ENGAGEMENT CONTINUATIVO NELLA COMUNICAZIONE DEL RISCHIO – Episodio 1
Quando una crisi esplode, tutti cercano risposte nei dati, nelle istituzioni, nella scienza.
Ma ciò che spesso manca è la connessione emotiva e culturale con quel rischio.
È qui che inizia la vera sfida comunicativa.
Perché informare non basta: il rischio come fatto umano, non solo tecnico
Nel momento in cui una crisi esplode, tutti guardano verso la scienza, verso i dati, verso le istituzioni. Eppure, spesso accade che – nonostante gli allarmi lanciati, le informazioni diffuse, i bollettini aggiornati – la popolazione reagisca in modo confuso, contraddittorio, a volte persino pericoloso per sé e per gli altri. Perché?
La risposta, oggi, è sempre più chiara: informare non basta.
Il rischio, infatti, non è solo un dato da conoscere. È un’esperienza da percepire, una minaccia da comprendere, una realtà da interiorizzare. E se manca questa comprensione profonda, la prevenzione non funziona.

Chi lavora nel campo della Protezione Civile lo sa bene: non è sufficiente produrre contenuti corretti o diffondere comunicati. Serve qualcosa di più profondo, che tocchi non solo la mente, ma anche la fiducia, la memoria, la cultura. Serve relazione.
In questo scenario si inserisce la sfida più importante della comunicazione del rischio oggi: superare il modello trasmissivo, in cui l’ente parla e il cittadino ascolta, per passare a un modello relazionale, fatto di ascolto reciproco, di narrazioni condivise, di coinvolgimento costante nel tempo. È il cuore di quello che oggi viene chiamato engagement continuativo.
Ma perché è così difficile? Perché il linguaggio tecnico, quello dei geologi, dei climatologi, dei funzionari, spesso non riesce ad arrivare al cittadino comune? La risposta è nella distanza.
Distanza di linguaggio, certo. Ma anche distanza di esperienza, di fiducia, di emozione.
Le persone non “sentono” il rischio come lo sente chi lo studia. Per questo non basta descriverlo: bisogna renderlo vicino, rappresentarlo in modo comprensibile, portarlo dentro la vita quotidiana, senza allarmare, ma nemmeno banalizzare.

Numerosi studi internazionali -dalla psicologia sociale alla pedagogia narrativa, dai disaster studies alle neuroscienze cognitive – ci dicono che le persone non imparano dai dati, ma dalle storie. Dalle emozioni. Dalla ripetizione culturale. Dai simboli.
E che solo quando il messaggio viene veicolato con empatia, coerenza, linguaggio accessibile e partecipazione, può generare comprensione e azione.
La vulnerabilità di una comunità non dipende solo dalla geografia, ma anche dalla sua capacità di interpretare il rischio e di sentirsi parte di una risposta possibile.
Dove manca questa dimensione culturale, anche la prevenzione più avanzata può fallire. Dove invece la comunicazione riesce a farsi racconto condiviso, la popolazione può diventare protagonista e non spettatrice del proprio destino.
Se vogliamo costruire comunità davvero resilienti, dobbiamo cambiare paradigma: non basta più parlare. Bisogna saper ascoltare, coinvolgere, accompagnare.
Come? Lo vediamo nel secondo episodio: Dalla comunicazione all’engagement: costruire una cultura del rischio
Pronti.io -Campi Flegrei Sottosopra – 5 Episodi per Capovolgere la Comprensione del Rischio
Una narrazione in cinque tappe per vedere il rischio con occhi nuovi, capire cosa ci blocca… e cosa ci salva. Infotainment, ispirato ai principi della comunicazione di protezione civile 4.0.
Scopri gli altri episodi della serie:
1️⃣ Quando il rischio non si sente: perché informare non basta
https://vittoriodublinoblog.org/2025/07/11/quando-il-rischio-non-si-sente-perche-informare-non-basta/
2️⃣ Dalla comunicazione all’engagement: costruire una cultura del rischio
https://vittoriodublinoblog.org/2025/07/11/dalla-comunicazione-allengagement-costruire-una-cultura-del-rischio/
3️⃣ La grammatica della fiducia: storie che salvano
https://vittoriodublinoblog.org/2025/07/11/la-grammatica-della-fiducia-storie-che-salvano/
4️⃣ Ridere per capire: l’umorismo come vaccino contro l’indifferenza
https://vittoriodublinoblog.org/2025/07/11/ridere-per-capire-lumorismo-come-vaccino-contro-lindifferenza/
5️⃣ Quando conta ogni secondo: come reagiamo davvero in caso di emergenza
https://vittoriodublinoblog.org/2025/07/12/episodio-5-quando-conta-ogni-secondo/di infotainment, ispirato ai principi della comunicazione di protezione civile 4.0.
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