Cambia l’articolo 33 della Costituzione italiana. Si riconosce lo Sport come valore educativo, sociale e promotore del benessere psicofisico.

Negli ultimi anni, l’importanza dell’attività sportiva per la società e il benessere individuale è stata oggetto di crescente attenzione. Riconoscendo il ruolo centrale dello sport come strumento educativo, sociale e promotore del benessere psicofisico, il Parlamento italiano ha proposto una modifica all’articolo 33 della Costituzione. Questa proposta di legge costituzionale è stata approvata in seconda deliberazione dal Senato della Repubblica e si trova attualmente in fase di approvazione.


Nella versione originale del 1948, la Costituzione non faceva alcun riferimento esplicito all’attività sportiva. Questo può essere attribuito alla negativa esperienza del fascismo, che utilizzava lo sport come strumento di propaganda e ideologia, nonché alle difficoltà economiche e sociali che seguirono alla Seconda Guerra Mondiale. Durante i lavori dell’Assemblea Costituente, il dibattito sullo sport fu marginale e si concentrò principalmente sugli interventi pubblici volti a garantire l’attività motoria e la salute dei giovani attraverso la costruzione e la manutenzione delle strutture necessarie. I riferimenti allo sport in fonti di rango costituzionale erano limitati agli Statuti speciali del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, che attribuivano competenze legislative regionali in materia di attività sportive e istituzioni sportive. Solo con la riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001 lo sport è stato introdotto esplicitamente, seppur limitato al riparto di competenze legislative tra lo Stato e le Regioni. L’articolo 117, comma 3, elenca l'”ordinamento sportivo” come materia di competenza concorrente. Tuttavia, si è sottolineato che questa disposizione non ha inteso negare l’autonomia dell’ordinamento sportivo rispetto a quello statale, ma ha ripartito la competenza legislativa tra i due livelli di governo per regolare gli aspetti non coperti dall’autonomia sportiva. Da un punto di vista dottrinale e giurisprudenziale, si è discusso della natura dell’ordinamento sportivo italiano come un ordinamento “sezionale” o “settoriale”. La soluzione adottata è stata quella di considerare l’ordinamento sportivo come parte di un più ampio ordinamento autonomo, riconosciuto a livello internazionale e collegato al Comitato Olimpico Internazionale. Questa autonomia è giustificata dagli articoli 2 e 18 della Costituzione, che riconoscono il diritto di associazione per scopi sportivi e l’importanza delle associazioni sportive come formazioni sociali. In sintesi, l’integrazione dello sport nella Costituzione italiana è avvenuta in un secondo momento, con la riforma del 2001, e si è concentrata principalmente sulla distribuzione delle competenze legislative tra lo Stato e le Regioni, riconoscendo al contempo l’autonomia dell’ordinamento sportivo nel suo complesso.


La modifica proposta prevede l’aggiunta di un nuovo comma all’articolo 33 della Costituzione italiana. Il testo approvato dal Senato recita:

“La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.

Con l’introduzione di questo nuovo comma, la Costituzione italiana riconoscerebbe ufficialmente l’importanza dell’attività sportiva come strumento di formazione ed educazione, nonché come mezzo per promuovere il benessere fisico e mentale delle persone. Questa modifica costituzionale sottolinea l’impegno dello Stato italiano nel sostenere e promuovere l’attività sportiva a tutti i livelli, sia a livello amatoriale che competitivo.

L’approvazione di questa modifica costituzionale rappresenterebbe un passo significativo per il riconoscimento e la valorizzazione dello sport nella società italiana. Essa sottolinea il ruolo del governo nel promuovere politiche e programmi volti a incoraggiare la pratica sportiva, garantendo l’accessibilità e la partecipazione di tutti, indipendentemente dall’età, dal genere, dalle abilità o dallo status socio-economico.


La dimensione individuale dell’attività sportiva e il suo riconoscimento come diritto soggettivo o diritto fondamentale di rango costituzionale sono emersi solo di recente. Negli anni ’70, si è iniziato a notare una sensibilità verso questo tema nel contesto politico-legislativo. Si fa riferimento alle norme programmatiche degli Statuti regionali ordinari, che hanno incluso l’impegno a promuovere le attività sportive come servizio sociale, elemento di formazione della persona umana, momento di sviluppo civile ed economico, tutela della salute o del patrimonio culturale. Anche in alcuni atti normativi statali che trasferiscono funzioni amministrative dalle autorità centrali alle Regioni ed enti locali, si trovano riferimenti alla promozione delle attività sportive. La Corte costituzionale negli anni ’70 ha menzionato lo sport come un’attività umana che richiede la protezione e l’incoraggiamento dello Stato. Negli ultimi anni, l’accesso alla pratica sportiva e il suo valore educativo, sociale e di promozione del benessere fisico e mentale hanno ricevuto un ampio riconoscimento. Ad esempio, la legge 107/2015 garantisce il diritto all’esercizio della pratica sportiva come forma insopprimibile di sviluppo della personalità dei minori, promuove l’avviamento all’esercizio della pratica sportiva delle persone disabili e si impegna a potenziare le discipline motorie e lo sviluppo di comportamenti sani nelle istituzioni scolastiche. Il Decreto Legge 185/2015 ha istituito il fondo “Sport e Periferie” per potenziare l’attività sportiva in aree svantaggiate e periferiche urbane al fine di ridurre gli squilibri sociali ed economici e aumentare la sicurezza urbana. La legge 145/2018 ha trasformato la Coni Servizi S.p.A. in Sport e Salute S.p.A., ampliandone le funzioni. Le politiche sanitarie hanno anche affrontato il tema dell’attività fisica, come dimostra l’accordo Stato-Regioni sulle linee guida per l’attività fisica e la tutela della salute nelle attività sportive, adottato nel novembre 2021. Infine, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato 1 miliardo di euro per il settore dello sport, tra cui il potenziamento delle infrastrutture sportive nelle scuole e il recupero delle aree urbane attraverso impianti sportivi e parchi attrezzati. Data l’assenza di disposizioni costituzionali esplicite sullo sport, alcuni studiosi hanno cercato di collegare il diritto allo sport all’art. 2 della Costituzione, inteso come clausola generale di tutela dei diritti del corpo sociale. Altri hanno cercato di trovare un fondamento per questo diritto in altre disposizioni, come il principio di eguaglianza sostanziale, la libertà personale e la libertà di associazione.


