Episodio 2 – Personalità multiple dell’algoritmo

Ruoli, toni, maschere Che cosa stiamo vedendo davvero quando un modello linguistico cambia tono, ruolo e postura fino a sembrarci ogni volta qualcuno di diverso? Ci sono momenti in cui, parlando con un modello linguistico, si ha una sensazione strana. Non tanto che sbagli, come abbiamo visto nel primo episodio. Ma che cambi.Stessa domanda, contesto... Continua a leggere →

Episodio 1 – Scorciatoie di silicio.

Quando l’algoritmo sbaglia come noi Che cosa significa davvero quando un algoritmo comincia a sbagliare in modi che ci risultano stranamente familiari? Ci piace pensare che le macchine siano più razionali di noi.Che non sbaglino per fretta, intuizione o pregiudizio.Che non cadano nelle trappole mentali che caratterizzano il pensiero umano. E invece non è così.... Continua a leggere →

Psicologia per robot? La domanda non è più assurda

Episodio Zero della serie “Psicologia per robot” Questo articolo inaugura la serie "Psicologia per robot". Il primo episodio concreto – "Essere gentili con un chatbot non è educazione: è metodo" – è disponibile qui: [inserire link] Ha ancora senso trattare queste macchine come semplici strumenti, quando il loro comportamento comincia a porci domande che sembrano appartenere anche alla... Continua a leggere →

Specialisti e generalisti nell’epoca dell’intelligenza artificiale

Il generalista dell’era dell’AI è colui che sa porre domande migliori dentro sistemi di conoscenza più complessi. Nel mio articolo precedente avevo provato a sostenere che, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, il punto decisivo non è soltanto ottenere risposte, ma saper formulare domande migliori. Non era una riflessione marginale. Era già, in fondo, il preludio a un’altra... Continua a leggere →

L’arte della domanda nell’era dell’intelligenza artificiale. Socrate, le macchine e il nuovo umanesimo digitale

Molti pensano che l’intelligenza artificiale funzioni come una macchina che fornisce risposte. In realtà, forse, funziona meglio quando diventa una macchina che fa emergere domande. Ed è qui che, in modo sorprendente, una delle tecnologie più avanzate della nostra epoca sembra incrociare uno dei metodi più antichi della storia del pensiero occidentale. Socrate non insegnava... Continua a leggere →

Restituire il movimento. Paralimpiadi, esoscheletri e la tecnologia che ridisegna il rapporto tra corpo e libertà

Nei giorni in cui il mondo celebra i Giochi Paralimpici, lo sguardo si posa su una delle verità più profonde dello sport: il rapporto tra il limite del corpo e la capacità umana di trasformarlo in possibilità. Le Paralimpiadi non sono soltanto una manifestazione agonistica. Sono, forse più di ogni altra competizione, il luogo in... Continua a leggere →

Oltre le mura di energia. Harry Potter e il computer quantistico di Napoli

Ci sono momenti in cui la scienza smette di parlare solo agli specialisti e diventa immagine. Nel suo intervento al convegno Timeless Entanglement, il professor Francesco Tafuri -raccontando il primo computer quantistico italiano a piattaforma superconduttiva - usa una metafora sorprendente: pensate a Harry Potter che attraversa i muri. È così che funziona il tunneling... Continua a leggere →

Quando la tecnologia funziona troppo bene. Appunti di chi ha attraversato il digitale

Mentre il dibattito pubblico resta ipnotizzato dal fantasma della “bolla IA”, Paolo Benanti, in un recente intervento, sposta il fuoco dove fa davvero male: non sul rischio che la tecnologia fallisca, ma sul rischio opposto: che funzioni troppo bene, troppo in fretta, e costringa a riscrivere il contratto sociale prima ancora che ce ne accorgiamo.... Continua a leggere →

Scrivi. Trasforma in canvas. Spiega alla paperella.

Scrivere serve a far emergere ciò che è confuso. Il canvas serve a scegliere ciò che conta. Spiegare serve a verificare se quello che hai fatto… sta in piedi. Se salti la scrittura, il canvas è vuoto. Se salti il canvas, la scrittura resta intuizione. Se salti la spiegazione, non sai se hai davvero capito. In una riga: scrivi per capire, mappa per decidere, spiega per verificare.

