Non si guarda. Si attraversa! Perché l’Arte Sacra si capisce solo dove nasce

File, audioguide, folle. E poi usciamo dicendo: “che bello”… ma senza aver capito nulla. Forse il problema non è l’#artesacra È come la stiamo vivendo. Le nostre chiese non sono nate per essere scenografie o musei. Sono nate per farci attraversare qualcosa. Non spettatori. Pellegrini. Ho provato a mettere in ordine questa riflessione in un pezzo che parla di esperienza, comunità e “#museodiffuso”.

Non stiamo perdendo la democrazia. Stiamo usando gli strumenti sbagliati per pensarla

Ogni giorno milioni di persone “fanno politica” con il pollice. Scorrono. Mettono like. Commentano. Si indignano. Condividono.E alla fine della giornata hanno la sensazione di aver partecipato. Di aver preso posizione. Di aver fatto la loro parte. Eppure succede qualcosa di strano: più parliamo di politica online, meno sembriamo capirla. Più discutiamo, più ci polarizziamo.... Continua a leggere →

L’uomo forte e il vuoto di contenuti

Nel 2018 provavo a leggere questa dinamica in modo non moralista: nei periodi di incertezza economica e sociale aumenta la preferenza per leader “dominanti”, percepiti come più aggressivi, energici, decisivi. Oggi però mi accorgo che quel ragionamento, da solo, spiega solo metà della scena. Perché nel frattempo il mondo è cambiato davvero: lavoro, tecnologia, IA,... Continua a leggere →

Quando la Cultura diventa infrastruttura. La Palingenesi della Tradizione.

Antropologia applicata, mondo V.U.C.A. e politica del III millennio Viviamo in un mondo instabile, frammentato, difficile da decifrare.Lo chiamiamo V.U.C.A.: volatilità, incertezza, complessità, ambiguità. Eppure continuiamo a progettare innovazione, politiche pubbliche e perfino etica come se il problema fosse solo spiegare meglio, convincere di più, decidere più in fretta. Forse è qui l’errore. Il vero... Continua a leggere →

Il Sistema per uccidere i popoli … secondo Guillame Faye

Ci sono libri che non vogliono essere letti: vogliono essere assunti. Come una sostanza. Ti entrano in circolo e ti cambiano la temperatura dello sguardo. Guillaume Faye, in Il sistema per uccidere i popoli, chiama “Sistema” ciò che spesso liquidiamo con parole più morbide: modernità, globalizzazione, progresso, mondo unico. E lo descrive non come un... Continua a leggere →

Perché leggiamo, capiamo… e poi non reagiamo

Perché molte persone leggono notizie importanti ma non reagiscono? Questo articolo analizza il ruolo dei bias cognitivi, delle euristiche mentali e dei meccanismi di autodifesa del cervello di fronte a un mondo complesso e iper-informato, spiegando perché il silenzio non è sempre disinteresse.

Perché arriviamo sempre dopo. Lezioni dal Passato – Episodio 9

Le Lezioni dal passato non servono a distribuire colpe, ma a riconoscere i meccanismi prima che diventino destino.Quello che è accaduto con le piattaforme digitali europee oggi si ripresenta, amplificato, nella corsa all’Intelligenza Artificiale.Ci siamo raccontati per anni che “all’Europa manca solo un po’ di coraggio”.Ma poi basta guardare la realtà, e soprattutto le metriche,... Continua a leggere →

Arte e scienza della cucina italiana. Lezioni dal Passato – Episodio 8

Manuali per imparare a vivere insieme nell'Unità d'Italia C’è un equivoco che torna spesso quando parliamo dell’Italia.Pensiamo che, dopo l’Unità, il problema fosse “tenere insieme” un Paese che si stava disgregando.In realtà era l’opposto: l’Italia era già frammentata da secoli.Dalla caduta dell’Impero Romano in poi, la penisola aveva perso un centro condiviso.Lingue diverse, abitudini diverse,... Continua a leggere →

Libri, Armi e Codici.

