TECNOLOGIE EMOTIVE. Possono i nuovi media e le tecnologie creative digitali essere impiegate per supportare nuove forme di esperienze emozionali?

Un sempre maggiore interesse da parte della scienza si sta rivolgendo verso lo studio dell’influenza delle “Emozioni positive” nei processi di regolazione dello stress

Possono i nuovi media e le tecnologie creative digitali essere impiegate per supportare nuove forme di  esperienze emozionali?

La ricerca scientifica ci apre prospettive e visioni futuristiche sorprendenti.

Come suggerisce Brenda K. Wiederhold [1], le ricerche in questo nuovo campo delle Neuroscienze e della Psicologia Cognitiva chiamata “CyberPsichology” dimostrano sperimentalmente  che le  tecnologie digitali e i nuovi media hanno in effetti un grande potenziale quali strumenti  di “Induzione emotiva” aprendo la possibilità  “di una diffusione planetaria di tecnologie emotive in grado di migliorare la Qualità della Vita” [3].

La ricerca scientifica ha dimostrato che, nel perseguimento di un buono stato psicofisico (condizione tra l’altro  determinante  nel rendere un individuo socialmente attivo nello stabilire buone relazioni con gli altri individui) lo stress e le emozioni sono fattori critici che prendono un ruolo determinante nel raggiungimento di una condizione di buona o scarsa Qualità di Vita. Il ruolo delle emozioni e il controllo dello stress, quindi, negli ultimi anni stanno assumendo sempre più importanza nella ricerca scientifica applicata alla comprensione e alla definizione dei meccanismi neurofisiologici, biochimici e psichici in grado di influenzare positivamente o negativamente lo stato di salute generale dell’Individuo.

“Una delle teorie dominanti che cerca di spiegare i meccanismi per cui le emozioni positive sono importanti per la sopravvivenza è la Broadenand- Build Theory of Positive Emotions (Fredrickson, 1998; 2001). La flessibilità cognitiva, evidente durante gli stati emozionali positivi, risulta nella creazione di risorse che diventano utili in ogni momento. Anche se uno stato emozionale positivo è solo momentaneo, i benefici durano e hanno un impatto sulle dimensioni di tratto, sui legami sociali e sulle abilità che resistono nel futuro (Fredrickson, 2009).” [3]

Un sempre maggiore interesse da parte della scienza che si occupa di questi problemi  si sta rivolgendo verso lo studio dell’influenza delle “Emozioni positive” nei processi di regolazione dello stress.

In campo medico  i risultati di numerose ricerche svolte sembrano confermare come il “buon umore” [4] possa influire sullo stato generale del paziente e favorire l’organismo nella guarigione da una patologia, non solo  contribuire a mantenerlo sano.

Recenti studi in Neurofisiologia chimica  hanno dimostrato, infatti,  che  alcune parti del Cervello,  come il Locus Coeruleus [5],  opportunamente stimolate da fattori ambientali esterni “positivi” per la sfera psichica dell’Uomo (come ad esempio fattori agenti che provochino la “risata”) siano in condizione di contrastare gli stati depressivi enfatizzando il rilascio di particolari sostanze chimiche a scapito di altre . Le discipline medico-scientifiche che studiano questi fenomeni sono  la PsicoNeuroImmunologia[6] e la NeuroPsicoEndocrinologia che si occupano di definire le interazioni circolari che intercorrono tra la chimica dell’organismo umano e le neuroscienze in funzione degli stati emotivi dell’Uomo.  Queste aree di ricerca stanno indagando sulla concreta possibilità che le “Emozioni negative” abbiano effetti immuno-depressivi,  mentre, al contrario,  le “Emozioni positive” risultino avere effetti benefici sull’intero stato generale di salute psico-fisica degli individui contribuendo a mantenere un sistema immunitario efficiente.

Sono state messe a punto diverse tecniche di controllo delle emozioni  in grado di regolare lo stress negativo (distress). Ovviamente, nello sviluppo della nostra ricerca di base applicata allo sviluppo del nostro progetto,  il nostro interesse si focalizza su quelle tecniche che rientrano nell’area cognitivo-comportamentale. In particolare, raccordandoci a quanto già trattato più sopra, ci soffermiamo sulle cosiddette Tecniche di visualizzazione: che si basano sulla concezione multidimensionale  dell’Intelligenza umana che definisce l’esistenza  di diverse “Intelligenze specializzate”  [7].