Il valore educativo dello sport è indiscutibile. Attraverso la partecipazione a discipline sportive, i giovani possono apprendere importanti valori come il fair play, la lealtà, la disciplina e il rispetto per gli altri. Lo sport offre anche l’opportunità di sviluppare competenze sociali, migliorare la capacità di lavoro di squadra e promuovere l’integrazione sociale.

Inoltre, l’attività sportiva ha un impatto significativo sul benessere psicofisico delle persone. La pratica regolare dello sport può contribuire a migliorare la salute fisica, ridurre lo stress, prevenire malattie e promuovere uno stile di vita attivo. Inoltre, lo sport può avere un effetto positivo sulla salute mentale, favorendo il benessere emotivo e riducendo il rischio di disturbi come l’ansia e la depressione.

La modifica proposta all’articolo 33 della Costituzione italiana rappresenta un importante riconoscimento del valore dello sport nella società contemporanea. Essa sottolinea l’impegno dello Stato italiano nel promuovere l’attività sportiva come mezzo per l’educazione, la coesione sociale e il miglioramento del benessere psicofisico. La promozione dello sport a tutti i livelli, dalle scuole alle comunità locali, diventa così un obiettivo centrale delle politiche pubbliche.


L’approccio internazionale ed europeo ha contribuito significativamente a riconoscere la valenza pluridimensionale dell’attività sportiva e a promuovere il diritto allo sport. Ecco un riepilogo dei principali strumenti e iniziative a livello internazionale ed europeo:

  • La Carta internazionale per l’educazione fisica, l’attività fisica e lo sport dell’UNESCO del 1978 riconosce l’educazione fisica come un diritto fondamentale per tutti e sottolinea i benefici individuali e sociali derivanti dalla pratica dell’attività fisica e dello sport.
  • La Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, istituita dalle Nazioni Unite nel 2013, celebra l’importanza dello sport come strumento per promuovere l’integrazione sociale e lo sviluppo economico, diffondendo valori come la pace, la solidarietà e la giustizia.
  • L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) pubblica linee guida sull’attività fisica e il benessere psicofisico, evidenziando l’importanza dell’attività sportiva per la salute.
  • La Carta Olimpica, che riflette i principi fondamentali dell’olimpismo, sancisce il diritto di ogni individuo a praticare lo sport senza discriminazioni, promuovendo l’amicizia, la solidarietà e il fair play.
  • Il Consiglio d’Europa, attraverso la Carta europea dello sport del 1992, definisce lo sport come qualsiasi forma di attività fisica finalizzata al miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, allo sviluppo delle relazioni sociali o al conseguimento di risultati nelle competizioni a tutti i livelli.
  • La Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), sebbene non menzioni esplicitamente il diritto allo sport, la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha affrontato diverse questioni specifiche relative allo sport, come i ricorsi contro sanzioni sportive, l’integrità fisica e psicologica, il diritto al rispetto della vita privata e la libertà di associazione.

Questi strumenti e iniziative internazionali ed europee hanno contribuito a promuovere la consapevolezza e il riconoscimento del diritto allo sport come una dimensione fondamentale per lo sviluppo individuale e sociale.


In conclusione, la proposta di modifica all’articolo 33 della Costituzione italiana, approvata in seconda deliberazione dal Senato della Repubblica, riconosce

il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva. Questo enunciato costituzionale sottolinea l’importanza dello Sport come strumento di formazione, inclusione sociale e miglioramento della salute delle persone.

Quando approvata, questa modifica costituzionale rappresenterà un passo avanti significativo per il riconoscimento e la promozione dello sport nella società italiana.

Il nostro Centro Studi per l’Innovazione sociale DIFESA CIVILE 4.0, del quale alcuni dei suoi fondatori e membri sono stati atleti di rilevanza internazionale ed olimpionici, è già preparato a valorizzare con un apposito programma lo Sport nei termini sanciti dalla modifica dell’articolo 33 della Costituzione italiana.


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