Quando la Cultura diventa infrastruttura. La Palingenesi della Tradizione.

Antropologia applicata, mondo V.U.C.A. e politica del III millennio Viviamo in un mondo instabile, frammentato, difficile da decifrare.Lo chiamiamo V.U.C.A.: volatilità, incertezza, complessità, ambiguità. Eppure continuiamo a progettare innovazione, politiche pubbliche e perfino etica come se il problema fosse solo spiegare meglio, convincere di più, decidere più in fretta. Forse è qui l’errore. Il vero... Continua a leggere →

Mark Carney a Davos. Quando l’ordine diventa una frase detta per abitudine

Ci sono frasi che, a forza di ripeterle, smettono di spiegare il mondo. Non descrivono più la realtà: la coprono. “Ordine internazionale basato sulle regole” è una di queste. A Davos, Mark Carney non ha fatto un discorso rituale. Ha fatto qualcosa di più scomodo: ha detto che non siamo in una transizione, ma in una rottura. E per spiegarsi ha tirato fuori Václav Havel e la storia del droghiere che espone un cartello ideologico non perché ci crede, ma perché “così si fa”. Quando una formula diventa solo un gesto automatico, il problema non è geopolitico. È simbolico. È il momento in cui le parole smettono di tenere insieme la realtà.

La felicità come sistema vivente

La felicità non si misura. Si coltiva. È un atto politico, biologico e spirituale insieme. Jonathan Haidt la chiama ipotesi, ma la sua è una rivoluzione silenziosa: la felicità non è un’emozione o un privilegio, è una competenza che unisce mente, corpo, relazioni e senso. Dalla psicologia positiva alla PNEI, dal pensiero di Filangieri al Ministero della Felicità, fino alla lezione di Stefano Bartolini, tutto converge verso un’unica idea: la felicità è un ecosistema, non un sentimento. È equilibrio tra il cavaliere e l’elefante che vivono nella nostra mente, tra libertà e appartenenza, tra benessere personale e responsabilità collettiva. Non basta cercarla dentro di sé: occorre costruirla tra le persone, nelle istituzioni, nella cultura. Perché la felicità, è un diritto primario e inalienabile, ma anche un dovere verso la comunità che ci sostiene.

In Italia sappiamo immaginare il futuro ..?

In molti Paesi la fantascienza non è un’evasione, ma una palestra del pensiero. Serve a immaginare ciò che ancora non esiste, a trasformare la paura del domani in linguaggio condiviso. Negli Stati Uniti la scienza diventa cinema, in Giappone diventa catarsi, in Corea e in Francia diventa critica sociale o poesia visiva. Da Star Wars a Ghost in the Shell, da Matrix a Snowpiercer, il futuro è diventato un mito collettivo, un esercizio di visione. E l’Italia? Noi abbiamo custodito la memoria, ma abbiamo smesso di immaginare. Abbiamo avuto Leonardo, Bruno, Campanella, Galileo, menti capaci di vedere oltre il loro tempo, ma pochi capaci di tradurre quel genio in racconto, in cinema, in visione popolare. E ancora oggi, mentre le università americane spiegano la fisica quantistica attraverso Interstellar o Ant-Man, noi ci perdiamo in mostre e convegni che parlano di scienza senza farla immaginare. Forse non ci manca la creatività, ma il coraggio di raccontarla. Abbiamo imparato a ricordare, non a prevedere. E il nostro futuro, come uno specchio coperto di polvere, aspetta solo di essere guardato di nuovo.

La Tempesta informativa

Come nasce, si propaga e si dissolve una notizia nell’era della percezione (Caso di studio: il presunto “piano segreto di Berlino” pubblicato sulla rete da stampa online) Nel giro di poche ore, una notizia esplode in rete: la Berliner Zeitung rivela un documento “top secret” secondo cui gli ospedali di Berlino, in caso di guerra, curerebbero prima i militari e solo alla fine i civili. InsideOver la rilancia in Italia con toni drammatici. Sui social, il titolo fa il resto: “ ... Piano shock. I civili ultimi a essere curati”. La tempesta informativa è servita. Eppure, dietro il clamore c’è un fatto reale ma molto diverso: un documento di lavoro per la resilienza sanitaria, non un piano che decide chi deve vivere o morire. Capire come nasce una notizia del genere e come analizzarla significa imparare a navigare nella tempesta mediale del nostro tempo. Si chiama OSINT: Open Source Intelligence. È la bussola cognitiva dell’era digitale.

Possiamo cambiare il partito, ma non cambia il governo

La maggioranza silenziosa non è composta da apatici, ma da cittadini che hanno capito una cosa semplice e inquietante: in Italia si può cambiare il partito, ma non la politica di governo. Il sistema resta lo stesso: cambiano i volti, non le scelte. E così, mentre i fanatici ideologici continuano a votare “per appartenenza”, la gente normale, quella che lavora, che osserva, che si informa si è ritirata dal gioco. Non per rassegnazione, ma perché ha capito che la posta in palio è ormai solo simbolica.

