META-POLITICA


Un agire prodotto da un pensiero Meta-Politico ci può aiutare a risolvere i problemi che attanagliano questa ‘nuova’ Società?  

Meta-Politica, cos’e’?  

Per definire il Concetto di Meta-Politica è d’obbligo un piccolo excursus sul significato della parola Meta che troviamo prima di altre parole da cui, talvolta, è diviso dal prefisso con un trattino. Il prefisso deriva dalla preposizione greca mèta [ μετά ], che significava ‘dopo’, ‘accanto’, ‘con’, ‘tra’. Altri significati includono ‘al di là’, ‘adiacente’ e ‘sé’.

Questo è un prefisso usato in molte lingue, per indicare un concetto di astrazione dietro un altro concetto, che viene usato per completare, o aggiungere, un significato a quest’ultimo. Si può affermare che qualsiasi Soggetto sia intrinsecamente descritto da una Meta-Teoria, ad un livello superiore di astrazione; cioè a porre una considerazione teorica delle sue proprietà: come fondamenti , metodi , forma e utilità.

Ad esempio, nella linguistica, una grammatica è considerata espressa in un meta-linguaggio, un  linguaggio che opera ad un livello superiore per descrivere le proprietà del semplice linguaggio; in informatica, i metadati sono i dati sui dati (cioè chi li ha prodotti, quando sono stati prodotti , in quale formato sono i dati, etc etc). In un database, i metadati sono anche dati sui dati memorizzati in un dizionario di dati e descrivono le informazioni (i dati) sulle tabelle del database come il nome della tabella, il proprietario della tabella, i dettagli sulle colonne, descrivendo essenzialmente la tabella.

La Meta-Politica è dunque un concetto metalinguistico che va al di là della Politica; un dialogo politico sulla politica stessa. In questo modo, la metapolitica assume varie forme di indagine, appropriandosi di se stessa in un altro modo nei confronti della dialettica che riguarda gli attori politici e la politica. Questa assume un ruolo autocosciente nel mediare il linguaggio analitico, sintetico e normativo dell’indagine politica e della politica stessa. In parole povere, è un dialogo sul modo in cui la politica parlerà di se stessa. Nell’uso e nella prassi attuale, il termine metapolitica viene usato in relazione alle teorie post-moderne del Soggetto politico e alla loro relazione con la teoria politica. Nella sua definizione più ampia, la Meta-Politica è una disciplina che studia le Relazioni tra lo Stato e l’Individuo.

Il pensiero ricorrente nel campo della metapolitica promosso da due importanti pensatori contemporanei, Alain Badiou e Jacques Rancière, sembra tendere a distinguere la ‘filosofia politica’ dalla meta-politica.

Il filosofo politico Badiou infatti afferma: “per metapolitica intendo qualsiasi conseguenza di una filosofia (politica) sia in grado di attingere, sia in sé che per sé, da esempi reali di politica come pensiero. La metapolitica si oppone alla filosofia politica, che afferma che, poiché tale politica non esiste, spetta ai filosofi pensare il politico”; dunque per Badiou “la metapolitica non ha niente a che vedere con il tradizionale concetto di politica in uso nella disciplina deputata a indagarne la natura e le strutture, la filosofia politica. Politica per Badiou, infatti, non è un’attività tesa a comporre gli interessi e la volontà degli individui o delle classi che formano una determinata comunità politica, non è quindi un’attività volta a gestire la riproduzione complessiva della comunità politica, ma è una procedura di verità, è cioè un’attività di pensiero. Un evento è politico, quindi, quando in esso si innescano meccanismi di produzione di verità” (Bosteels) .  Alain Badiou è dunque  un critico della filosofia postmoderna o della democrazia parlamentare in nome di una Democrazia resa al “suo significato originale: l’esistenza dei popoli, concepita come potere su se stessi”

In un mondo V.U.C.A. un cambio di paradigma può ispirare la creazione dei MetaPartiti?

In un mio precedente post rifletto sul fatto che oggi è tutta l’Umanità che viene investita dai violenti sconvolgimenti economico-sociali causati da una III Rivoluzione industriale che già ci sta introducendo verso una quarta rivoluzione che sta delineando la cosiddetta Società 4.0.

I rapidi e profondi cambiamenti in atto hanno bisogno di ‘essere gestiti’ attraverso dei nuovi modelli interpretativi di un Mondo raccolto in una Società globale in tumultuosa evoluzione che è ben sintetizzata nell’acronimo V.U.C.A.: ‘VOLATILITA’, INCERTEZZA, COMPLESSITA’ ed AMBIGUITA’.

Un famoso aforisma di Albert Einstein ci dovrebbe far riflettere …

“Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”

Sembra oramai acclarato che vecchie ideologie del passato, diventando obsolete nell’attuale nuovo contesto, non riescano a risolvere i problemi dovuti alla Volatilità, all’Incertezza, alla Complessità e l’Ambiguità che caratterizzano le condizioni generali e i fenomeni che sono causa  dei conseguenti fenomeni che stanno investendo l’attuale Società post-moderna.

La riflessione di Einstein viene ben interpretata da Zygmunt Bauman quando afferma:

“il vecchio modo di fare le cose non funziona più, ma non abbiamo ancora trovato il nuovo modo di farle. Quindi c’è un divario tra le regole che non funzionano più e quelle che dobbiamo ancora immaginare. Quello che facciamo è solo sottolineare le contraddizioni di alcuni leader contro altri, e chiederci chi è meglio … Va bene, ma il vero dibattito è come colmare questo vuoto ..!”  

… e allora, forse dobbiamo pensare di andare ‘al di là’ dei consueti modi di pensare la Politica per agire di conseguenza? 

 


Per approfondimenti 

Alain Badiou, “Philosophy for Militants” , 2012 

A. Badiou, Metapolitica, Cronopio, Napoli 2001, pp. 169

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