PENSIERO DIVERGENTE contro PENSIERO CONVERGENTE, due facce della stessa medaglia (parte 1)

Il Pensiero Convergente e quello Divergente sono due facce della stessa medaglia. Sono due modi diversi di pensare, entrambi fondamentali nella vita quotidiana. Non devono essere sempre presenti insieme, ma tendono a funzionare meglio quando vengono integrati, ognuno al momento giusto.

Differenze tra pensiero convergente e divergente

   PENSIERO CONVERGENTE                             PENSIERO DIVERGENTE

Somiglianze tra pensiero convergente e divergente

In teoria, pensiero convergente e pensiero divergente sembrano due aspetti molto diversi del modo di pensare. Eppure hanno più cose in comune di quanto si immagini.
Non perché “significhino la stessa cosa”, ma perché rispondono alla stessa esigenza: generare e selezionare soluzioni dentro un processo che, nella realtà, non è mai lineare.

Entrambi questi processi entrano in gioco quando dobbiamo esplorare possibilità e trovare risposte a problemi complessi.
La differenza è nel movimento:
– il divergente amplia lo spazio delle opzioni
– il convergente verifica, restringe e rende praticabile

Per questo, più che “funzionare meglio se applicati in maniera congiunta”, tendono a funzionare meglio quando si alternano nel momento giusto: prima aprire, poi chiudere; e, se serve, riaprire.

Il pensiero divergente si sviluppa in modo libero e spontaneo e produce una varietà di possibili soluzioni. Se dopo un brainstorming divergente si applica il pensiero convergente, si può scegliere o costruire la risposta migliore tra le molte alternative emerse. È in questo passaggio che i due movimenti si correlano davvero: non come due etichette, ma come fasi complementari di uno stesso ritmo.

Questa logica si può riconoscere anche in alcune tecniche di analisi e decisione di gruppo, come l’approccio del “Decimo Uomo” che viene usato per contrastare il pensiero di gruppo : uno o più membri forzano l’esplorazione di ipotesi non ovvie (divergenza), mentre il gruppo mantiene criteri di verifica e selezione (convergenza). Non è “uno contro l’altro”: è un modo per proteggere il processo dal rischio più comune: chiudere troppo presto o restare aperti troppo a lungo.

Proseguimento (Parte 2): Pensiero divergente e pensiero convergente – Parte 2: quando il problema non è scegliere come pensare, ma saper cambiare stato mentale

Approfondimenti


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