THE OVERCONFIDENCE EFFECT… sarà l’eccesso di fiducia alla base di tante decisioni sbagliate?

 l”eccesso di fiducia” può essere pericoloso!

La teoria dell’Auto-Riferimento (auto-affermazione) fornisce un quadro per capire quanto sia difficile contrastare nell’Uomo, sia a livello individuale che collettivo, le ‘credenze consolidate’ esperite in importanti domini della vita individuale e/o sociale, quali ad esempio: i processi di funzionamento per il mantenimento di una buona salute, i processi decisionali di carattere politico, la comprensione delle cause dei conflitti, il mantenimento delle relazioni sociali, finanche le performance accademiche. La motivazione è dovuta alla volontà di ‘Difesa di Se Stessi’: gli Individui sono propensi ‘a difendere se stessi’, tendendo a distorcere, negare fino a mistificare la realtà in un modo che possa proteggere l’Auto-Integrità. Il costo di ciò per questi individui, ovviamente, è che essi reprimono le potenziali possibilità individuali  di apprendimento e di crescita (intellettuale) personale: un fattore di evoluzione che, invece, se fosse perseguito, potrebbe altrimenti aumentare la loro (di questi individui) adattabilità sul lungo termine. Tuttavia, di fronte alle minacce quotidiane, la gente potrebbe anche proteggere la loro auto-integrità attraverso l’analisi di fonti alternative auto-identitarie. In questo modo potrebbero aiutarsi ad accettare esperienze e informazioni che, anche se minacciose, potrebbero fornire importanti lezioni per l’auto-cambiamento.

Facendo luce sulla psicologia dell’autodifesa, i professionisti, gli insegnanti, i medici, i mediatori, e gli intervenzionisti, potrebbero definire strategie basate sulle teorie che trattano questo fenomeno per contrastare i processi di autodifesa ed incoraggiare l’auto-miglioramento

Overconfidence, Psicologia dell’Auto-difesa  e Teoria dell’Auto-affermazione [*] [**]

Gli studiosi ci sollecitano ad immaginare “un mondo in cui le persone non abbiano fiducia” In questo mondo difficilmente saremmo in grado di affrontare ogni nuovo giorno, lottare e trovare il coraggio di mostrare il nostro lavoro ai nostri superiori o fare domanda per un lavoro; i chirurghi si frustrerebbero  nel dubbio degli esito dei loro futuri  interventi;  i militari esiterebbero nei momenti chiave in cui risolutezza nelle decisioni è  essenziale;  i politici sarebbero inabili nel perseguire la loro visione  e non sarebbero in grado di difendere le proprie posizioni  contro la  costante pioggia  di critiche  personali ed intellettuali.”

La fiducia è un’essenza vitale per la conduzione di  tutte quelle nostre attività che svolgiamo in maniera scontata durante la nostra vita quotidiana.  Ma è anche ritenuta  un elemento di grande importanza ogni qual  volta  proviamo a spiegare dei risultati che sono fuori dal comune . La fiducia è ampiamente considerata un ingrediente, quasi magico,  nell’ottenere successo nello sport, nell’intrattenimento , nel business, sui mercati azionari, nei combattimenti ed in molti altri domini:  potrebbero essere saliti alla ribalta Donald Trump , Muhammad Ali  e il generale Patton, senza essere dominati dalla loro frizzante fiducia? In nessun altro modo .

 l”eccesso di fiducia” può essere pericoloso!

Come il fuoco , può essere estremamente utile se usato in modo e quantità controllate,  ma una eccesso di fiducia, in inglese “Overconfidence”,  può facilmente diventare un incendio fuori controllo ed  essere causa  di costosi errori decisionali alla base  di fallimenti politici e di guerre .

Ad esempio, l’Overconfidence è stata accusata di essere la causa di una serie di gravi catastrofi finanziarie come  lo scoppio della “bolla dotcom”  negli anni 90 , il crack  delle banche del 2008 , del cambiamento climatico in corso:  “il non accadrà a me” impera . Questi eventi non sono piccoli incidenti di percorso, nella linea temporale dello sforzo evolutivo umano. Storici e politologi hanno imputato all’eccessiva fiducia tutta una serie di clamorosi fiaschi,  dalla Prima Guerra Mondiale al Vietnam all’Iraq . Spesso capita che restiamo sorpresi da ricorrenti problemi dovuti all’eccesso di fiducia, … e ci chiediamo “perché le persone non imparano dai loro errori?”

