunque a prendere le nostre decisioni di vita sicuramente non con certezze, ma almeno con consapevolezza … Ecco quindi, che si fa strada il bisogno di ‘provocare culturalmente’ affinché le persone inizino ad intraprendere una strada verso la consapevolezza.

“Il calzolaio va con le scarpe rotte …” Chi sono?

Per molti anni ho camminato con le “scarpe rotte”. Sebbene mi occupi di comunicazione di marketing dai primi anni ’90 del secolo scorso, non ho pensato di avere bisogno di promuovermi. Al contrario di molti che conosco, con poca astuzia, ho del tutto trascurato quelle attività cosiddette di self-promotion, cioè di un’auto-promozione mirata a comunicare chi sono e che ne faccio della mia vita professionale. Tuttavia, al giorno d’oggi ci troviamo a vivere nella Società dell’Informazione dove informare, anche solo ‘apparendo’,  sembra fare la differenza nella competizione per assumere visibilità, a maggior ragione ciò vale per chi ha qualcosa da dire.

… il pudor mi fa vile e prode l’ira

cauta in me parla la ragion, ma il core,

ricco di vizi e di virtù, delira:

morte tu mi darai fama e riposo 

 

Non voglio certo descrivermi come il Foscolo nel suo sonetto, dal quale ho tratto queste parole, tuttavia sono molti anni che anche io combatto con il mio pudore, alimentato dalla consapevolezza che ho ancora tanto da imparare. Anzi, in verità mi sento di dire che non si finisce mai di imparare. Tuttavia le parole del Foscolo mi ispirano ad ascoltare meno cautamente la Ragione …  e mi istigano a combattere il mio pudore ‘prima di morire’.

Non voglio tediare l’eventuale lettore con la mia storia professionale nel settore della comunicazione di marketing o come producer di Contenuti Digitali, mi limito a citare che, per i miei trascorsi professionali e per una legge da poco approvata, posso essere riconosciuto come Educatore Socio Pedagogico. Una qualifica che mi piace perché non è raro che le persone che incontro per certi versi mi gratificano riconoscendomi tale.

Perchè questo mio blog?

Ed è proprio per questa mia caratteristica , coltivata negli anni quasi inconsapevolmente, che ho deciso di promuovermi attraverso le riflessioni che ho intenzione di scrivere in questo mio blog.

Come si può evincere nella introduzione di questo post, ciò che suscita in me apprensione è il grado di ‘inconsapevolezza’ che dilaga su alcuni argomenti che invece dovrebbero iniziare ad essere divulgati in maniera semplice per diventare di dominio pubblico.  Affinché la comprensione di alcuni “meccanismi di base” che regolano la nostra vita sociale e di relazione  (e che in sostanza si riflettono nella Società e nei motivi dei suoi tumultuosi cambiamenti) possa contribuire a farci vivere in un modo migliore. Alcuni di questi argomenti afferiscono ad alcune, relativamente giovani, discipline scientifiche in particolare: la Scienza Cognitiva e la Sociologia Cognitiva, così come il Marketing che su queste discipline ‘appoggia’ l’attuazione di molti dei suoi ‘strumenti’.


La scienza cognitiva è lo studio interdisciplinare e scientifico della mente e dei suoi processi. Esamina la natura, i compiti e le funzioni della cognizione (in senso lato). Gli scienziati cognitivi studiano l’intelligenza e il comportamento, con particolare attenzione al modo in cui i sistemi nervosi rappresentano, elaborano e trasformano le informazioni . Le facoltà mentali di interesse per gli scienziati cognitivi comprendono linguaggio , percezione , memoria , attenzione , ragionamento ed emozione ; per comprendere queste facoltà, gli scienziati cognitivi prendono in prestito campi come la linguistica, psicologia , intelligenza artificiale , filosofia , neuroscienze e antropologia . L’analisi tipica della scienza cognitiva abbraccia molti livelli di organizzazione, dall’apprendimento e dalla decisione alla logica e alla pianificazione; dai circuiti neurali all’organizzazione modulare del cervello. Il concetto fondamentale della scienza cognitiva è che “il pensiero può essere meglio compreso in termini di strutture rappresentative nella mente e procedure computazionali che operano su tali strutture”.

