l’ILLUSIONE DELLA CONOSCENZA … Tutti pensiamo di sapere più di quanto effettivamente sia.


“Gli Uomini hanno costruito società e tecnologie estremamente complesse, ma la maggior parte di noi non sa nemmeno come funziona una penna o lo scarico di un gabinetto (…) Come siamo riusciti in così tanto, nonostante riusciamo a comprendere così poco?”

l’ILLUSIONE DI CONOSCENZA

Vi sarà sicuramente capitato di assistere nel corso di un convivio tra amici e familiari a feroci discussioni tra persone con opinioni di natura politica o sportive in contrasto tra loro. Alle convinte argomentazioni dell’uno o dell’altro sicuramente avrete pensato che ogni uno di loro fosse davvero molto esperto del gioco del calcio, di una tecnica di pugilato, o di economia politica; è molto probabile invece che ogni uno di loro non sappia dare un corretto calcio al pallone, non si sia mai cimentato in una competizione sportiva, non sappia neanche definire il termine ‘economia politica’  e sappia che è  la scienza sociale che si occupa dei metodi con cui l’uomo usa razionalmente poche risorse per soddisfare molte esigenze. (*)         

“Gli Uomini hanno costruito società e tecnologie estremamente complesse, ma la maggior parte di noi non sa nemmeno come funziona una penna o lo scarico di un gabinetto (…) Come siamo riusciti in così tanto, nonostante riusciamo a comprendere così poco?” (**)

Gli scienziati cognitivi Steven Sloman e Philip Fernbach sostengono che, nonostante le nostre carenze mentali, sopravviviamo e prosperiamo perché viviamo in una comunità ricca di conoscenza. La chiave della nostra intelligenza pragmatica risiede nelle persone e nelle cose intorno a noi. Attingiamo costantemente ad informazioni ed a competenze archiviate al di fuori delle nostre teste: nei nostri corpi, nel nostro ambiente, nelle nostre proprietà e nella comunità con cui interagiamo, e di solito non ci rendiamo neppure conto di farlo.

La mente umana

è allo stesso tempo ‘brillante’ e ‘patetica’

Abbiamo dominato il fuoco, creato istituzioni democratiche, siamo stati sulla luna ed abbiamo sequenziato il nostro genoma; eppure ognuno di noi è incline all’errore, a volte è irrazionale e spesso molto ignorante.

La ‘Illusione della Conoscenza’ ( o ‘Sensazione di Certezza’), in una natura fondamentalmente comunitaria dell’Intelligenza e della Conoscenza, spiega perché spesso pensiamo di sapere più di quanto realmente sia o che sappiamo fare; perché le opinioni politiche e le false credenze sono così difficili da cambiare; perché gli approcci all’educazione e alla gestione orientata all’individuo spesso falliscono, mentre le nostre menti collaborative ci permettono anche di fare cose incredibili.

“La sensazione di certezza potrebbe essere la nostra impostazione predefinita. (…) Crediamo di comprendere il mondo con dettagli e coerenza, anche se le teorie popolari sono solitamente incomplete.”

Il trovarsi in ‘Sensazione di Certezza’ potrebbe essere lo stato psico-sociale di default dell’Uomo medio, per dirla in usuali termini tecnologici:  cioè la nostra impostazione di fabbrica, predefinita.  Passiamo la maggior parte della nostra vita mentale a confermare le nostre opinioni, anche quando queste opinioni implicano problemi complessi. Crediamo di comprendere il mondo con dettagli e coerenza, anche se le teorie più popolari sono solitamente incomplete. La triste ragione per cui la razionalità esiste potrebbe non essere quella di cercare la verità, ma di discutere e persuadere gli altri ad omologarsi al pensiero comune. Siamo  avvocati, non giudici, e la giuria è sempre dalla nostra parte.