Come suggerisce  l’archetipo auto-scettico Woody Allen: «La fiducia è quello che hai prima di capire il problema»

Tuttavia il ricorrente ripetersi di fenomeni di Overconfidence è un argomento che sorprende gli psicologi,  ed è diventato oggetto di studio. Solitamente, molte persone, mentalmente sane,  tendono ad avere le cosiddette “illusioni positive”: ciò avviene relativamente  alle nostre capacità , al nostro controllo sugli eventi,  alla nostra vulnerabilità ai rischi.

Numerosi sono gli studi che dimostrano come le persone tendano a sopravvalutare la loro intelligenza: spesso sopravalutiamo  la nostra attrattiva sugli altri, così come le nostre abilità. Spesso abbiamo anche la tendenza ad assumere che siamo noi ad avere la migliore morale, essere in buona salute e godere di maggiori capacità di leadership, rispetto agli altri.

Un sondaggio, su un milione di studenti di scuole superiori,  ha evidenziato che il 70% di loro pensa di essere un leader al di sopra della media, solo il 2% classifica se stesso sotto la media . In un altro studio, il  94% dei professori universitari ha affermato che la loro ricerca era al di sopra della media.

Tutti crediamo che vivremo più a lungo rispetto agli altri,  che non saremo mai vittime di calamità comuni – come un incidente stradale, della criminalità , di un terremoto o  di una grave malattia.

Come i bambini del Lago Wobegon di Garrison Keillor, crediamo di essere tutti al di sopra della media!

Le “Illusioni positive” sembrano essere sostenute da molteplici forme di pregiudizio cognitivo e motivazionali, diverse, ma tutte convergenti nell’aumentare la fiducia nella gente . Questo fenomeno è pericoloso, perché è la causa  per la quale le persone sono sempre più propense a pensare che siano meglio degli altri,  il che rende più probabile la propensione verso l’aggressività, il conflitto e persino indurre alla guerra.

Come sostiene Daniel Kahneman:  «noi tendiamo a percepire gli altri come fossero più minacciosi di quanto in realtà siano:  esiste una linea di base che ha influenzato molti dei giudizi che sono stati identificati negli ultimi 15 anni,  che hanno guidato le decisioni prese sotto una  presunta minaccia verso quella tendenza sostenuta  dalla linea dei falchi»

Già in passato, in molti studi che hanno messo sotto analisi casi bellici della storia, è stato teorizzato che l’eccesso di fiducia è stata una delle cause principali di casi  di aggressione di un popolo verso un altro; oggi l’analisi dei risultati quantitativi e sperimentali di studi più approfonditi (come ad esempio quelli relativi agli esperimenti compiuti durante i “wargames”) ci forniscono le prove del nesso esistente. Uno studio del 2007 suggerisce che la fiducia e il conservatorismo sono associati con l’aggressività nelle crisi decisionali,  e dunque gli alti livelli di fiducia che caratterizzano alcuni decision-makers ci dovrebbero plausibilmente far prevedere l’adozione di politiche aggressive nelle preferenze decisionali di crisi, anche nel mondo reale. Lo studio dimostra che  “la Sicurezza di sé, a quanto pare, è un potente fattore che esercita un’influenza anche al di là dell’ideologia politica.” [**]