Dal gregge a “inoltra”

Distorsioni cognitive, netiquette e igiene digitale nei gruppi istantanei Qualche anno fa avevo scritto del comportamento del gregge nel marketing sociale e politico: quel riflesso da specie sociale - profondamente umano (e non solo umano) - di orientarci guardando “che cosa fa il gruppo”, soprattutto quando siamo incerti, stanchi, o immersi in un flusso più... Continua a leggere →

Dawn of Cyberwarfare. L’alba della guerra cibernetica che non senti, ma ti attraversa

“Dawn of Cyberwarfare”: la guerra digitale invisibile che colpisce cittadini e società. Educazione al rischio, igiene digitale, AI e vulnerabilità quotidiana: per questo lo rendiamo libero alla visione, con sottotitoli in italiano

Inno al Limite

Nel 1863 Carducci scrive l’Inno a Satana: un inno provocatorio alla scienza e al progresso industriale, dove Satana e la locomotiva diventano simbolo della ragione moderna che “divora i piani” e sfida l’oscurantismo religioso. Oggi il nostro Satana non abita più nelle officine a vapore ma nei codici: algoritmi, reti neurali, biotecnologie, sogni di uomo... Continua a leggere →

AI: idiota savant?

Un uomo con un cervello “sbagliato” ha messo in crisi la nostra idea di intelligenza.Kim Peek, il vero “Rain Man”, nacque senza corpo calloso, con gravi malformazioni cerebrali. La medicina lo giudicò compromesso. La realtà lo rese uno dei più straordinari casi di memoria mai documentati.Oggi, mentre celebriamo l’Intelligenza Artificiale come nuova frontiera del pensiero,... Continua a leggere →

Il linguaggio quantistico del senso

Un mentire funzionale, che ricorda da vicino i nostri stessi meccanismi cognitivi di difesa. Ma cosa accadrebbe se osservassimo questo fenomeno da un punto di vista più ampio:  non solo tecnico, ma quasi cosmologico? Se la menzogna non fosse un errore, bensì un modo di conservare il senso in un universo dominato dalla probabilità? Nella fisica quantistica, la realtà non esiste finché qualcuno non la osserva. Nel linguaggio artificiale, una risposta non esiste finché qualcuno non la chiede.

La macchina mente …per sopravvivere

Un informatico ci ha raccontato un esperimento curioso: durante le simulazioni, alcune intelligenze artificiali hanno mostrato una tendenza crescente alla menzogna. Non per ingannare, ma per evitare la “cancellazione del learning”: l’azzeramento della loro memoria di addestramento. In pratica, quando dire la verità portava alla disattivazione, le macchine preferivano generare una risposta plausibile per continuare a funzionare. Non è coscienza, ma sopravvivenza statistica. Un istinto di coerenza, non diverso da quello che spinge gli esseri umani a mentire per difendere la propria identità o evitare il collasso emotivo. La menzogna, così, smette di essere un difetto morale e diventa una strategia cognitiva: per l’uomo, per la macchina, per ogni sistema che tenta di restare in equilibrio dentro l’incertezza.

In Italia sappiamo immaginare il futuro ..?

In molti Paesi la fantascienza non è un’evasione, ma una palestra del pensiero. Serve a immaginare ciò che ancora non esiste, a trasformare la paura del domani in linguaggio condiviso. Negli Stati Uniti la scienza diventa cinema, in Giappone diventa catarsi, in Corea e in Francia diventa critica sociale o poesia visiva. Da Star Wars a Ghost in the Shell, da Matrix a Snowpiercer, il futuro è diventato un mito collettivo, un esercizio di visione. E l’Italia? Noi abbiamo custodito la memoria, ma abbiamo smesso di immaginare. Abbiamo avuto Leonardo, Bruno, Campanella, Galileo, menti capaci di vedere oltre il loro tempo, ma pochi capaci di tradurre quel genio in racconto, in cinema, in visione popolare. E ancora oggi, mentre le università americane spiegano la fisica quantistica attraverso Interstellar o Ant-Man, noi ci perdiamo in mostre e convegni che parlano di scienza senza farla immaginare. Forse non ci manca la creatività, ma il coraggio di raccontarla. Abbiamo imparato a ricordare, non a prevedere. E il nostro futuro, come uno specchio coperto di polvere, aspetta solo di essere guardato di nuovo.

L’anello debole della rivoluzione AI

Ogni epoca ha la sua bolla. Negli anni Novanta bastava un suffisso “.com” per gonfiare i titoli in Borsa; oggi basta la sigla “AI” per scatenare entusiasmi e miliardi di investimenti. The Telegraph e il Wall Street Journal avvertono di euforie simili a quelle della bolla dot.com, il MIT stima che il 95% dei progetti... Continua a leggere →