La Psicologia Sociale e le Scienze Cognitive studiano ed illustrano questo fenomeno. In uno studio due psicologi cognitivi, Leonid Rozenblit e Frank Keil, condussero uno studio su questo fenomeno. In una serie di 12 esperimenti hanno scoperto che quando i partecipanti studiati interrogati cercavano di spiegare come funzionava un semplice dispositivo d’uso quotidiano, questi si rendevano conto di non avere alcuna idea di cosa si stesse parlando.

“An illusion of explanatory depth”

Anche se sembra che noi sappiamo come funzioni una ‘cerniera lampo’ che usiamo tutti i giorni, quando ci fermiamo a pensare ai dettagli del suo funzionamento e lì che realizziamo la nostra ignoranza. Questo fenomeno è chiamato dalla scienza ‘Illusione della profondità esplicativa’.

Decenni di ricerche in psicologia dimostrano che non risulta difficile ammettere che non sappiamo come funziona una cerniera lampo, nonostante tendiamo a manifestare la nostra eccessiva sicurezza, tuttavia le stesse dimostrano che la stessa facilità nell’ammettere che le nostre opinioni siano viziate non è altrettanto facile; sebbene, però, adattiamo le nostre convinzioni dopo aver scoperto un errore

Per questo motivo, la scienza è arrivata alla conclusione che a seconda che ci troviamo impegnati a dover spiegare come pensiamo che qualcosa funzioni, oppure a dover spiegare gli argomenti che sostengono le nostre opinioni , entrano in gioco diversi meccanismi psicologici.

Nel primo caso entra in gioco la parte razionale della nostra psiche, quando ci impegniamo a voler capire come funziona il mondo iniziamo a ‘pensare più scientificamente’: cioè tendiamo a cercare informazioni pertinenti e siamo predisposti a cambiare in modo appropriato le nostre convinzioni.

Nel secondo caso, invece, quando ci troviamo di fronte a fatti che sono potenzialmente incongruenti con lo stato mentale che forma le nostre opinioni ci sforziamo irrazionalmente di rendere coerenti questi fatti con ciò in cui crediamo: ed ecco che si consolidano le credenze in  DISTORSIONI COGNITIVE ( effetto Dunning\Kruger ) invece di raccogliere più informazioni che potrebbero potenzialmente  sconfessare i nostri Pregiudizi Cognitivi.

Questo è anche il caso della ‘OVER-CONFIDENZA, in cui i meccanismi mentali di difesa dell’Io  vengono spiegati da teorie psico-comportamentali come la  “Teoria dell’Auto-Affermazione”

Lo studio di questi comportamenti sono di particolare interesse di discipline socio-economiche (come quelle del marketing), delle scienze della comunicazione o dell’ingegneria gestionale per il change management 

Secondo voi, perchè?

(*) alcuni spunti di riflessione sono in parte liberamente tradotti ed adattati da  "WHY FACTS DON’T CHANGE OUR MINDS, New discoveries about the human mind show the limitations of reason" by Elizabeth Kolbert | The New Yorker
(**) da 'L'Illusione della Conoscenza, perchè non pensiamo mai da soli" di Steven Sloman & Philip M. Fernbach, Cortina Editori, 2/2018
more references 
- "Ignorance and Expertise in the Community of Knowledge" by Steven Sloman Cognitive, Linguistic, & Psychological Sciences | Brown University
- "The Curse of Expertise: when more Knowledge leads to miscalibrated explanatory insight" by Matthew Fisher, Frank C. Keil | Department of Psychology, Yale University
- "Political Extremism Is Supported by an Illusion of Understanding" by Philip M. Fernbach, Todd Rogers, Craig R. Fox, and Steven A. Sloman | Psychological Science XX(X) 1–8
- "The misunderstood limits of folk science: an illusion of explanatory depth" by Leonid Rozenblit & Frank Keil | Department of Psychology, Yale University
- https://cogdevlab.yale.edu/sites/default/files/files/KeilGettingTruth2008.pdf

 

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