Il Dilemma delle Cassandre


Viviamo tempi bui ..? Noi, ‘maledette‘ Cassandre, abbiamo davvero completamente fallito finora?

Cambiamenti climatici e disastri ambientali, pandemia e scontri sociali, guerre (senza pace) e profughi, aumento della popolazione mondiale ed immigrazioni … chi più ne ha più ne metta. Il tutto ‘condito’ da una nuova rivoluzione industriale con evidenti difficoltà nel comprendere e gestire i cambiamenti in tante organizzazioni sociali, in particolare quelle politiche … sembrebbe proprio che ci troviamo a vivere in un processo irreversibile, tuttavia non ce ne rendiamo conto.

In alcuni miei articoli cito le riflessioni dell’antropologo Jared Diamond che descrive le cause del Collasso di alcune civilità del passato. Egli ci fa riflettere su alcuni scenari ricorrenti in cui si sono trovate queste Civiltà: molte popolazioni hanno visto la loro Civiltà estinguersi per il loro “Collasso”, si sono trovate nel corso della loro Storia in una delle seguenti condizioni: 

  1. il gruppo non riesce a prevedere il sopraggiungere del problema;
  2. non si accorge che il problema esiste;
  3. se ne accorge, ma non prova a risolverlo;
  4. cerca di risolverlo, ma non ci riesce

Ce ne siamo accorti?

Sembrerebbe di si! Nel 2015, centoventicinque paesi membri dell’ONU (praticamente tutte le nazioni) hanno firmato un’accordo che ha definito i 17 obiettivi della famosa Agenda 2030. Diciasette macro aree (che inglobano numerosi sotto-obiettivi) in cui si è compreso che è diventato oramai indispensabile esercitare una efficace ed efficiente informazione sui Cittadini, ed operare azioni per lo Sviluppo sostenibile in un piano globale per le Persone e il Pianeta: per la prosperità dell’Umanità, scongiurando il pericolo di un Collasso della nostra Civiltà.

In accordo con degli amici, professionisti della comunicazione e l’informazione e delle scienze sociali e cognitive, abbiamo deciso di elaborare e sperimentare dei progetti con l’obiettivo di poter dare anche il nostro piccolo contributo a quelle attività di sensibilizzazione del Cittadino tese a promuovere i contenuti di questi 17 obiettivi.

Nell’ambito di queste sperimentazioni è ovviamente compreso anche l’impiego di strumenti per l’informazione quali i social media. Nel perseguimento di questi obiettivi, ogniuno di noi, dunque, cerca di usare questi strumenti nell’ambito della propria rete (virtuale) relazionale, riprendendoli fisicamente anche nelle interazioni sociali fisiche, postando contenuti a sfondo sociale e filosofico, così come altri che afferiscono allo studio delle scienze cognitive o che introducono alla conoscenza delle nuove tecnologie, e via dicendo. Insomma ciò che crediamo sia utile nell’ambito di una sana attività di ‘attivismo di conoscenza’, necessaria a contrastare una generale disinformazione sui temi, e tentando, al contempo, di incrementare quella consapevolezza necessaria, non solo, a prendere coscienza dei problemi in atto, ma anche di alcune delle cause che generano questi problemi.

Dunque, risulta evidente che il registro comunicativo che talvolta impieghiamo nella elaborazione dei nostri contenuti faccia percepire in chi non è già vicino e sensibile ai temi che trattiamo, i nostri contenuti come previsioni catastrofiche, da un lato, e banali esercizi di saccenza meta-fisica dall’altro. Inducendo in noi frustranti sentimenti le cui cause in psicologia vengono spiegate nel Dilemma di Cassandra.

Non è un caso, che qualche amico, poco ipocrita, abbia avuto il coraggio di schernirmi ‘accusandomi’ appunto di sembrare una Casssandra, per la passione e la veemenza che impiego quando mi relaziono, sia virtualmente che fisicamente, quando tratto questi temi.

Ciò mi ha spinto a chiedermi se effettivamente fossi io affetto da una sindrome psicologica, la Sindrome di Cassandra, oppure fosse in atto quel fenomeno collettivo che era già conosciuto dagli antichi, e oggi riportato dal succitato Diamond, nel significato della Metafora di Cassandra?

Ma chi era Cassandra?