Il potere del non detto. Come l’ambiguità strategica tiene in equilibrio il mondo

Il potere del non detto come strategia di equilibrio. Ambiguità, deterrenza e comunicazione nei conflitti e nei negoziati internazionali.

Flaminia

Flaminia, diretto da Michela Giraud, esplora le contraddizioni di un’élite sociale apparentemente agiata, mettendone a nudo la miseria psicologica. Attraverso la storia di Flaminia De Angelis, intrappolata in un mondo di superficialità e conformismo, il film affronta temi universali come il vuoto emotivo e la ricerca di autenticità. Il personaggio di Ludovica, ispirato alla sorella autistica della regista, rappresenta il catalizzatore di una trasformazione personale e di una critica alla cultura del privilegio. Un’opera che coniuga emozione e riflessione, confermandosi come un contenuto di scopo capace di stimolare il dialogo su inclusività e valori autentici

Il persuatore occulto

Bernays was a pivotal figure in the rise and development of modern persuasion and mass communication techniques. His influence extends not only to advertising and public relations but also to political and wartime propaganda, highlighting how deeply interconnected these fields are.Otto anni fa pubblicai una riflessione che introduceve Edward Bernays, forse il primo spin doctor... Continua a leggere →

AGNOTOLOGIA. La costruzione dell’Ignoranza nelle società contemporanee

The term agnotology refers to the study of ignorance, particularly the ignorance that is intentionally created or maintained in social, political, and cultural contexts. L’agnotologia è lo studio dell'ignoranza, in particolare quella prodotta intenzionalmente in ambiti sociali, politici e culturali. Agnotology examines not only the phenomenon of a lack of knowledge but also the active... Continua a leggere →

Sensazionalismo e Percezione Pubblica

Nei giorni scorsi, un attacco cibernetico ha causato numerose vittime e feriti, colpendo non solo i nemici di uno Stato, ma anche la popolazione civile di un altro Stato. Sebbene si tratti di un'azione eclatante – e di un precedente ante-litteram di una potenziale minaccia in grado di colpire indiscriminatamente chiunque ed ovunque – sono... Continua a leggere →

Quando l’Intelligenza Artificiale svela l’essenza dell’Intelligenza Umana

Introduzione Questa nuova riflessione fa seguito ad una prima di qualche mese fa, ed è il risultato di una sequela di domande che mi sono posto ... e che ho voluto porgere alla logica di una intelligenza artificiale generativa, con l'obiettivo di portare l'AI ad un'analisi neutrale e non viziata dell'applicazione della gerarchia dei bisogni... Continua a leggere →

Psicologia delle Folle. La dualità della psiche collettiva: un’analisi della psicologia delle folle di Gustav Le Bon

Nel tessuto complesso delle dinamiche sociali, la "Psicologia delle Folle" di Gustav Le Bon emerge come un'opera fondamentale che continua a offrire spunti rilevanti per comprendere i comportamenti collettivi che caratterizzano tanto i movimenti sociali quanto gli eventi di massa. Pubblicato alla fine del XIX secolo, questo trattato esplora la natura irrazionale e spesso paradossale... Continua a leggere →

L’ Avaro Cognitivo è la preda preferita dello Spin Doctor

In un mondo dove l'informazione è onnipresente e la capacità di processarla è limitata, emerge la figura dell'avaro cognitivo. Secondo la teoria introdotta da Susan Fiske e Shelley Taylor nel 1984, tutti noi tendiamo a conservare le nostre risorse mentali, cercando di minimizzare lo sforzo cognitivo nel prendere decisioni e nel giudicare gli eventi e... Continua a leggere →

“Lo dico per un Amico”. La spirale del Silenzio: verità in privato e bavagli in digitale

Mentre la possibilità di esprimere opinioni e condividere pensieri sembra essere a portata di click, una riluttanza palpabile sembra circondare l'approccio online a tali argomenti sensibili ...

Intelligenza artificiale elaborativa, alcune applicazioni

L'intelligenza artificiale elaborativa è un campo della ricerca informatica in rapida crescita, che ha il potenziale per trasformare numerosi settori: dal marketing all'economia e finanza, dalla geopolitica al militare fino ad arrivare alla medicina ...

Comunicazione persuasiva: tecniche efficaci per influenzare le opinioni e i comportamenti

Attraverso l'uso di tecniche persuasive efficaci, i comunicatori possono trasmettere messaggi persuasivi che spingono il pubblico verso una determinata direzione ...

Evitiamo la Tana del Coniglio

Quando le persone sono esposte ad un solo punto di vista o ad una narrativa specifica, possono perdere la capacità di considerare prospettive alternative e di mettere in discussione le informazioni che ricevono ...

La percezione basata sul contesto: come il nostro ambiente modella la nostra interpretazione delle informazioni

Per sviluppare i necessari anticorpi per vivere immunizzati nelle pandemie immateriali che si scatenano nel Sistema mediacratico in cui ci troviamo a vivere, teniamo bene in considerazione queste nozioni ...

