sono un PROVOCATORE CULTURALE


“Avvia le tue riflessioni senza pregiudizi, con una mente aperta e non fare assunzioni. Dimentica le tendenze e le tradizioni che ti circondano. Non concentrarti sulla creazione di una  grande idea: perché  sicuramente la stai già annusando nell’aria mentre galleggia intorno a te

… il pudor mi fa vile e prode l’ira

cauta in me parla la ragion, ma il core,

ricco di vizi e di virtù, delira:

morte tu mi darai fama e riposo 

“Il calzolaio va con le scarpe rotte …”

Per molti anni ho camminato con le “scarpe rotte”, sebbene mi occupi di comunicazione di marketing dai primi anni ’90 del secolo scorso. Al contrario di tanti che conosco, infatti,  con poca astuzia, ho del tutto trascurato quelle attività cosiddette di self-promotion, cioè di un’auto-promozione mirata a comunicare chi sono e che ne faccio della mia vita professionale, promuovendo, invece, con efficacia più di un mio partner con cui ho collaborato.  Sono molti anni, infatti, non solo che combatto con il mio pudore, ma anche perchè, ispirandomi alle parole del Foscolo, la Ragione mi parla e mi rende consapevole che ho ancora tanto da imparare, anzi, in verità mi sento di dire che non si finisce mai di imparare. Tuttavia, al giorno d’oggi ci troviamo a vivere in una Società (dell’Informazione) dove informare, anche solo ‘apparendo’,  sembra fare la differenza nella competizione per assumere visibilità e dignità di Cittadinanza, e infatti quando mi trovo a parlare con le persone, inevitabilmente spesso esclamano “ah, ma non sapevo che avevi questa esperienza” …  e allora dovrò pur iniziare,  prima di ‘morire’.

Ed ecco che, con un “ira (foscoliana) da tempo latente, che predomina sulla ragione … e sul mio pudore ” e, finalmente, mi faccio coraggio iniziando da questo blog.

Leggendo questa mia introduzione, Vi starete chiedendo: ma qual’è il motivo per il quale ti riveli irato?

Riflettendo, i motivi sono più di uno: ad esempio notare come molta gente con indubbia perizia  nella costruzione della loro ‘forma’ comunicativa auto-promozionale, ma con inconfutabile ‘scarsa’ sostanza di Contenuto riesce a crearsi una immeritata notorietà. Ma quello che mi suscita maggiore apprensione è il grado di ‘inconsapevolezza’ che dilaga su alcuni argomenti che invece dovrebbero iniziare ad essere divulgati in maniera semplice per diventare di dominio pubblico affinché la comprensione di alcuni “meccanismi di base” che regolano la nostra vita sociale e di relazione  (e che in sostanza si riflettono nella Società e nei motivi dei suoi tumultuosi cambiamenti) possa contribuire a farci vivere in un modo migliore. Alcuni di questi argomenti afferiscono ad una relativamente giovani discipline scientifiche, in particolare: la Scienza Cognitiva e la Sociologia Cognitiva.  


La scienza cognitiva è lo studio interdisciplinare e scientifico della mente e dei suoi processi. Esamina la natura, i compiti e le funzioni della cognizione (in senso lato). Gli scienziati cognitivi studiano l’intelligenza e il comportamento, con particolare attenzione al modo in cui i sistemi nervosi rappresentano, elaborano e trasformano le informazioni . Le facoltà mentali di interesse per gli scienziati cognitivi comprendono linguaggio , percezione , memoria , attenzione , ragionamento ed emozione ; per comprendere queste facoltà, gli scienziati cognitivi prendono in prestito campi come la linguistica, psicologia , intelligenza artificiale , filosofia , neuroscienze e antropologia . L’analisi tipica della scienza cognitiva abbraccia molti livelli di organizzazione, dall’apprendimento e dalla decisione alla logica e alla pianificazione; dai circuiti neurali all’organizzazione modulare del cervello. Il concetto fondamentale della scienza cognitiva è che “il pensiero può essere meglio compreso in termini di strutture rappresentative nella mente e procedure computazionali che operano su tali strutture”. In poche parole: la Scienza Cognitiva è lo studio interdisciplinare della cognizione nell’uomo, negli animali e nelle macchine. Comprende alcune discipline tradizionali quali la psicologia, l’informatica, le neuroscienze, l’antropologia, la linguistica e la filosofia. L’obiettivo della Scienza Cognitiva è comprendere i principi dell’intelligenza con la speranza che ciò porti a una migliore comprensione della mente e dell’apprendimento…

