Il Digital Divide (Culturale) e le nuove forme di Partecipazione (Politica)


I risultati di recenti indagini sociologiche dimostrano che la creazione di contenuti politici sui media sociali dipende dal livello di istruzione (in Cultura Digitale) degli Utenti, e dalla frequenza nell’uso della rete digitale; a prescindere dal livello di reddito finanziario.

Training formativi di base, intensità d’uso delle nuove tecnologie, allenamento e sviluppo di competenze sono fattori capaci di generare capitale sociale e politico tra i cittadini che interagiscono sui social network.

Le Persone che si rivelano più ‘educate’ ad usare con competenza i social media (internet) sono più avvantaggiati di quelli che non hanno (o ne hanno poca) una spiccata attitudine all’uso delle tecnologie digitali; questi ultimi possono addirittura essere classificati come parte costituente la cosiddetta ‘popolazione vulnerabile’.

Questo fenomeno evidenzia l’emergere di un Digital Divide (Culturale) capace di influenzare il potenziale democratico delle piattaforme media sociali, in quanto la corretta comprensione delle loro caratteristiche è propria di alcuni cittadini più di Altri.

Il web 2.0, nonostante possa essere creduto un ‘equalizzatore sociale’, attualmente si sta rivelando non solo uno strumento di rafforzo delle disuguaglianze esistenti, ma anche il dispositivo capace di espanderle.

Se è vero che i social media possono consentire l’empowerment dei cittadini, non è detto che questo fenomeno si verifichi automaticamente, poiché non tutti hanno uguale accesso al potenziale uso di queste piattaforme.

Il riconoscimento di ‘esistenza di settori vulnerabili’ nella popolazione  dimostra anche l’esistenza di una stratificazione sociale (diseguaglianza) generata dai social media,  e che esiste una distribuzione asimmetrica nella popolazione del potere civico.

Coloro che detengono posizioni sociali privilegiate a causa del loro livello di istruzione (digitale) e nell’uso frequente di Internet, hanno un evidente vantaggio rispetto agli Altri, dunque la loro potenziale ‘superiorità’ si rafforza.

La distanza (diseguaglianza) tra questi i tipi di (e-)cittadini, si evidenzia nell’ambiente digitale anche per quanto riguarda la produzione (e la condivisione) di Contenuti politici.

L’analisi dei dati statistici di alcune recenti ricerche consolidano evidenze riportate in letteratura relativamente allo impatto che il livello di educazione (al digitale) ha sulla produzione di contenuti e di distribuzione delle informazioni politiche tra i Cittadini” (Schradie; Blank).

La Formazione si rivela dunque come un fattore critico condizionante:  cioè che può escludere e limitare il potenziale democratico dei social media nel caso sia carente; altresì si conferma che ad un basso livello di reddito si riscontra anche un debole impatto sulla produzione (e la distribuzione) tra i Cittadini di Contenuti d’informazione politica. Il Digital Divide non è una questione dovuta al ‘Capitale finanziario’, piuttosto al ‘Capitale culturale, in particolare al ‘Capitale educativo’.

La generazione di queste asimmetrie implica un potenziale deficit democratico: l’accesso alla cittadinanza digitale e al suo utilizzo sono condizionati da fattori dovuti al ‘gap digitale’; questo divario (digitale)  è dovuto principalmente al deficit formativo che affligge parte della popolazione, soprattutto quella  over 50 anni; che pone i Cittadini con un livello di istruzione (al digitale) inferiore rispetto ai cosiddetti nati digitali in uno stato di potenziale vulnerabilità.

Una ‘vulnerabilità’ che si traduce in una potenziale esclusione dalla Società dell’Informazione e che induce all’’impossibilità di godere dei pieni diritti dell’emergente e-Democrazia.

E’ con questa consapevolezza sviluppata in oltre 20 anni di ricerca nel campo della Cultura Digitale che intendiamo continuare le nostre attività di contrasto al Digital Divide Culturale.

References 

- Jen Schradie , "The Digital Production Gap: The Digital Divide and Web 2.0 Collide", 2011, Department of Sociology Berkeley Center for New Media University of California - Berkeley
- William H. Dutton\Grant Blank,"Cultures of the Internet: The Internet in Britain", Oxford Internet Survey 2013 Report, University of Oxford, UK
- Grant Blank\Darja Groselje,"Examining Internet Use Through a Weberian Lens", 2015, Oxford Internet Institute, University of Oxford, UK
- William H. Dutton\Ginette Law\Gillian Bolsover\Soumitra Dutta, "The Internet Trust Bubble Global Values, Beliefs and Practices", 2013,  World Economic Forum
- Christian Pieter Hoffmann\Christoph Lutz\Miriam Meckel, "Content Creation on the Internet A Social Cognitive Perspective on the Participation Divide", 2015, Information, Communication & Society, Routledge

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