BellingCat e il giornalismo d’inchiesta Open Source Intelligence

Bellingcat utilizza l'Open Source Intelligence per indagare su eventi di interesse pubblico. L'intelligence open source (OSINT) è il processo di utilizzo di informazioni e strumenti pubblicamente disponibili per creare intelligence di solito pubblica ...

Che cosa sono modelli virtuali per la Social Simulation?

... la "modellizzazione" si rappresenta nella simulazione sociale digitale quale strumento che permette di studiare ed analizzare i fenomeni sociali, economici, politici e militari riproducendoli in modo virtuale

Dall’impiego del Soft power all’uso del Potere Forte. (parte 1)   

Il conflitto in Ucraina ha riportato alla ribalta le ambizioni del famoso “Progetto Russia” (descritto da Limes nel 2008 ) che sembra contrapporsi a quella che appare come un’altra ambizione condotta in maniera parallela, che si declina in un'altra idea che sta vagando da qualche tempo per il mondo, l'idea di un Impero americano. Queste... Continua a leggere →

Il Soft Power e la Propaganda

In questo tragico momento della Storia, in cui il Mondo sta vivendo con apprensione gli avvenimenti del tragico conflitto Russo-Ucraino, mi piace riprendere le riflessioni sul Soft Power. Nel mio primo articolo, introduco il concetto di Soft Power con il contributo di una lezione di Joseph Nye che ci spiega come il "Potere, lungi dall’impedire... Continua a leggere →

Il caso Djokovic ci fa riflettere sul ruolo delle Celebrità dello Sport, il Soft Power e la Diplomazia Pubblica

“Gli sport e gli atleti hanno l'opportunità di riunire persone di religioni, razze e aree diverse. Attraverso lo sport in tutto il mondo, inviamo messaggi di mediazione internazionale, tolleranza culturale e rispetto reciproco” (Walters, 2007; Tonekaboni & Abianeh, 2020). "Lo sport migliora gli scambi internazionali, consente agli appassionati di eventi sportivi di superare le differenze... Continua a leggere →

SONDAGGI POLITICI. Una Profezia si Autoavvera!

Sono sempre di più coloro che affermano che l’attenzione dei media alimenta i sondaggi… che poi alimenta l’attenzione dei media, che poi a sua volta alimenta i sondaggi più recenti e così via fino alle elezioni.

Sun Tzu e l’Arte del … Soft Power (parte 3)

Sun Tzu e il Soft Power cinese: strategia culturale tra memoria e diplomazia La Cina rilancia Sun Tzu come simbolo di soft power: cultura, diplomazia e memoria strategica per influenzare senza combattere. L’articolo esplora come la Cina contemporanea utilizzi la figura di Sun Tzu e il suo celebre trattato L’arte della guerra come strumento di soft power. Attraverso eventi pubblici, performance culturali e scelte simboliche – come la donazione dell’opera a leader occidentali – Pechino ridefinisce il pensiero strategico di Sun Tzu in chiave pacifica, proponendolo come veicolo di influenza globale non coercitiva. Il messaggio centrale è che la vera forza si esercita con l’attrazione, non con la forza militare, secondo una visione credibile e raffinata della diplomazia culturale.

META-POLITICA.

Meta-politica: quando la politica non basta più a pensare il mondo che cambia Un agire prodotto da un pensiero meta-politico può aiutarci ad affrontare i problemi che attanagliano questa nuova società?   La domanda può sembrare teorica. In realtà è sempre più concreta. Perché ci troviamo in una fase storica in cui la politica parla continuamente,... Continua a leggere →

l’EFFETTO CARROZZONE

Ieri ci sono state le elezioni regionali in Umbria, negli inevitabili talk-show politici alcuni commentatori hanno citato il cosiddetto ‘Effetto Carrozzone’ che probabilmente ha spinto molti elettori, ancora indecisi alla vigilia, a votare il vincitore di questa tornata elettorale Come ho introdotto in precedenza in altre mie riflessioni pubblicate su questo blog, la mia vita... Continua a leggere →

GESTIONE DELLA DIVERSITA’: l’ANTROPOLOGIA APPLICATA nella MEDIAZIONE CULTURALE per la SICUREZZA SOCIALE

“Pensare azioni di POLITICHE CULTURALI finalizzate alla Mediazione Culturale che possano contribuire: alla comprensione di quali siano quelle importanti Distorsioni cognitive da correggere per una migliore vita relazionale; a facilitare l’abbattere dei Pregiudizi per una migliore vita sociale, a concorrere al contrasto degli analfabetismi funzionali per facilitare la comprensione e la critica costruttiva dei fenomeni... Continua a leggere →

ECONOMIA CIRCOLARE

Attualmente la Società globale sembra versare in una crisi economica, ambientale e sociale senza precedenti. Ma è solo apparenza. Già nelle passate rivoluzioni industriali la Società Umana si è trovata ad affrontare simili sconvolgimenti sociali  Nella Storia dell'Uomo, è ricorrente che ogni Rivoluzione tecnologica sia stata causa di profondi cambiamenti della Società e conseguenti sconvolgimenti... Continua a leggere →

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