In poche parole: la Scienza Cognitiva è lo studio interdisciplinare della cognizione nell’uomo, negli animali e nelle macchine. Comprende alcune discipline tradizionali quali la psicologia, l’informatica, le neuroscienze, l’antropologia, la linguistica e la filosofia. L’obiettivo della Scienza Cognitiva è comprendere i principi dell’intelligenza con la speranza che ciò porti a una migliore comprensione della mente e dell’apprendimento…

La Sociologia Cognitiva è una sotto-disciplina della Sociologia dedicata allo studio delle “condizioni in cui il significato si costituisce attraverso processi di reificazione. Lo fa concentrandosi su “la serie di processi interpersonali che stabiliscono le condizioni affinché i fenomeni diventino ‘oggetti sociali’, che successivamente modellano il modo di pensare e il pensiero”.  Pertanto, questa ricerca mira a risolvere le contingenze sociali e culturali e le conseguenze della cognizione umana . 


Dunque, nella mia blogosfera tratterò argomenti che rientrano in questo quadro di riferimento. Cercherò di raggiungere i miei obiettivi redigendo articoli con uno stile che, spero,  possa essere facilmente comprensibile dalla maggior parte di quei lettori che saranno curiosi di ‘capire’ perché assumiamo certi comportamenti, perché l’Informazione, la Comunicazione di marketing o la Pubblicità e la Propaganda politica sono capaci di condizionare le nostre scelte, perché e come ci relazioniamo spesso inconsapevolmente con gli Altri, …

Mi rendo conto che mi pongo una missione difficile, per questo motivo manterrò quell’approccio di  ‘Provocatore Culturale’ al quale fa riferimento il già citato Lois.


Un Provocatore  Culturale e’  colui  che sfida lo status quo cercando di risolvere i problemi con idee nuove,  con l’intento di creare un mondo nuovo.  Se vuoi aspirare ad essere tale, la tua missione non è quella di sedare, ma di risvegliare, disturbare, comunicare, comandare, istigare e persino PROVOCARE” (George Lois)


George Lois, insieme a David Ogilvy, è l’uomo che usò  il termine “Big Idea” come simbolo di un ‘pensiero diverso’  nel marketing e la pubblicità.


 “Non puoi mai vincere la fama e la fortuna, a meno che non avrai inventato grandi idee.

Ci vuole una grande idea per attirare l’attenzione dei consumatori per fargli acquistare il prodotto.

A meno che la tua pubblicità non contenga una grande idea, passerà come una nave nella notte”  (David Ogilvy)


Questi due signori, ritenuti  ‘guru’ del marketing,  avevano predetto che l’età del pensiero creativo era ormai sul viale del tramonto:  “quello che ti distingue per il successo è l’atto del fare, non di pensare di farlo. Sfida lo status quo. Prendi l’idea brillante dal tuo cervello e fai in modo  che succeda …  e crea un nuovo mondo”

Pur sfidando il mio pudore,  non ho certo la presunzione di affermare di saper creare ed attuare una ‘Big Idea’. Questa  può essere descritta attraverso due principali approcci: quello ‘Spontaneo’  e attraverso la ‘Ricerca’. La mia PICCOLA ‘Big Idea’ consiste nello scrivere spunti di riflessione, ispirato dalla spontaneità dei momenti che mi trovo a vivere,  per divulgare delle nozioni che ho assunto con la mia Ricerca personale con l’ambizioso obiettivo di poter dare un piccolo contributo in questo momento di profondi cambiamenti. Auspicando che questo blog non venga considerato come una ‘nave nella notte’.

 

 


(*) Ugo Foscolo,”Il proprio ritratto” da Sonetti, VII – VII bis

 

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