Fowler e Johnson ci dicono:  “la fiducia sembra essere pertanto un grande puzzle composto da tessere  che  da un lato vanno a rappresentare una diffusa e potente caratteristica della cognizione umana,  ma che, d’altra parte,  sembra essere causa di valutazioni errate in grado di scatenare gravi catastrofi . Ciò sembra avere  poco senso. Perché questa propensione dell’Uomo ad illudersi con false credenze sopravvive in competizione con ciò che è sostenuto dai fatti? Come si è evoluta questa contraddizione? Una risposta potrebbe essere suggerita appunto dall’Overconfidence: questa può essere vantaggiosa perché aumenta l’ambizione, la determinazione e la persistenza nell’assolvere molti compiti,  anche se il prezzo da pagare si rivela  nella possibilità di incorrere in disastri occasionali; come accade ad esempio ai bravi giocatori di poker che,  molto spesso,  devono al bluff la forza della loro mano di gioco se vogliono vincerla, allo stesso modo  gli individui troppo sicuri di sé possono essere in grado di superare i rivali se credono in se stessi abbastanza per andare avanti,  quando invece gli altri vi darebbero un taglio.”

L’idea che l’Overconfidence sia  vantaggiosa è interessante. Ma dietro un’idea, si cela sempre una valida ipotesi alternativa.

Mentre l’overconfidenza ci potrebbe effettivamente  incoraggiare a puntare in alto, è comunque possibile incorrere in un errore decisionale.

Di conseguenza, molti economisti sostengono che la strategia vincente dovrebbe essere quella che vede il mondo esattamente così com’è: “l’Uomo, dunque,  freddamente calcolatore delle sue capacità  dovrebbe raccogliere la sfida e combattere solo se è sicuro  di vincere. […] Come possiamo decidere tra queste due visioni alternative tra loro? Una visione in prospettiva evoluzionistica qui torna utile. Perché ci costringe a pensare al come queste strategie alternative avrebbero funzionato in diretta concorrenza l’una con  l’altra  nel  concetto  Darwiniano di selezione naturale.

Immaginiamo un mondo in cui ci sono tre tipi di persone che la pensano come:

  •  un’economista (che è  imparziale nella sua valutazione);
  • Muhammad Ali (che è un’ overconfidente,  tanto sicuro di sé da pensare: “okay , sono il più grande , sono certo di vincere!”;
  • ​ … e  Woody Allen  che è un archetipo di  underconfident .”

Se questi tre tipi di personalità vanno in competizione per nutrirsi, Woody Allen rifuggirà dai conflitti  perché tenderà ad evitare costosi scontri (il che significa che tenderà a morire di fame); l’economista avrà  una migliore idea di quale  conflitto potrebbe vincere, ma sarà comunque magro in quanto a volte lascerebbe del cibo sulla tavola che avrebbe potuto conquistare; al contrario  Muhammad Ali raramente rifugerebbe dal lottare, e quindi avrebbe sempre un colpo da infierire per mangiare e sopravvivere; finché il valore del cibo da conquistare sarà sufficientemente maggiore del costo del conflitto, Muhammad Ali riuscirà a vincere. Dunque? Un grado di eccessiva fiducia sembra essere, almeno apparentemente, mediamente utile, anche se potrebbe provocare disastri occasionali; ma ciò è valido finché il premio in palio supererà sufficientemente il costo del competere per conquisrtarlo:  la fortuna aiuta gli audaci!

Tuttavia, nonostante un certo margine di eccesso di fiducia sia ottimale: non assegnare limiti all’overconfidenza può essere dannoso.

La volontà, cieca, di combattere a tutti i costi, soprattutto quando si scontrano due strategie con obiettivi simili, può portare ad un conflitto di tali proporzioni che alcun guadagno ne avrà valsa la pena. L’attacco di Napoleone a Waterloo nel 1815, come le pratiche speculative sub-prime che hanno portato al tracollo delle banche durante il crack finanziario del 2008,  ci fa capire finalmente che ci si spinge oltre i limiti della  fiducia consentita, troppo. […], ma alla gente di solito piace competere perché il premio è sempre  apprezzato. In un mondo in cui la tecnologia cambia tumultuosamente, le variabili di probabilità del gioco, e un errore di calcolo basato sulla non completa conoscenza di queste variabili, ci fa rischiare di perdere di vista i costi da subire nel caso di una decisione sbagliata, che potrebbe significare il collasso del sistema bancario o lo scatenamento di un fungo atomico globale; la strategia underconfident di Allen potrebbe essere più adatta? […] Il vero problema sta dunque nel fatto che non è mai evidente quanta quantità di fiducia sia quella giusta. Nella vita , in amore, nella finanza e in politica , c’è una linea sottile tra il perdere quando avremmo pensato di poter vincere,  procurandoci gravi ustioni per aver usato troppo fuoco, cioè abusando dell’ Overconfidence!”