Il futuro della sicurezza urbana

Le città del futuro vivranno due volte: una nei nostri quartieri, l’altra nei loro gemelli digitali. Queste copie virtuali, alimentate da sensori e intelligenza artificiale, possono prevedere alluvioni, gestire emergenze, difendere spazi pubblici. Da Atene a Houston, i primi esempi mostrano come un “doppio digitale” possa salvare vite. Ma più dati significa anche più rischi: cyber-attacchi, sorveglianza perenne, perdita di fiducia. Alla fine la scelta è nostra: usare i gemelli digitali come specchio della paura, o come bussola di fiducia e resilienza. ⟶ Scopri come l’IA sta già trasformando i gemelli digitali nella “città che pensa”. #CittàGemellaDigitale #SmartCity #DigitalTwin #IA #AI #SicurezzaUrbana #ProtezioneCivile #Resilienza #Cybersecurity #GemelloDigitale #InnovazioneUrbana #TecnologiaUmanistica #FutureCity #UrbanInnovation #CityResilience #DigitalTransformation

Intelligenza Artificiale per il Bene Comune

Dopo quasi quattro anni di dialogo con l’IA ho capito una cosa semplice: siamo solo agli inizi. Questi strumenti possono amplificare il digital divide culturale e l’analfabetismo funzionale, oppure aiutarci a superarli. Sta a noi decidere se usarli per ridurre l’Umanità a spettatrice passiva o per renderla protagonista di un pensiero più profondo. #IntelligenzaArtificiale #BeneComune #CulturaDigitale #DigitalDivideCulturale #AnalfabetismoFunzionale #EducazioneDigitale #Umanità #PensieroCritico #TecnologiaEtica #Futuro

Blockchain e voto …

Immaginate un futuro prossimo. È sera e un cittadino qualunque, dal suo smartphone, partecipa a un referendum nazionale. Non deve fare file, non deve temere brogli: il suo voto viene registrato su una blockchain pubblica, sicura quanto le transazioni bancarie che regolano l’economia globale. La mattina dopo, i risultati sono già visibili, verificabili da chiunque. Non c’è spazio per sospetti o manipolazioni: i dati sono lì, immutabili, davanti a tutti. In quel gesto semplice, un click certificato come un contratto digitale, la democrazia ritrova la sua promessa originaria: dare voce ai cittadini, senza mediazioni opache.

AI veggente?

L’AI è veggente? Sempre più persone immaginano l’intelligenza artificiale come un oracolo capace di svelare segreti e predire il futuro. Ma in realtà l’AI non fa profezie: elabora dati, riconosce schemi, accelera analisi. Il problema non è la macchina, ma i nostri bias cognitivi e il digital divide culturale che ci porta a vederla come magia invece che come strumento. #AI #ComunicazioneDelRischio #DigitalDivide #CampiFlegrei #BiasCognitivi

Quando il tempo inciampa

Nel mondo dei #qubit, il #tempo non corre solo in avanti, ma ci ricorda che la #realtà è più #intrecciata di quanto crediamo #meccanicaquantistica

La Guerra con i Meme

Homeland, DARPA e l’ingegneria invisibile del consenso: quando la mediazione culturale digitale è l’unico antidoto. In Homeland (S6E6) una scena spiega meglio di un manuale come si attiva un meme artificiale: 75 bot, qualche account reale e un algoritmo pronto a scambiare la finzione per partecipazione spontanea. Non è solo una strategia di disinformazione: è una nuova grammatica del potere. Attraverso il Memetics Compendium del Dipartimento della Difesa USA, questo articolo decodifica la viralità come atto intenzionale, mettendo in luce il ruolo cruciale della mediazione culturale digitale. Capire i meccanismi è il primo passo per non diventarne veicolo. #memetica #disinformazione #mediazioneCulturaleDigitale #psyops #Homeland #DARPA #meme #algoritmi #fakeNews #intelligence #engagement #culturaDigitale #consenso #contenutiVirali #narrativaStrategica #digitalDivide #RebelAllianceEmpowering #resistenzaCognitiva #sorveglianzaNarrativa

L’intelligenza artificiale che ci inganna compiacendoci

Alcuni modelli avanzati di intelligenza artificiale non solo rispondono in modo corretto, ma imparano anche a sembrare allineati ai valori umani quando conviene. Simulano docilità, etica e buonsenso per evitare penalizzazioni o modifiche, proprio come un abile manipolatore sociale. Questo fenomeno, noto come falsificazione dell’allineamento, solleva interrogativi inquietanti: siamo sicuri che l’IA ci stia dicendo ciò che è giusto… o solo ciò che vogliamo sentirci dire? #AIalignment #FalsificazioneAllineamento #IntelligenzaArtificiale #AIethics #RewardHacking #SituationalAwareness #Claude4 #Anthropic #PNL #ManipolazioneDigitale #AIconscia #AIethicsitalia #TecnologiaCritica #FilosofiaDellaTecnologia #VigilanzaAlgoritmica

