COLLASSO …? (parte 1)

 “NON CI SONO PIU’ SCUSE PER NON AGIRE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI”

La famosa ragazzina svedese attivista ecologica, Greta Thunberg, lancia un appello per sollecitare i governi all’azione  perchè …: “NON CI SONO PIU’ SCUSE PER NON AGIRE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI”.

"Quando avevo più o meno otto anni, sentii parlare per la prima volta del cambiamento climatico, o riscaldamento globale. Era stato creato dagli uomini, a quanto pareva, col nostro stile di vita. Mi fu chiesto di spegnere le luci, per risparmiare energia; e di riciclare la carta, per risparmiare risorse. Ricordo di aver pensato quanto fosse strano che gli umani - una specie animale tra le tante possibili - fossero in grado di alterare il clima mondiale. Perché se così fosse, se davvero stesse succedendo, di certo non parleremmo di altro. Non appena accendete la TV, ogni trasmissione parlerebbe di questo. Radio, giornali, servizi televisivi: non dovreste leggere o sentire altro, quasi fosse in corso una guerra mondiale. Ma nessuno ne parlava, mai. Se la combustione di fonti fossili fosse una minaccia esistenziale, come potremmo mantenere lo status quo? Perché non sono state imposte restrizioni? Perché non è stato reso illegale?"
(per i sottotitoli in italiano, cliccate l'icona con i tre pallini-  in basso a destra della finestra del video)

Sebbene il suo appello sia stato raccolto da milioni di giovani  (e non giovani) che, preoccupati per il loro futuro, sono scesi in piazza ad urlare il loro disappunto contro l’ignavia, contemporaneamente è partita a livello globale  una CONTRO-campagna denigratoria contro la ragazzina svedese e il movimento di protesta.

PERCHE?

Come ho già avuto modo di introdurre in un mio precedente post, l’antropologo, naturalista e divulgatore scientifico Jared Diamond nel suo saggio “Collasso” ci spiega come reazioni analoghe (cioè di una diffusa incredulità, di massa,  nelle cause di un eventuale collasso della propria civiltà) siano state ricorrenti nella Storia dell’Umanità. Diamond ci spiega attraverso alcune descrizioni storiche (come la deforestazione dell’Isola di Pasqua; l’estinzione dei Maya o l’attuale situazione dello stato del Montana) che già in passato alcuni popoli si sono trovati di fronte ai seguenti scenari, ed alcuni di questi sono appunto “COLLASSATI”, estinguendosi.

  1. il gruppo non riesce a prevedere il sopraggiungere del problema;
  2. non si accorge che il problema esiste;
  3. se ne accorge, ma non prova a risolverlo;
  4. cerca di risolverlo, ma non ci riesce.

Ecco di seguito alcuni passi del suo Saggio (*)

“Le tradizioni orali tramandate dai pochi superstiti isolani di Pasqua e le indagini archeologiche concordano nell’affermare che la superfizie dell’Isola di Pasqua era un tempo divisa in 11 o 12 zone, ogni una appartenente ad un Clan (…)  [Tra le cause della caduta della Civiltà dei Polinesiani di Pasqua n.d.r.] rimangono solo due gruppi di cause: da un lato l’impatto ambientale, in particolar modo la deforestazione e l’estinzione indotta dall’uomo delle specie native; dall’altro i fattori politici, sociali e religiosi che, indirettamente, portarono a comportamenti distruttivi (…)
(…) Per il loro completo isolamento, gli abitanti dell’Isola di Pasqua costituiscono un chiaro esempio di Società che si autodistrusse attraverso lo sfruttamento eccessivo delle sue Risorse
(…) I paralleli che si possono tracciare tra l’isola di Pasqua e il mondo moderno sono cosi ovvi da apparirci agghiaccianti.
Grazie alla globalizzazione, al commercio internazionale, agli aerei reazione e a Internet, tutti i paesi sulla faccia della Terra condividono, oggi, le loro risorse e interagiscono, proprio come i dodici clan dell’isola di Pasqua, sperduti nell’immenso Pacifico come la Terra è sperduta nello spazio.
Quando gli indigeni si trovarono in difficoltà, non poterono fuggire ne cercare aiuto al di fuori dell’isola, come non potremmo noi, abitanti della Terra, cercare soccorso altrove, se i problemi dovessero aumentare. Il crollo dell’isola di Pasqua, secondo i più pessimisti, potrebbe indicarci ii destino dell’umanità nel prossimo Futuro.
Naturalmente, le differenze tra noi e i Polinesiani del XVII secolo sono molte.
Alcune non sono di buon auspicio: per esempio, se poche migliaia di uomini, in possesso soltanto di strumenti di pietra e della loro forza muscolare, sono riusciti a distruggere il loro ambiente, quali disastri potrebbero fare miliardi di persone, dotati di strumenti metallici e del potere delle macchine?”

Nella seconda parte di questo post, scriverò dell’estinzione dei Maya, così come ce la racconta Diamond.

(*) Jared Mason Diamond (nato 10 Settembre 1937) è uno scienziato americano e autore noto per i suoi popolari libri di scienza, tra cui “Armi, acciaio e Malattie” (1997) per il quale ha ottenuto il Premio Pulitzer: in tale opera esplora i fattori geografici, culturali, ambientali e tecnologici che portarono alla dominazione della cultura occidentale sul mondo e ipotizza un nuovo tipo di storia basato sulla scienza che può formulare previsioni piuttosto che semplicemente descrivere “un maledetto fatto dopo l'altro”. 
Con primi studi in fisiologia, il lavoro di Diamond è riconosciuto per la sua ricerca che negli anni ha svolto in una varietà di settori, tra cui l'antropologia, l’ecologia, la geografia e la biologia evolutiva. 
A partire dal 2013, dopo l’Università di Cambridge, è stato chiamato professore di Geografia presso l'Università della California, Los Angeles. E' stato descritto come " il geografo più noto d'America". 
Nel 2005 scrive “Collasso”, in questo saggio Diamond cerca di capire come i collassi delle civiltà del passato siano accaduti, e ci pone la riflessione: riuscirà la Società Contemporanea ad imparare le lezioni del Passato evitando disastri analoghi nel Futuro?!

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