Nella mitologia greca, Cassandra era la figlia del re Priamo e della regina Ecuba di Troia. La sua bellezza era così straordinaria che Apollo si innamorò di lei e come dono per mostrare la sua devozione, le concesse la capacità di conoscere il futuro. Ma quando Cassandra rifiutò il suo amore, Apollo la maledisse facendo in modo che nessuno credesse mai alle sue predizioni. Cassandra aveva una perfetta conoscenza del futuro, aveva persino avvertito i Troiani del cavallo di Troia,  e tuttavia nessuno le avrebbe mai creduto – fu colpita dunque da una maledizione estremamente  frustrante.

Oggi, questa stessa estrema frustrazione è condivisa da molte persone che leggono a lungo, studiano attentamente le cause della nostra crisi di sostenibilità in corso. Queste moderne Cassandre comprendono chiaramente che se continuano senza sosta le attuali tendenze in termini di cambiamenti  del clima, l’uso dei combustibili fossili, l’uso indiscriminato dell’acqua e il degrado del suolo, combinate con una popolazione umana in rapido aumento, tutto ciò si tradurrà presto in un disastro di proporzioni inimmaginabili.

Queste frustrate Cassandre studiano i fatti, hanno integrato tutte le informazioni e fanno i conti. La conclusione è chiara: se non agiamo presto, entro pochi decenni sperimenteremo una moria umana violenta, caotica e di massa.

Quelli di noi, le Cassandre maledette,  che hanno trascorso le molte, molte ore leggendo, studiando e discutendo questo problema sono giunti praticamente tutti alla stessa conclusione. Tuttavia, tutti coloro che tentano di mettere in guardia il pubblico in generale, tutti sperimentano la stessa risposta. Il pubblico meno informato (e per questo ‘ignorante’ sui temi) semplicemente non ci crede. Spesso sostengono che sicuramente ci sbagliamo, anche se spesso sono fondamentalmente inconsapevoli dei fatti in corso.

Questo Dilemma di Cassandra che affrontiamo quotidianamente è esso stesso un argomento molto dibattuto e discusso all’interno di alcune comunità come quella degli attivisti per la sostenibilità, così come per coloro che studiano le scienze cognitive.  
“Perché non ascoltano? Perché non si riesce a convincere a leggere anche le informazioni più basilari sul problema? Come si può farli svegliare per renderli coscienti del pericolo?

Sfortunatamente una crisi che si sviluppa al rallentatore è facile da ignorare. Ogni giorno che va e viene, i danni dovuti al consumo delle energie fossili, la crescita della popolazione, il degrado del suolo, la scarsità d’acqua e lo sconvolgimento climatico non sembrano essere peggiori del giorno prima.

Una parte delle persone non nota il graduale, ma inesorabile deterioramento del sistema di supporto vitale del nostro pianeta. Non si rendono conto che le risorse della terra non sono infinite. Per la maggior parte di loro, i loro problemi nel corto termine sopraffanno qualsiasi desiderio di considerare i problemi a lungo termine. Altre persone, invece, semplicemente non sono affatto, cognitivamente in grado di cogliere le eventuali implicazioni a lungo termine. La maggior parte delle persone è completamente impegnata nei propri problemi quotidiani e ha poco tempo o energia per pensare a un problema che non avrà un impatto su di loro per diversi decenni nel futuro. Il loro approccio è dire: “non mi interessa. Ho già abbastanza cose di cui preoccuparmi”.

Per tutti questi, l’apatia, la negazione e la falsa speranza oscurano la realtà del pericolo che li attende. La domanda essenziale diventa allora: come possono essere mai superate le apatie, le negazioni e le false speranze di tanta gente? Continuando, imperterriti, a continuare il nostro lavoro di Cassandre: “perchè ce ne siamo accorti e proviamo a contribuire a risolvere il sopraggiungere di un ‘grande’ problema”

E,forse, riusciremo anche far capire che il Piano Next Generation UE e il conseguente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono stati definiti in gran parte sulla base dell’Agenda ONU 2030.


Il Dilemma delle Cassandre – Collasso > parte 4

leggi anche

Collasso > parte 1
Collasso > parte 2
Collasso > parte 3 

leggi anche i contenuti in https://www.societa50.org/

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