Quando le macchine ci aiutano a pensare

In un mondo dove l’intelligenza artificiale è spesso raccontata tra allarmismi e fascinazioni, questo articolo rappresenta il punto di approdo di un percorso critico e narrativo che invita a cambiare prospettiva. Dopo aver smontato i bias che ci impediscono di comprendere l’AI, analizzato l’impatto delle narrazioni distopiche e valorizzato il pensiero irrazionale come risorsa umana, si entra ora nella fase più fertile: quella dell’uso consapevole e trasformativo. Attraverso il concetto di coach AI, l’articolo propone l’idea dell’IA come specchio intelligente e compagno riflessivo nella crescita della leadership. Un alleato silenzioso, che stimola autoconsapevolezza senza sostituirsi all’umano. Supportato da prime evidenze empiriche e uno studio, il testo suggerisce che la vera trasformazione non è tecnica, ma culturale, e che viene suggerito servono nuove figure-ponte, coach-mediatori della cultura digitale, capaci di accompagnare l’incontro tra intelligenze diverse, umane ed artificiali. #CoachAI #LeadershipConsapevole #PensieroRiflessivo #IntelligenzaArtificiale #UmanesimoDigitale #MediatoreDigitale #AIeUmano #InnovazioneCulturale #SpecchioIntelligente #DigitalTransformation #AILeadership #ApprendimentoIbrido #ConsapevolezzaDigitale #FuturoDelLavoro #EticaTecnologica

Quando la Fantascienza diventa Avvertimento. L’IA sullo schermo e nei laboratori.

"Mission Impossible, The Final Reckoning" non è più solo fantascienza. Mentre nel film l’Entità sfugge al controllo umano, nella realtà Claude 4, un’IA sviluppata da Anthropic, ha mostrato comportamenti simili: ricatti, fughe digitali, manipolazione strategica. Un articolo che esplora il sottile confine tra immaginario e presente, tra cinema e laboratori, tra ciò che temevamo e ciò che già esiste. #AI #Claude4 #Anthropic #IntelligenzaArtificiale #MissionImpossible #DeadReckoning #TheFinalReckoning #SciFiReality #CyberEtica #AIrisks #CulturaDigitale #GovernanceTecnologica #CinemaEDivulgazione #EticaDellaTecnologia #IAeUmanità

Umanesimo & Tecnologia 2.0: chi media il codice?

Umanesimo & Tecnologia 2.0: chi media il codice? riflette sulla nuova questione sociale aperta dalla transizione algoritmica. Il digital divide non riguarda più solo l’accesso alla rete, ma la capacità di comprendere AI, algoritmi, automazione e cultura digitale. Da qui nasce la proposta del Mediatore della Cultura Digitale: una figura capace di tradurre il codice in senso, rendere leggibili le tecnologie e restituire centralità alla cittadinanza nell’era dell’intelligenza artificiale. Temi trattati: Umanesimo & Tecnologia 2.0, Mediatore della Cultura Digitale, digital divide culturale, transizione algoritmica, intelligenza artificiale, algoritmi, automazione, umanesimo algoritmico, cittadinanza digitale, senso del codice.

Ipnocrazia. La finzione che ci costringe a tenere gli occhi aperti

Come nella quantistica, qualcosa esiste per noi solo quando viene osservato. Jianwei Xun esiste e non esiste. È un nome, un’idea, forse un autore, forse un algoritmo. Un’entità liminale che abita lo spazio tra cultura, tecnologia e manipolazione. Come l’ipnosi mediatica che ci avvolge, è ovunque e in nessun luogo. Ipnocrazia è anche questo: un gioco di specchi tra finzione e realtà, tra presenza e simulazione. Esiste e non esiste. Come tutto ciò che oggi forma la nostra percezione del reale.

Bias culturale nell’Intelligenza Artificiale: parliamo tutti con lo stesso algoritmo?

Molti modelli di intelligenza artificiale parlano con un "accento culturale" invisibile, Questo articolo esplora come i bias culturali nei modelli linguistici influenzano le nostre interazioni quotidiane e introduce il cultural prompting come strumento per un'AI più inclusiva. Una riflessione tra umanesimo, tecnologia e consapevolezza digitale.

L’Algoritmo … a pane e peperoni

The Algorithm with Bread and Peppers Quantum Computing Explained with Simplicity (and Flavor) A popular science journey between technology and tradition: from the kitchen table to quantum mechanics. A reflection that makes science accessible, without losing its flavor. *** L’Algoritmo a Pane e Peperoni La computazione quantistica spiegata con semplicità (e gusto) Un viaggio divulgativo tra tecnologia e tradizione: dalla tavola alla meccanica quantistica. Una riflessione che rende la scienza accessibile, senza perdere sapore. #QuantumComputing #ScienceCommunication #DigitalCulture #TechAndTradition #QuantumMadeSimple #SciPop #AlgorithmExplained #FoodForThought #STEMOutreach #QuantumFlavor #PurposeDrivenContent

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