La Sociologia Cognitiva è una sotto-disciplina della Sociologia dedicata allo studio delle “condizioni in cui il significato si costituisce attraverso processi di reificazione. Lo fa concentrandosi su “la serie di processi interpersonali che stabiliscono le condizioni affinché i fenomeni diventino ‘oggetti sociali’, che successivamente modellano il modo di pensare e il pensiero”.  Pertanto, questa ricerca mira a risolvere le contingenze sociali e culturali e le conseguenze della cognizione umana . 


Nella mia blogosfera, tratto quindi argomenti che rientrano in questo quadro di riferimento. Cercherò di raggiungere i miei obiettivi redigendo articoli con uno stile che spero possa essere facilmente comprensibile dalla maggior parte di quei lettori che saranno curiosi di ‘capire’ perché assumiamo certi comportamenti, perché l’Informazione, la Comunicazione di marketing o la Pubblicità e la Propaganda politica sono capaci di condizionare le nostre scelte, perché e come ci relazioniamo spesso anche inconsapevolmente con gli Altri, etc etc.

Mi rendo conto che mi pongo una missione difficile, per questo motivo manterrò un approccio che il famoso pubblicitario George Lois classificherebbe come quello di un ‘Provocatore Culturale’

Un Provocatore  Culturale e’  colui  che sfida lo status quo cercando di risolvere i problemi con idee nuove,  con l’intento di creare un mondo nuovo.  Se vuoi aspirare ad essere tale, la tua missione non è quella di sedare, ma di risvegliare, disturbare, comunicare, comandare, istigare e persino PROVOCARE” (George Lois)

George Lois e David Ogilvy  furono  gli uomini che usarono il termine “Big Idea” come simbolo di un ‘pensiero diverso’  nel marketing e la pubblicità.


 “Non puoi mai vincere la fama e la fortuna, a meno che non avrai inventato grandi idee.

Ci vuole una grande idea per attirare l’attenzione dei consumatori per fargli acquistare il prodotto.

A meno che la tua pubblicità non contenga una grande idea, passerà come una nave nella notte”  (David Ogilvy)


Questi due signori, ritenuti  ‘guru’ del marketing,  avevano predetto che l’età del pensiero creativo era ormai sul viale del tramonto:  “quello che ti distingue per il successo è l’atto del fare, non di pensare di farlo. Sfida lo status quo. Prendi l’idea brillante dal tuo cervello e fai in modo  che succeda …  e crea un nuovo mondo”

La creazione e l’attuazione di una ‘Big Idea’ può essere descritta attraverso due principali approcci. Quello ‘Spontaneo’  e attraverso la ‘Ricerca’. Il primo  ci suggerisce di ‘sforzarsi’ in niente, ‘di permettere all’idea di formarsi naturalmente nella sfida di marketing che stai affrontando.

Lois suggerisce : “avvia le tue riflessioni senza pregiudizi, con una mente aperta e non fare assunzioni. Dimentica le tendenze e le tradizioni che ti circondano. Non concentrarti sulla creazione di una  grande idea: perché  sicuramente la stai già annusando nell’aria mentre galleggia intorno a te


(*) Ugo Foscolo,”Il proprio ritratto” da Sonetti, VII – VII bis

 

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