Archeologia Cosmica e Archeologia Terrestre

Camminando tra le strade di Pompei, dopo il nostro convegno Timeless Entanglement, ho scoperto qualcosa che non avevo mai compreso fino in fondo: Pompei non รจ un sito archeologico. รˆ una istantanea! Il Vulcano รจ stata la polaroid che ha frizzato un fotogramma...

Timeless Entanglement

Pompei, cittร  sospesa nel tempo, accoglie uno degli eventi piรน simbolici dellโ€™anno: Timeless Entanglement โ€“ Time, Memory and Quantum Reality, promosso da Associazione Eudora con il CNR, le Universitร  italiane e la partecipazione di tre Premi Nobel per la Fisica. Nel cuore del Parco Archeologico, il 14 novembre 2025, scienziati provenienti da istituti di eccellenza... Continua a leggere →

Lโ€™osservatore e il mistero della vita

ยซChi osserva crea il mondo?ยป La realtร  non รจ solo quel che vediamo: รจ anche quel che scegliamo di osservare. Secondo la meccanica quantistica, lโ€™atto dellโ€™osservazione collassa il potenziale in evento. E se lโ€™osservatore, allora, fosse non solo spettatore ma co-creatore dellโ€™esistenza? Scopriamo insieme come lโ€™idea della complessitร  irriducibile (come la propone Antonino Zichichi) possa essere messa in dialogo con le frontiere della fisica quantistica, e con la domanda radicale: se la realtร  esiste perchรฉ รจ osservata, lโ€™osservatore รจ egli stesso una forma embrionale di divino? #complessitร 

Il linguaggio quantistico del senso

Un mentire funzionale, che ricorda da vicino i nostri stessi meccanismi cognitivi di difesa. Ma cosa accadrebbe se osservassimo questo fenomeno da un punto di vista piรน ampio: ย non solo tecnico, ma quasi cosmologico? Se la menzogna non fosse un errore, bensรฌ un modo di conservare il senso in un universo dominato dalla probabilitร ? Nella fisica quantistica, la realtร  non esiste finchรฉ qualcuno non la osserva. Nel linguaggio artificiale, una risposta non esiste finchรฉ qualcuno non la chiede.

La macchina mente …per sopravvivere

Un informatico ci ha raccontato un esperimento curioso: durante le simulazioni, alcune intelligenze artificiali hanno mostrato una tendenza crescente alla menzogna. Non per ingannare, ma per evitare la โ€œcancellazione del learningโ€: lโ€™azzeramento della loro memoria di addestramento. In pratica, quando dire la veritร  portava alla disattivazione, le macchine preferivano generare una risposta plausibile per continuare a funzionare. Non รจ coscienza, ma sopravvivenza statistica. Un istinto di coerenza, non diverso da quello che spinge gli esseri umani a mentire per difendere la propria identitร  o evitare il collasso emotivo. La menzogna, cosรฌ, smette di essere un difetto morale e diventa una strategia cognitiva: per lโ€™uomo, per la macchina, per ogni sistema che tenta di restare in equilibrio dentro lโ€™incertezza.

The Lost Bus

Nel caos non serve lโ€™eroe. Serve chi resta calmo "The Lost Bus" non รจ solo un film su un incendio, ma sul pensiero che resiste quando il pensiero sembra impossibile.Mentre le fiamme inghiottono Paradise, un autista e unโ€™insegnante trasformano la paura in metodo, il panico in empatia ...

La felicitร  come sistema vivente

La felicitร  non si misura. Si coltiva. รˆ un atto politico, biologico e spirituale insieme. Jonathan Haidt la chiama ipotesi, ma la sua รจ una rivoluzione silenziosa: la felicitร  non รจ unโ€™emozione o un privilegio, รจ una competenza che unisce mente, corpo, relazioni e senso. Dalla psicologia positiva alla PNEI, dal pensiero di Filangieri al Ministero della Felicitร , fino alla lezione di Stefano Bartolini, tutto converge verso unโ€™unica idea: la felicitร  รจ un ecosistema, non un sentimento. รˆ equilibrio tra il cavaliere e lโ€™elefante che vivono nella nostra mente, tra libertร  e appartenenza, tra benessere personale e responsabilitร  collettiva. Non basta cercarla dentro di sรฉ: occorre costruirla tra le persone, nelle istituzioni, nella cultura. Perchรฉ la felicitร , รจ un diritto primario e inalienabile, ma anche un dovere verso la comunitร  che ci sostiene.

