Pompei e il presente della memoria. Con Sant’Agostino e Gabriel Zuchtriegel

«Che cos'è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.»— Sant'Agostino, Confessioni, XI Con questa citazione, Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei, ha aperto una riflessione straordinaria al nostro convegno Timeless Entanglement. Una riflessione che parte dall'archeologia, attraversa la filosofia e... Continua a leggere →

dis-INFOWAR

Dis-Infowar. Quando l’informazione non educa più, ma decide cosa non si chiede Ci sono stagioni in cui l’informazione non si limita a mentire.Fa qualcosa di più sottile e più efficace.Non ti dice cosa pensare.Ti fa capire quali domande non è più opportuno fare. Non è più solo propaganda.È una forma di addestramento silenzioso:non all’adesione, ma... Continua a leggere →

L’acqua incarnata – Episodio V

Corpo, percezione e stati di presenza Per trent’anni anni ho nuotato quasi ogni giorno. Allenamenti, gare, chilometri che non si contano più. Poi la vita cambia, come cambia per tutti: smetti, fai altro, ti sposti su altri ritmi. Eppure ancora, dopo decenni, ogni volta che torno in piscina, nel mare in apnea o con le... Continua a leggere →

Noetica dell’Acqua – Episodio IV

L’acqua noetica – Memoria, cura e crisi di percezione Negli episodi precedenti abbiamo seguito un filo abbastanza netto.Con Antonella De Ninno l’acqua è uscita dal ruolo di liquido “semplice” ed è diventata un sistema bifasico, sospesa tra ordine e disordine.Con Giuseppe Vitiello l’abbiamo incontrata dentro il corpo, come ambiente vivente che potrebbe risuonare con farmaci... Continua a leggere →

L’acqua elettrica: quando una goccia diventa sorgente di energia – Episodio III

Negli episodi precedenti l’acqua era già uscita dal suo ruolo rassicurante di sostanza “semplice”: l’abbiamo incontrata come sistema complesso, fatta di domini ordinati e disordinati, e come protagonista silenziosa della vita dentro il nostro corpo.In questo episodio l’acqua cambia ancora scena: entra nel territorio dell’energia.Il fisico napoletano Roberto Germano, allievo di Del Giudice e Preparata,... Continua a leggere →

Dawn of Cyberwarfare. L’alba della guerra cibernetica che non senti, ma ti attraversa

“Dawn of Cyberwarfare”: la guerra digitale invisibile che colpisce cittadini e società. Educazione al rischio, igiene digitale, AI e vulnerabilità quotidiana: per questo lo rendiamo libero alla visione, con sottotitoli in italiano

Episodio I – L’acqua che non sappiamo ancora spiegare

Nell’Episodio 0, alle sorgenti dimenticate di Santa Lucia, l’acqua era una protagonista silenziosa: scorreva nel tufo del Monte Echia, veniva intercettata dal potere, nascosta dietro i portoni e poi riscoperta come livello nascosto del “metaverso reale” di Napoli.In questo Episodio I facciamo un passo di lato: mettiamo per un attimo da parte la storia urbana... Continua a leggere →

Quando Leone XIII capì la rivoluzione industriale

In un tempo in cui le ciminiere oscuravano il cielo e la fede sembrava cedere il passo alle macchine, un pontefice anziano comprese che la Chiesa doveva cambiare linguaggio. #LeoneXIII non si chiuse nella nostalgia del passato, ma guardò in faccia la modernità: fabbriche, operai, salari, ingiustizie. Con l’enciclica #RerumNovarum (1891) aprì una nuova via, quella della dottrina sociale della Chiesa,  cercando equilibrio tra capitale e lavoro, tra progresso e dignità umana. Fu il primo Papa a capire che la vera sfida non era la rivoluzione industriale, ma l’Uomo dentro la Rivoluzione. Oggi, nel cuore della quarta rivoluzione industriale, potremmo dire che il mondo attende idealmente un nuovo Leone: non un pontefice di pietra, ma un simbolo di lucidità morale e di discernimento spirituale. #RivoluzioneIndustriale #EticaESocietà #FedeEModernità #ProgressoUmano

Boccaccio e Napoli

Sono napoletano, e per questo ne scrivo su Giovanni Boccaccio e Napoli. Mi ha colpito quanto poco si parli della sua Napoli: la città che lo ha formato, sedotto e, in fondo, cambiato per sempre. Non la Napoli delle cartoline, ma quella del Trecento angioino: un crocevia di saperi, di lingue e di contraddizioni, dove si respirava insieme incenso e salsedine, diritto e poesia, teologia e commercio. Fu in quella città, viva e complessa come la vita stessa, che il giovane Boccaccio smise di essere soltanto un mercante e divenne narratore dell’animo umano. E da lì nacque, molti anni dopo, il Decameron: il primo grande laboratorio della narrativa moderna dell’Occidente.

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