L’intelligenza visiva, definita da Ian Robertson [8]  è una di quelle abilità cognitive correlata alla capacità di Immaginazione, più o meno sviluppata in ogni Individuo. Le esperienze, quindi, possono essere “immaginate” , raggruppandole in tre categorie: quelle relative alle “Percezioni  sensoriali” (indotte da uno o più dei 5 sensi);  quelle connesse con le capacità  “Propriocettive” e  le “Cinestesiche”. L’intelligenza visiva può essere potenziata (in particolare lungo le fasi dello sviluppo) e mantenuta attraverso un allenamento indotto da stimoli adeguati tra cui si evidenziano quelli che afferiscono alle arti visive, la musica e lo sport. I recenti studi che si sono attivati dopo la scoperta dei “Neuroni Specchio” ci stanno offrendo l’opportunità di progettare e sperimentare opportune tecniche tese al perseguimento di questi scopi, è stato dimostrato che tali tecniche di visualizzazione possono aiutare a contrastare esperienze ed emozioni negative (quindi causa di “distress”) fornendo all’individuo il vissuto di esperienze positive.

Note
[1] Wiederhold B.K.: Direttore Virtual Reality Medical Institute, Belgio 

[2] L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la Qualità della vita come uno stato multidimensionale dell’Individuo in  cui il Benessere viene raggiunto non solo per l’assenza di malattie, piuttosto  attraverso il perseguimento di un complessivo  stato soggettivo di buona salute fisica, buono stato psicologico e buone relazioni sociali.      

[3] Villani D., Grassi A. & Riva G. (2011), Tecnologie Emotive, Edizioni Universitarie LED.   

[4]  come riscontrato   dagli esiti della ricerca empirica sulla “terapia del sorriso”. 

[5] Un nucleo situato nel Tronco encefalico tra il Mesencefalo e ponte di Varolio. E’ stato osservato che questa parte del Cervello  si attiva in modo particolare prima di ogni guarigione.  Questo centro viene inattivato da stimoli monotoni e viene attivato da stimoli insoliti. È dimostrato che la stimolazione del Locus Caeuleus inneschi nell’organismo reazioni antidepressive. Locus coeruleus rilascia noradrenalina quando una serie di cambiamenti fisiologici sono attivati da un evento. La noradrenalina dal Locus coeruleus ha un effetto eccitatorio sulla maggior parte del cervello, attivando l'eccitazione e l'innesco dei neuroni. Le connessioni nervose di questo nucleo raggiungono il midollo spinale, il tronco cerebrale ,il cervelletto, l'ipotalamo, i nuclei relay del talamo, l'amigdala, la base del telencefalo, e la corteccia cerebrale. Attraverso le connessioni con la corteccia frontale e la corteccia temporale, il talamo e l'ipotalamo il Locus Coeruleus è coinvolto nella regolazione dell'attenzione, ciclo sonno-veglia, nell'apprendimento e nella percezione del dolore, nella genesi dell'ansia e nella regolazione dell'umore. Sono stati osservati altissimi addensamenti di Recettori oppioidi nel locus coeruleus, ed è stato studiato come sostanze psichedeliche ne potenzino l'eccitazione. Le sostanze allucinogene non fanno comunque eccitare spontaneamente i neuroni del locus coeruleus in assenza di stimoli sensoriali, per cui si può supporre che esse interagiscano con un insieme differente di neuroni che stabiliscono un contatto diretto con il locus. Poiché il locus coeruleus è un meccanismo a “imbuto” che integra tutti i messaggi sensoriali provenienti dagli organi di senso in un sistema unico di eccitazione generalizzato, la sua alterata eccitazione farà provare sensazioni che travalicano i confini delle differenti modalità percettive caratterizzando  il fenomeno cosiddetto:  Sinestesia.