Lezioni dal passato - episodio 7 Il Rinascimento non è stato solo arte.È stato un laboratorio di governo. Nel mondo di Federico da Montefeltro convivono tre cose che oggi preferiamo tenere separate: libri, armi, codici.Non per contraddizione, ma per metodo.I libri non sono ornamento: sono infrastruttura cognitiva.Le armi non sono solo violenza: sono organizzazione, contratto,... Continua a leggere →

dis-INFOWAR

Dis-Infowar. Quando l’informazione non educa più, ma decide cosa non si chiede Ci sono stagioni in cui l’informazione non si limita a mentire.Fa qualcosa di più sottile e più efficace.Non ti dice cosa pensare.Ti fa capire quali domande non è più opportuno fare. Non è più solo propaganda.È una forma di addestramento silenzioso:non all’adesione, ma... Continua a leggere →

Quando la cybersicurezza individuale diventa cybersicurezza nazionale

Quando parliamo di #cybersicurezza, pensiamo quasi sempre a hacker, attacchi, infrastrutture. Raramente pensiamo a noi. Eppure oggi una parte crescente della #sicurezzanazionale passa da gesti minuscoli, quotidiani: una password condivisa “solo per comodità”, un clic fatto sotto pressione, una delega data perché “non ho tempo di controllare”. Non sono errori da incompetenti. Sono frizioni di sistema che colpiscono anche persone preparate, professionisti, cittadini consapevoli. Il punto non è la colpa individuale. Il punto è l’accumulo: quando lo stesso #erroreumano diventa prevedibile su larga scala, smette di essere privato e diventa un problema collettivo. Ne parlo qui, partendo proprio da questo passaggio silenzioso: quando la cybersicurezza individuale diventa #cybersecurity nazionale.

Mark Carney a Davos. Quando l’ordine diventa una frase detta per abitudine

Ci sono frasi che, a forza di ripeterle, smettono di spiegare il mondo. Non descrivono più la realtà: la coprono. “Ordine internazionale basato sulle regole” è una di queste. A Davos, Mark Carney non ha fatto un discorso rituale. Ha fatto qualcosa di più scomodo: ha detto che non siamo in una transizione, ma in una rottura. E per spiegarsi ha tirato fuori Václav Havel e la storia del droghiere che espone un cartello ideologico non perché ci crede, ma perché “così si fa”. Quando una formula diventa solo un gesto automatico, il problema non è geopolitico. È simbolico. È il momento in cui le parole smettono di tenere insieme la realtà.

Bagnoli, trent’anni di sonno civico e il risveglio a scadenza

Bagnoli è una parola che a Napoli non indica più un luogo. Indica un tempo.Un tempo lungo, viscoso, fatto di promesse che non arrivano mai alla consegna. In questi decenni si è parlato di bonifica, di waterfront, di parchi, di futuro. Si sono visti tavoli, piani, commissari, conferenze stampa. Sono arrivati fondi pubblici, se ne... Continua a leggere →

Pensiero divergente e pensiero convergente – Parte 2

Quando il problema non è scegliere come pensare, ma saper cambiare stato mentale (e perché questo è design thinking prima del design thinking) Nella Parte 1 siamo partiti da una distinzione apparentemente ovvia, e proprio per questo spesso fraintesa: il pensiero divergente e il pensiero convergente.Li abbiamo osservati non come etichette o stili personali, ma... Continua a leggere →

Scrivi. Trasforma in canvas. Spiega alla paperella.

Scrivere serve a far emergere ciò che è confuso. Il canvas serve a scegliere ciò che conta. Spiegare serve a verificare se quello che hai fatto… sta in piedi. Se salti la scrittura, il canvas è vuoto. Se salti il canvas, la scrittura resta intuizione. Se salti la spiegazione, non sai se hai davvero capito. In una riga: scrivi per capire, mappa per decidere, spiega per verificare.