Il nostro cervello ha sviluppato nel corso di milioni di anni, durante i quali abbiamo vissuto in piccoli gruppi parentali di cacciatori-raccoglitori, la predisposizione all’Overconfidence, per sopravvivere ed evolverci. E ‘ solo negli ultimi 10.000 anni che abbiamo cominciato a vivere con estranei nelle grandi società urbane. L’Overconfidence è una potente e pervasiva eredità evolutiva che continua a dominare il nostro giudizi e i nostri processi decisionali, anche in contesti politici, sociali e tecnologici complessi, quali quelli in cui oggi viviamo. Tuttavia sembra che tale fenomeno sia in grado di portare vantaggi con sempre minore probabilità, piuttosto sembra aumentare semplicemente la probabilità di essere causa di  disastri.

Possiamo affermare che l’overconfidence è probabilmente utile per aiutarci in quei contesti “evolutivamente salienti ” che sono simili alle sfide di adattamento del nostro passato […] ma è  meno probabile che ci possa aiutare in “nuovi contesti  evolutivi”

L’abuso di Overconfidenza oggi diventa una strategia sempre più pericolosa, senza dotarsi delle necessarie competenze grazie ad una formazione continua.

Il mondo moderno è molto diverso da quello in cui siamo evoluti. In cui le nostre decisioni e i nostri comportamenti si adattavano tramite selezione naturale.

Le grandi decisioni di oggi dipendono da molteplici e complesse “burocrazie variabili”che interagiscono tra numerosi stakeholders. In questi nuovi contesti, processi di pianificazione basati su valutazioni precise e scrupolose, elaborate sulla scorta di reali competenze appaiono noiosi, mentre invece diventa fondamentale quando si aspira a perseguire obiettivi di successo, in condizioni  ambientali caratterizzati da continue novità evolutive, cambiamenti per i quali non siamo stati progettati. Particolare attenzione sarebbe da dedicare al fenomeno dell’overconfidenza abusata in campo politico ed economico. In questi campi sta capitando sempre più spesso che le probabilità che alcune decisioni siano fuori luogo,  avendo ripercussioni negative per milioni di persone. Potremmo non essere in grado di eliminare questa naturale “distorsione” presente nei nostri processi decisionali, perché è inscritta nel nostro DNA, ma diventa sempre più cruciale che almeno assumiamo consapevolezza del problema, con lo scopo di resettare i nostri istituti decisionali, se vogliamo cercare di evitare “catastrofi  autoimposte”.

Vengono osservate situazioni in cui le persone valutano la probabilità che accada un evento in base alla facilità con cui si possano ricordare eventi simili. Ad esempio, una persona trovandosi a dover valutare il rischio di un infarto tra le persone di età media, tende a richiamare alla mente tutte le situazioni simili tra persone di sua diretta conoscenza, più che a valutare le statistiche oggettive. In altre parole gli individui,  quando si trovano in una situazione di incertezza, tendono a colmare le “lacune percettive” cercando parallelismi fra quelle caratteristiche della situazione che stanno vivendo e le caratteristiche di situazioni già vissute. In questo modo, questi soggetti ritengono di poter sfruttare informazioni di cui solo loro sono in possesso (cioè che non sono a disposizione di tutti), sovrastimandole. Se poi accade che le decisioni che, loro, hanno preso sulla base di tali informazioni (acquisite attraverso le loro esperienze) trovano conferma nel verificarsi degli eventi che si succedono, questi soggetti allora accrescono la propria autostima attribuendo l’esito positivo della propria decisione alle proprie “infallibili” capacità. Se, al contrario, il verificarsi dell’evento dovesse smentire le proprie convinzioni, gli individui sostengono che l’evento era totalmente imprevedibile, sottostimando il proprio errore.