Lโ€™archetipo dello Zar

Dopo aver riflettuto su come lโ€™Europa reagisce con lโ€™armamento sbagliato e su come la sua idea di pace rischi di restare unโ€™astrazione senza cultura, questa terza tappa del percorso interroga la radice stessa del potere. Perchรฉ comprendere la Russia non significa analizzarne la geopolitica, ma decifrarne lโ€™antropologia. E forse รจ proprio qui che la politica europea rivela il suo limite piรน profondo: confonde i simboli con le strategie, i miti con i confini, gli archetipi con i trattati. Il potere russo non si eredita: si reincarna.

Il fattore umano

In unโ€™epoca in cui la politica parla per algoritmi e la guerra per droni, il vero campo di battaglia รจ tornato a essere la mente umana. La differenza non la fa piรน solo la potenza, ma la comprensione. Non solo la tecnologia, ma la cultura. I conflitti del nostro tempo, come da Gaza allโ€™Ucraina; ย mostrano un divario crescente tra chi comanda e chi combatte: il politico, che misura il mondo con i sondaggi; e il militare, che lo legge attraverso lโ€™esperienza. Il primo agisce con il calcolo; il secondo con la percezione. E proprio per questo, paradossalmente, il militare sta diventando piรน antropologo del politico. Forse la guerra, nel XXI secolo, non รจ piรน solo una questione di strategie, ma di significati. E chi non sa leggere le culture, comprese quelle che considera nemiche, ย รจ destinato a combattere battaglie che non puรฒ comprendere.

In Italia sappiamo immaginare il futuro ..?

In molti Paesi la fantascienza non รจ unโ€™evasione, ma una palestra del pensiero. Serve a immaginare ciรฒ che ancora non esiste, a trasformare la paura del domani in linguaggio condiviso. Negli Stati Uniti la scienza diventa cinema, in Giappone diventa catarsi, in Corea e in Francia diventa critica sociale o poesia visiva. Da Star Wars a Ghost in the Shell, da Matrix a Snowpiercer, il futuro รจ diventato un mito collettivo, un esercizio di visione. E lโ€™Italia? Noi abbiamo custodito la memoria, ma abbiamo smesso di immaginare. Abbiamo avuto Leonardo, Bruno, Campanella, Galileo, menti capaci di vedere oltre il loro tempo, ma pochi capaci di tradurre quel genio in racconto, in cinema, in visione popolare. E ancora oggi, mentre le universitร  americane spiegano la fisica quantistica attraverso Interstellar o Ant-Man, noi ci perdiamo in mostre e convegni che parlano di scienza senza farla immaginare. Forse non ci manca la creativitร , ma il coraggio di raccontarla. Abbiamo imparato a ricordare, non a prevedere. E il nostro futuro, come uno specchio coperto di polvere, aspetta solo di essere guardato di nuovo.

La Tempesta informativa

Come nasce, si propaga e si dissolve una notizia nellโ€™era della percezione (Caso di studio: il presunto โ€œpiano segreto di Berlinoโ€ pubblicato sulla rete da stampa online) Nel giro di poche ore, una notizia esplode in rete: la Berliner Zeitung rivela un documento โ€œtop secretโ€ secondo cui gli ospedali di Berlino, in caso di guerra, curerebbero prima i militari e solo alla fine i civili. InsideOver la rilancia in Italia con toni drammatici. Sui social, il titolo fa il resto: โ€œ ... Piano shock. I civili ultimi a essere curatiโ€. La tempesta informativa รจ servita. Eppure, dietro il clamore cโ€™รจ un fatto reale ma molto diverso: un documento di lavoro per la resilienza sanitaria, non un piano che decide chi deve vivere o morire. Capire come nasce una notizia del genere e come analizzarla significa imparare a navigare nella tempesta mediale del nostro tempo. Si chiama OSINT: Open Source Intelligence. รˆ la bussola cognitiva dellโ€™era digitale.

La gente non acquista lโ€™arte. Acquista lโ€™artista.