Non è il Big Foot. È l’Ili Pika

Quando il mondo cambia lentamente, sopravvive il più forte. Quando il mondo cambia in fretta, sopravvive chi riconosce prima la soglia. Sui social ci siamo abituati a cercare il mostro, il mistero, il Big Foot. Ma questa volta la creatura “utile” non è una leggenda. È minuscola, reale, e non fa rumore: l’Ili Pika. E proprio perché non è un mito, può diventare una lezione. #IliPika #BigFoot #Pikachu #Natura #Mito #Digitale

Tredici giorni, un agosto evitato. Lezioni dal passato – Episodio 6

TREDICI GIORNI PER EVITARE UNA GUERRA NUCLEARE Rivedere Thirteen Days oggi non è come rivedere un film. È come rientrare in una stanza dove qualcuno, sessant’anni fa, ha scelto una cosa rarissima: non “vincere”, ma evitare di perdere tutto. Sono i piani, le procedure, la logica dell’escalation che ti sussurra: “adesso devi rispondere”, “adesso non puoi rallentare”, “adesso se non colpisci sei debole”. Nel film quasi tutti sono (o sembrano?) competenti. John Fitzgerald Kennedy è l’eroe cognitivo, perché ci mostra il gesto più raro nella storia: interrompere un meccanismo quando il meccanismo è già partito. È una lezione di leadership e di responsabilità: in certi momenti la decisione più difficile non è scegliere una delle opzioni sul tavolo. ma con un secondo in più di lucidità, cercando di scongiurare la Sindrome del Pollo. #LeadershipResponsabile #DecisionMaking #ResponsabilitàUmana #StoriaCheInsegna #LezioniDalPassato #DecimoUomo

L’acqua incarnata – Episodio V

Corpo, percezione e stati di presenza Per trent’anni anni ho nuotato quasi ogni giorno. Allenamenti, gare, chilometri che non si contano più. Poi la vita cambia, come cambia per tutti: smetti, fai altro, ti sposti su altri ritmi. Eppure ancora, dopo decenni, ogni volta che torno in piscina, nel mare in apnea o con le... Continua a leggere →

Ciurè: quando il riscatto non è una scelta, ma una trattativa con la vita

Palermo, in Ciurè, non fa da scenografia: ti guarda. È una città di passaggi, di soglie, di scambi non dichiarati. Cemento e paillettes, caldo e neon: non per estetica, ma perché la realtà, quando la vivi sul bordo, non ha un solo volto. Il protagonista è un pugile, e la boxe qui non è l’eroismo... Continua a leggere →

Noetica dell’Acqua – Episodio IV

L’acqua noetica – Memoria, cura e crisi di percezione Negli episodi precedenti abbiamo seguito un filo abbastanza netto.Con Antonella De Ninno l’acqua è uscita dal ruolo di liquido “semplice” ed è diventata un sistema bifasico, sospesa tra ordine e disordine.Con Giuseppe Vitiello l’abbiamo incontrata dentro il corpo, come ambiente vivente che potrebbe risuonare con farmaci... Continua a leggere →

L’acqua elettrica: quando una goccia diventa sorgente di energia – Episodio III

Negli episodi precedenti l’acqua era già uscita dal suo ruolo rassicurante di sostanza “semplice”: l’abbiamo incontrata come sistema complesso, fatta di domini ordinati e disordinati, e come protagonista silenziosa della vita dentro il nostro corpo.In questo episodio l’acqua cambia ancora scena: entra nel territorio dell’energia.Il fisico napoletano Roberto Germano, allievo di Del Giudice e Preparata,... Continua a leggere →

Episodio 5, lezioni dal passato.  Il limite rimosso

Nelle Lezioni dal passato abbiamo seguito la linea di frattura che porta dagli imperi al trauma, dal trauma alla NATO come macchina tecnica, e dalla geopolitica alla psicopolitica. Ma c’è un filo ancora più profondo, quasi invisibile, che attraversa tutti gli episodi: il limite. Non quello “morale” o “ideologico”, ma il limite come soglia sistemica:... Continua a leggere →

Dal gregge a “inoltra”