L’Uomo Over-confidente, dunque, quando assume la veste di “decision-maker”, può rivelarsi una persona che sovrastima la precisione dei segnali forniti dalle informazione personali, e che invece non attribuisce grande peso all’informazione pubblica. “[…] II ragionamento evolutivo  e la Conoscenza del problema ci suggeriscono i modi per evitare le situazioni più pericolose in cui l’over-confidenza è probabile che insorga; in primo luogo,  potendo fare in modo che l’over-confidenza si alimenti in ambienti in cui un atteggiamento rampante aiuti la prestazione, (come ad esempio nello sport) ma sia soppresso in ambienti in cui la valutazione accurata è più importante dell’impulso istintivo volontario. In secondo luogo , studiando i contesti di fondo in cui il fenomeno di over-confidenza si alimenta o si limita.”

Per esempio si nota che siamo esposti all’overconfidenza solo quando non siamo sicuri di essere in grado di vincere una sfida; in questo caso entra in gioco la “Teoria dell’Auto-Affermazione” (ben definita nell’ultimo decennio) che sembra poter spiegare quali ne siano le motivazioni: sostanzialmente dovute ad una premessa di base “le persone tendono a difendere la propria integrità!” Gli esperti ci suggeriscono , quindi che:  “dovremmo incoraggiare quanto più possibile la condivisione e la circolazione delle informazioni in un momento di crisi in cui l’overconfidenza potrebbe farci prendere le decisioni sbagliate; quanto più l’interazione che abbiamo con i nostri avversari è supportata da informazioni utili (all’accuratezza dell’analisi) più è probabile che si giunga a valutazioni condivise sui punti di forza e di debolezza presenti da ciascun lato delle parti in causa.

Ad esempio, è esattamente il ragionamento al quale si sono imposti di sottostare l’URSS e gli Stati Uniti, acconsentendo alle reciproche ispezioni dei loro impianti di armi nucleari, al termine di un lungo periodo storico (la guerra fredda) durante il quale l”approccio overconfidente”, presente sia nell’una che nell’altra parte, è sembrato voler prevalere in alcuni momenti. Col tempo si è capito, infatti che i wargames (strumenti usati da ambedue le due parti per simulare scenari bellici impostati su modelli matematici) non erano la via da seguire in maniera pedissequa. Fortunatamente, si è compreso che le variabili in gioco nel mondo reale sono influenzabili da aspetti sociali e psico-comportamentali che non sottostanno alle rigide regole della matematica, dunque le variabili avrebbero potuto interagire in modo diverso  sotto influenze meccanicamente imponderabili. E’ ragionando su queste riflessioni che risulta evidente come gli studi sugli effetti dell’overconfidenza possano assumere un ruolo molto importante anche nelle scienze economiche e in quelle discipline che studiano i fenomeni del management delle organizzazioni.

Recentemente è stato avviato lo studio del fenomeno dell’overconfidenza allo scopo di capire quanto questa possa influenzare i decision-makers aziendali,  o politici. Gli studi stanno dimostrando che, mediamente, il “top management” attribuisce troppa importanza alla “fiducia”, una grande percentuale di manager mantiene in considerazione troppo pesantemente la propria autostima,  al contrario facendo poco affidamento sui, cosiddetti,  segnali pubblici. Se ciò è vero,  allora le conseguenti previsioni di questi manager evidenzierebbero una propensione verso maggiori tassi di errore che influenzano le loro decisioni. Si sta scoprendo, inoltre,  che l’errore di previsione nel management è strettamente correlato con il suo successo ottenuto in passato come manager. Le decisioni prese da questi manager, troppo sicuri di sé, dimostrano di essere state prese con un tasso di divergenza tanto maggiore delle considerazioni degli analisti quanto queste analisi che gli vengono sottoposte in aiuto si rivelano molto accurate.

Per concludere, la conoscenza approfondita di questi studi potrà essere significativa ed importante per capire alcune delle cause che sono alla base dei tanti disastri finanziari, economici e di gestione politica ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni?

Forse, per un change management efficace, l’Eccesso di fiducia dovrebbe essere bilanciato da una buona dose di Paranoia Costruttiva?