[6] PNI: PsicoNeuroImmunologia. What is PsychoNeuroImmunology? It is the interaction between psychological process, nervous system and immune system,  the interaction can occur 2 directions: psychology can affect immune system and immune system can affect psychology too; it is the  interaction between body, brain and environment and the interaction between immune molecules, neuroendocrine and neurochemistry. “Research has indicated that an inextricable chemical link exists between our emotions, which includes all stress in our lives, both good and bad, and the regulatory systems of the endocrine and immune systems through the central nervous system. This research emphasises the importance of expressing our emotions both verbally and physically in an appropriate way. When strong emotions generate fear, anger or rage and these are not expressed in a healthy way then the body's natural response is that of the sympathetic nervous system as demonstrated in Cannon's research on homeostasis and the fight or flight syndrome. At this point, inappropriate storing of these stressful emotions produces an excess of epinephrine. This excess of epinephrine causes a chemical breakdown, resulting in internal weakening of the immune system and an increased potential for disease. “Negative emotions can intensify a variety of health threats. Research provide a broad framework relating negative emotions to a range of diseases whose onset and course may be influenced by the immune system; inflammation has been linked to a spectrum of conditions associated with aging, including cardiovascular disease, osteoporosis, arthritis, type 2 diabetes, certain cancers, Alzheimer's disease, frailty and functional decline, and periodontal disease. Production of proinflammatory cytokines that influence these and other conditions can be directly stimulated by negative emotions and stressful experiences. Additionally, negative emotions also contribute to prolonged infection and delayed wound healing, processes that fuel sustained proinflammatory cytokine production. Accordingly, “we argue [Kiecolt-Glaser J.K., McGuire L., Robles T.F., Glaser R. (2002) in  “Emotions, morbidity, and mortality: new perspectives from psychoneuroimmunology”] that distress-related immune dysregulation may be one core mechanism behind a large and diverse set of health risks associated with negative emotions. Resources such as close personal relationships that diminish negative emotions enhance health in part through their positive impact on immune and endocrine regulation. It is reviewed [Guidi L., Tricerri A., Frasca D., Vangeli M., Errani A.R., Bartoloni C. (1998) in “Psychoneuroimmunology and aging”.] “the relationships between psychological stress and depression and immunological functions, with particular regard to those aspects pertinent to the aging process. The clinical relevance of these interactions remains to be elucidated, but the high frequency in the aged of autoimmune, infectious, and neoplastic diseases suggests to focus on the psychoneuroimmune interactions in the old age.”    PNI, A scientific discipline which sees the human organism as a "whole", a network of connected processes, and not an ensemble of separated parts. Body and soul, an unique ensemble which can be influenced by the individual psychic identity and from the surrounding social, natural and cultural environments, activating biochemical processes which regulate the function of the organism, giving a state of comfort or discomfort. Inter alia, it has the merit of integrating a coherent vision with all of the latest scientific discoveries in the medical field. It is a continously and quickly evolving science, which discorvers more and more therapeutic tools. It is presenting, to the scientific community, incredible discoveries up to the possibility of motivating (for the agnostic) "miraculous healing". And behind these, which can appear as strangeness, we see the birth of more and more effective therapies, which are more and more often "natural". The PNI deals with a wide range view, it aims to analyze those phenomena, integrating the details of wider overview. Not only in the relations among system, cells and elctric and chemical messages, but also in the interactions between and the environment, It studies the healthy organism before it gets the disease, because the aim is to restore health.

[7]

[8]

Reference: 

-  Fredrickson B. L. (2001), The Role of Positive Emotion in Positive Psycology , The Broaden-and-Build-Theory of Positive Emotions; University of Michigan

-  Fredrickson B. L. (2002), How Does Religion Benefit Health and Well-Being? Are Positive Emotions Active Ingredients?;  Department of Psychology,  University of Michigan

-  Fredrickson B. L. (2009), Positivity; Crown Publisher New York

- Pressman, S. D. & Cohen, S. (2005),  Does positive affect influence health?;  Psychological Bulletin

- Pressman, S. D. & Cohen, S. (2006),  Positive affect  and  health?;  Current Direction in Psychological Science

- Villani D. , Grassi A., Riva G. (2011) , Tecnologie Emotive; Edizioni LED

- Wiederhold B. K. (2011), Preface Toward Emotional Technologies; edizioni LED

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