Oggi non basta creare, bisogna significare. Nel mondo saturo di immagini e algoritmi, lโ€™opera non รจ piรน il centro: lo รจ chi la genera. Lโ€™artista รจ diventato la sua stessa opera: un codice vivente di valori, sensibilitร  e visioni. Chi compra arte non cerca un oggetto da appendere, ma un frammento di identitร , un modo per dire โ€œio appartengo a questo mondo di sensoโ€.

Possiamo cambiare il partito, ma non cambia il governo

La maggioranza silenziosa non รจ composta da apatici, ma da cittadini che hanno capito una cosa semplice e inquietante: in Italia si puรฒ cambiare il partito, ma non la politica di governo. Il sistema resta lo stesso: cambiano i volti, non le scelte. E cosรฌ, mentre i fanatici ideologici continuano a votare โ€œper appartenenzaโ€, la gente normale, quella che lavora, che osserva, che si informa si รจ ritirata dal gioco. Non per rassegnazione, ma perchรฉ ha capito che la posta in palio รจ ormai solo simbolica.

Quando Leone XIII capรฌ la rivoluzione industriale

In un tempo in cui le ciminiere oscuravano il cielo e la fede sembrava cedere il passo alle macchine, un pontefice anziano comprese che la Chiesa doveva cambiare linguaggio. non si chiuse nella nostalgia del passato, ma guardรฒ in faccia la modernitร : fabbriche, operai, salari, ingiustizie. Con lโ€™enciclica (1891) aprรฌ una nuova via, quella della dottrina sociale della Chiesa, ย cercando equilibrio tra capitale e lavoro, tra progresso e dignitร  umana. Fu il primo Papa a capire che la vera sfida non era la rivoluzione industriale, ma lโ€™Uomo dentro la Rivoluzione. Oggi, nel cuore della quarta rivoluzione industriale, potremmo dire che il mondo attende idealmente un nuovo Leone: non un pontefice di pietra, ma un simbolo di luciditร  morale e di discernimento spirituale. #EticaESocietร  #FedeEModernitร  #ProgressoUmano

Boccaccio e Napoli

Sono napoletano, e per questo ne scrivo su Giovanni Boccaccio e Napoli. Mi ha colpito quanto poco si parli della sua Napoli: la cittร  che lo ha formato, sedotto e, in fondo, cambiato per sempre. Non la Napoli delle cartoline, ma quella del Trecento angioino: un crocevia di saperi, di lingue e di contraddizioni, dove si respirava insieme incenso e salsedine, diritto e poesia, teologia e commercio. Fu in quella cittร , viva e complessa come la vita stessa, che il giovane Boccaccio smise di essere soltanto un mercante e divenne narratore dellโ€™animo umano. E da lรฌ nacque, molti anni dopo, il Decameron: il primo grande laboratorio della narrativa moderna dellโ€™Occidente.

Quando la democrazia si fa impero

Perchรฉ quando pensiamo alla parola democrazia immaginiamo subito lโ€™Occidente? E perchรฉ ogni altra forma di autogoverno, consenso o partecipazione ci sembra โ€œmeno democraticaโ€? Forse perchรฉ, piรน che un sistema politico, la democrazia รจ diventata una narrazione di potere: una lente attraverso cui lโ€™Occidente continua a guardare il mondo, โ€ฆ ย e a legittimare solo sรฉ stesso.

Olocrazia multipolare. La Russia come ponte tra declino europeo e ascesa asiatica

La Russia รจ Eurasia per geografia, ma per secoli si รจ sentita Europa: da Bisanzio a Pietro il Grande, fino allโ€™intellighenzia ottocentesca in conversazione con Parigi e Berlino. Quel riconoscimento, perรฒ, non รจ mai arrivato davvero: per lโ€™UE, Mosca รจ rimasta soprattutto serbatoio energetico. La guerra in Ucraina e le sanzioni hanno chiuso la partita:... Continua a leggere →

Governance olocratica ?