Distorsioni cognitive, netiquette e igiene digitale nei gruppi istantanei Qualche anno fa avevo scritto del comportamento del gregge nel marketing sociale e politico: quel riflesso da specie sociale - profondamente umano (e non solo umano) - di orientarci guardando “che cosa fa il gruppo”, soprattutto quando siamo incerti, stanchi, o immersi in un flusso più... Continua a leggere →

Dawn of Cyberwarfare. L’alba della guerra cibernetica che non senti, ma ti attraversa

“Dawn of Cyberwarfare”: la guerra digitale invisibile che colpisce cittadini e società. Educazione al rischio, igiene digitale, AI e vulnerabilità quotidiana: per questo lo rendiamo libero alla visione, con sottotitoli in italiano

Episodio II – L’acqua vivente

Il corpo come paesaggio d’acqua Nell’Episodio 0 avevamo seguito l’acqua nei cunicoli nascosti di Napoli.Nell’Episodio I l’abbiamo guardata da vicino, come oggetto imbarazzante per la fisica: niente teoria completa, solo modelli parziali, domini ordinati e disordinati che si inseguono. In questo Episodio II l’acqua si avvicina ancora di più: non è più solo quella nel... Continua a leggere →

Lezioni dal passato – Episodio 4. Dalla fine degli imperi alla psicopolitica della NATO

Traumi storici, vassallaggi soft e rivalsa multipolare nel cuore d’Europa Un episodio di antropologia geopolitica sulle ferite imperiali del Novecento. Nelle Lezioni dal passato non stiamo cercando analogie facili tra ieri e oggi, ma le strutture profonde che ritornano sotto altri nomi.In questo Episodio 4 il campo di battaglia non è solo l’Ucraina, ma la... Continua a leggere →

Episodio 3 – Lezioni dal passato. Lo schiaffo americano, l’ombra di Dugin e l’occasione italiana

Per decenni ci siamo raccontati che l’ombrello atlantico fosse una certezza: gli Stati Uniti come Atlante che regge il cielo della “nostra” sicurezza, l’Europa come spazio da proteggere. Il nuovo rapporto sulla sicurezza nazionale USA rovescia il frame: in filigrana, il messaggio è “non possiamo più fare tutto noi, pagate il vostro conto, fatevi i... Continua a leggere →

Episodio I – L’acqua che non sappiamo ancora spiegare

Nell’Episodio 0, alle sorgenti dimenticate di Santa Lucia, l’acqua era una protagonista silenziosa: scorreva nel tufo del Monte Echia, veniva intercettata dal potere, nascosta dietro i portoni e poi riscoperta come livello nascosto del “metaverso reale” di Napoli.In questo Episodio I facciamo un passo di lato: mettiamo per un attimo da parte la storia urbana... Continua a leggere →

Lezioni dal passato. Episodio 2 – La Pedagogia del riarmo

Quando il disorientamento si (ri)arma. Dalla polveriera di fine Ottocento alla distruzione creatrice di oggi Ogni epoca di grande salto tecnologico lascia dietro di sé una scia di smarrimento.Il problema non è solo cosa inventiamo, ma cosa facciamo quando non sappiamo più come governarlo.Alla fine dell’Ottocento, il disorientamento della modernità industriale si è tradotto in... Continua a leggere →

Estetica dell’Intelligenza Artificiale. Quando le macchine imparano a generare il bello

Quando un’immagine “bella” è davvero tale, e quando invece è solo il risultato di un algoritmo che ha imparato a compiacerci? L’intelligenza artificiale genera volti perfetti, paesaggi puliti, stili che imitano i maestri. Ma il bello, nella nostra esperienza, passa anche per il corpo, per l’empatia, per il rischio dell’errore. Tra neuroestetica, glitch, kitsch algoritmico e alfabetizzazione al bello, ho provato a chiedermi cosa cambia quando a produrre l’immaginario sono macchine che non sentono nulla, ma imparano a “piacerci”. #intelligenzaartificiale #estetica #neuroestetica #artecontemporanea #aigenerated #algoritmi #immaginario #glitchart #kitschalgoritmico #educazioneallegusto #umanesimoetecnologia #cultura_digitale

Blog su WordPress.com.

Su ↑