​​Al lettore le sue considerazioni …
​[*] PER INTRODURRE LA CONOSCENZA DI QUEST’ARGOMENTO ABBIAMO SELEZIONATO UN ARTICOLO PUBBLICATO, NEL 2011,  DA “SEED” DI JAMES FOWLER E DOMINIC JOHNSON. 
[**] FROM: “HUMANS ARE OVERCONFIDENT CREATURES …” DI J. FOWLER & D. JOHNSON,  TRADUZIONE ED ADATTAMENTO DI V. DUBLINO

- DANIEL KAHNEMAN, PSICOLOGO COGNITIVO, PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA NEL 2002 «PER AVERE INTEGRATO RISULTATI DELLA RICERCA PSICOLOGICA NELLA SCIENZA ECONOMICA, SPECIALMENTE IN MERITO AL GIUDIZIO UMANO E ALLA TEORIA DELLE DECISIONI IN CONDIZIONI D'INCERTEZZA»
- JAMES FOWLER, PROFESSORE DI GENETICA MEDICA E SCIENZE POLITICHE @ UNIVERSITY OF CALIFORNIA, SAN DIEGO
- DOMINIC JOHNSON, PROFESSORE IN BIOLOGIA EVOLUTIVA E SCIENZE POLITICHE @ UNIVERSITÀ DI EDINBURGO.   
 

ALTRE REFERENZE
- D.K.SHERMAN (UNIVERSITY OF CALIFORNIA, SANTA BARBARA)& G.L. COHEN (YALE UNIVERSITY), "THE PSYCHOLOGY OF SELF-DEFENSE: SELF-AFFIRMATION THEORY", (2006), IN M. P. ZANNA (ED.) ADVANCES IN EXPERIMENTAL SOCIAL PSYCHOLOGY (VOL. 38, PP. 183-242). SAN DIEGO, CA: ACADEMIC PRESS 

- D.JOHNSON (UNIVERSITY OF EDINBURGH) & R.MCDERMOTT (DEPARTMENT OF POLITICAL SCIENCE, BROWN UNIVERSITY) & J.COWDEN (DEPARTMENT OF SOCIAL WORK SJSU, SAN JOSÉ, CA) & D.TINGLEY (DEPARTMENT OF GOVERNMENT, HARVARD UNIVERSITY), "DEAD CERTAIN. CONFIDENCE AND CONSERVATISM PREDICT AGGRESSION IN SIMULATED INTERNATIONAL CRISIS DECISION-MAKING", (2012) SPRINGER SCIENCE+BUSINESS MEDIA; 

- C.CAMERER (DIVISION OF THE HUMANITIES AND SOCIAL SCIENCES, CALIFORNIA INSTITUTE OF TECHNOLOGY, PASADENA) & D. LOVALLO (WHARTON SCHOOL, UNIVERSITY OF PENNSYLVANIA, PHILADELPHIA), “OVERCONFIDENCE AND EXCESS ENTRY: AN EXPERIMENTAL APPROACH",(2011) AMERICAN ECONOMIC ASSOCIATION

- J.CLARK & L.FRIESEN, "OVERCONFIDENCE IN FORECAST OF OWN PERFORMANCE: AN EXPERIMENTAL STUDY",(2006) DEPARTMENT OF ECONOMICS, COLLEGE OF BUSINESS AND ECONOMICS, UNIVERSITY OF CANTERBURY CHRISTCHURCH, NEW ZEALAND 

- G. HILARY (ASSOCIATE PROFESSOR OF ACCOUNTING AND CONTROL AT INSEAD, FRANCE)  & C. HSU (ASSISTANT PROFESSOR AT HONG KONG UNIVERSITY OF SCIENCE AND TECHNOLOGY, HONG KONG), "ENDOGENOUS OVERCONFIDENCE IN MANAGERIAL FORECASTS",(2011) JOURNAL OF ACCOUNTING AND ECONOMICS 

- "CHALLENGING THE CONSENSUS – PLAYING THE DEVIL’S ADVOCATE", (2013)  ISRAEL DEFENCE FORCE’S INTELLIGENCE CONTROL DIVISION   ​​

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