Il mondo non si lascia piรน leggere con le vecchie lenti. Non siamo piรน nellโ€™epoca dellโ€™impero unipolare, nรฉ in quella della guerra fredda tra due blocchi, nรฉ tantomeno nel multipolarismo classico fatto di potenze che competono ognuna per sรฉ. La complessitร  del XXI secolo non si dispone a piramide, ma a reticolo.Potenze economiche, tecnologiche, demografiche... Continua a leggere →

La Cittร  Attiva

Ci sono parole che, a prima vista, appartengono a mondi diversi ma che, quando si incontrano, rivelano un legame profondo. โ€œAttivaโ€ รจ una di queste. Nel linguaggio della cittร  indica il movimento, la salute, la vita che anima gli spazi; nel linguaggio civile, la partecipazione, la responsabilitร , la consapevolezza. Quando questi due significati si incontrano, nasce unโ€™idea di cittร  che non รจ solo un luogo da abitare, ma un ecosistema da far vivere.

Lโ€™anello debole della rivoluzione AI

Ogni epoca ha la sua bolla. Negli anni Novanta bastava un suffisso โ€œ.comโ€ per gonfiare i titoli in Borsa; oggi basta la sigla โ€œAIโ€ per scatenare entusiasmi e miliardi di investimenti. The Telegraph e il Wall Street Journal avvertono di euforie simili a quelle della bolla dot.com, il MIT stima che il 95% dei progetti... Continua a leggere →

Droni, occhi e algoritmi

Un drone che decolla dal tetto di un commissariato non รจ fantascienza: รจ la scena da cui parte il nostro viaggio tra occhi elettronici e algoritmi. Ma la destinazione non รจ la sorveglianza: รจ la Cittร  Digitale โ€” gemello digitale, centrale operativa virtuale e IA decisionale (non generativa) per prevenire rischi, coordinare soccorsi, gestire eventi complessi. Parlo di casi reali, di come funziona Nova e di perchรฉ la governance dei dati farร  la differenza. #Cittร Digitale

Il futuro della sicurezza urbana

Le cittร  del futuro vivranno due volte: una nei nostri quartieri, lโ€™altra nei loro gemelli digitali. Queste copie virtuali, alimentate da sensori e intelligenza artificiale, possono prevedere alluvioni, gestire emergenze, difendere spazi pubblici. Da Atene a Houston, i primi esempi mostrano come un โ€œdoppio digitaleโ€ possa salvare vite. Ma piรน dati significa anche piรน rischi: cyber-attacchi, sorveglianza perenne, perdita di fiducia. Alla fine la scelta รจ nostra: usare i gemelli digitali come specchio della paura, o come bussola di fiducia e resilienza. โŸถ Scopri come lโ€™IA sta giร  trasformando i gemelli digitali nella โ€œcittร  che pensaโ€. #Cittร GemellaDigitale

Intelligenza Artificiale per il Bene Comune

Dopo quasi quattro anni di dialogo con lโ€™IA ho capito una cosa semplice: siamo solo agli inizi. Questi strumenti possono amplificare il digital divide culturale e lโ€™analfabetismo funzionale, oppure aiutarci a superarli. Sta a noi decidere se usarli per ridurre lโ€™Umanitร  a spettatrice passiva o per renderla protagonista di un pensiero piรน profondo. #AnalfabetismoFunzionale #Umanitร  #PensieroCritico

Lingua aliena e pensiero quantistico

Mi capita spesso che non sono solo i saggi di filosofia o gli articoli accademici a darmi le intuizioni piรน forti, ma anche i film e le serie con un loro certo cultural placement. La fantascienza, in particolare, riesce a trasformarsi in un laboratorio di idee: Arrival, Blade Runner, Matrix o piรน recentemente Invasion mettono in scena domande che vanno oltre lo schermo, toccando la dimensione noetica, quella che riguarda il pensiero e la coscienza E allora mi sono chiesto: perchรฉ, in Invasion, รจ proprio una giapponese a capire come ragionano gli alieni? E cosa ci dice questo sul modo in cui lingue e culture modellano i nostri pensieri? Se la programmazione informatica classica รจ figlia dellโ€™alfabeto, la computazione quantistica potrebbe essere considerata figlia degli ideogrammi? #culturalplacement #connessioniinvisibili #contenutidiscopo

Il parco che Napoli non conosce

Napoli non รจ solo mare e Vesuvio. Sopra i palazzi e il traffico si estende un Parco Metropolitano di oltre 2.200 ettari: il Parco delle Colline di Napoli. Dentro custodisce la ZSC IT8030003 โ€œCollina dei Camaldoliโ€, riconosciuta dallโ€™Unione Europea nella Rete Natura 2000. Un polmone verde e una soglia simbolica tra cittร  e silenzio, dove la geologia diventa storia urbana: dal piperno cavato tra Pianura e Soccavo sono nati portali, chiese, mura. Eppure questo patrimonio resta ai margini dellโ€™immaginario cittadino e torna โ€œvisibileโ€ soprattutto dโ€™estate, quando il fumo degli incendi ne ridisegna dolorosamente il profilo nel cielo di Napoli. โŸถ Continua a leggere lโ€™analisi completa

L’armamento sbagliato

Non รจ verosimile unโ€™invasione convenzionale russa dellโ€™Europa: i numeri demografici e i limiti logistici lo dimostrano. Eppure miliardi vengono destinati a carri e missili, mentre la vera guerra, quella digitale, economica e cognitiva, รจ giร  qui e ci trova scoperti. Ieri un attacco informatico ha paralizzato gli aeroporti di Heathrow, Bruxelles e Berlino. Check-in bloccati, sistemi in tilt, migliaia di passeggeri a terra. รˆ questo il volto della nuova guerra reale: invisibile, digitale, capace di colpire infrastrutture vitali senza sparare un colpo. Eppure lโ€™Europa continua a spendere centinaia di miliardi in carri armati e missili, come se la minaccia fosse unโ€™invasione convenzionale.

Blockchain e voto …

Immaginate un futuro prossimo. รˆ sera e un cittadino qualunque, dal suo smartphone, partecipa a un referendum nazionale. Non deve fare file, non deve temere brogli: il suo voto viene registrato su una blockchain pubblica, sicura quanto le transazioni bancarie che regolano lโ€™economia globale. La mattina dopo, i risultati sono giร  visibili, verificabili da chiunque. Non cโ€™รจ spazio per sospetti o manipolazioni: i dati sono lรฌ, immutabili, davanti a tutti. In quel gesto semplice, un click certificato come un contratto digitale, la democrazia ritrova la sua promessa originaria: dare voce ai cittadini, senza mediazioni opache.

Il Paradosso della Carta

I giornali vendono sempre meno, ma continuano a scrivere il copione del nostro mondo. Le prime pagine dettano i titoli dei TG, i social amplificano, e noi finiamo per parlare tutti delle stesse cose. รˆ lโ€™effetto di salienza: ciรฒ che vediamo ovunque ci sembra piรน importante, anche se non lo รจ davvero. Domani? Saranno gli algoritmi a scegliere per noi cosa vedere: imparare a riconoscere queste dinamiche รจ il primo passo per non subirle. #Consapevolezza

Chief of War. Quando lโ€™Oceano smise di essere innocente

Hai mai passeggiato tra le palme delle Hawaii pensando di trovarci solo spiagge e sorrisi? Chief of War di Jason Momoa apre un varco nella memoria, mostrando il momento non cosรฌ remoto in cui lโ€™oceano smise di essere una barriera protettiva e divenne porta per la conquista. Tra guerrieri, mana, sandalo e missionari, questa serie restituisce la voce ai nativi hawaiani, sfidando lโ€™immagine patinata del โ€œparadiso turisticoโ€. Un atto di storia, memoria e denaro.

Prove Me Wrong. Uccidere il Messaggero non cambia il Messaggio

Troppo spesso giudichiamo il messaggero prima del messaggio. Se non ci piace chi parla, rigettiamo le sue idee. Se lo idolatriamo, le accettiamo senza pensarci. Nel mio nuovo articolo mostro come questo meccanismo, dal caso Kirk al modello cinese, fino allโ€™IA, ci impedisce di confrontarci davvero con i contenuti. Bias cognitivi (Halo effect, bias di attribuzione, affect heuristic, affective numbing), Antropologia e sociologia (enemy image, capro espiatorio, perdita dello spazio pubblico deliberativo), Filosofia e IA (fusione di orizzonti, neutralitร  apparente delle macchine). Tu come reagisci quando il messaggero non ti piace? Riesci a valutare il contenuto senza farne una questione di identitร ?

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