Cโรจ una figura che, davanti al rumore del presente, non attacca e non accelera: arretra. Non nel senso banale della retroguardia, ma nel senso piรน profondo di chi avverte che qualcosa si รจ spezzato tra sapere, senso e interioritร . ร lโarretrante, cosรฌ come avevo provato a definirlo tempo fa, distinguendolo dagli attivisti e dai mediatori.... Continua a leggere →
Episodio 3 โ Quando lโalgoritmo diventa credibile
Fiducia, autoritร e il rischio di credergli Perchรฉ a un certo punto una macchina smette di sembrarci solo utile e comincia a sembrarci credibile? Non ci fidiamo solo di ciรฒ che รจ vero.Ci fidiamo anche di ciรฒ che appare chiaro, ordinato, sicuro. ร in questo spazio che lโintelligenza artificiale puรฒ diventare credibile: non perchรฉ sappia... Continua a leggere →
Episodio 2 โ Personalitร multiple dellโalgoritmo
Ruoli, toni, maschere Che cosa stiamo vedendo davvero quando un modello linguistico cambia tono, ruolo e postura fino a sembrarci ogni volta qualcuno di diverso? Ci sono momenti in cui, parlando con un modello linguistico, si ha una sensazione strana. Non tanto che sbagli, come abbiamo visto nel primo episodio. Ma che cambi.Stessa domanda, contesto... Continua a leggere →
Episodio 1 โ Scorciatoie di silicio.
Quando lโalgoritmo sbaglia come noi Che cosa significa davvero quando un algoritmo comincia a sbagliare in modi che ci risultano stranamente familiari? Ci piace pensare che le macchine siano piรน razionali di noi.Che non sbaglino per fretta, intuizione o pregiudizio.Che non cadano nelle trappole mentali che caratterizzano il pensiero umano. E invece non รจ cosรฌ.... Continua a leggere →
Psicologia per robot? La domanda non รจ piรน assurda
Episodio Zero della serie โPsicologia per robotโ Ha ancora senso trattare queste macchine come semplici strumenti, quando il loro comportamento comincia a porci domande che sembrano appartenere anche alla psicologia? Per molto tempo una domanda del genere sarebbe sembrata quasi ridicola.Una psicologia delle macchine? Davvero? Come se un algoritmo potesse avere emozioni, personalitร , intenzioni, paure,... Continua a leggere →
San Francisco. Capitale dellโIA, ma non una Societร 5.0
San Francisco รจ una delle capitali mondiali dellโintelligenza artificiale.Taxi senza conducente, scanner dellโiride, uffici delle big tech, promesse di futuro ovunque. Eppure, accanto a questa vetrina dellโinnovazione, il reportage di Repubblica racconta anche una cittร svuotata: negozi chiusi, strade rarefatte, senzatetto sui marciapiedi, una sensazione diffusa di assenza umana. ร forse questa la vera immagine... Continua a leggere →
Sport e conoscenza. Il laboratorio noetico dellโessere umano
A lungo lo sport รจ stato raccontato soprattutto come esercizio fisico, disciplina, competizione, spettacolo. Tutte definizioni legittime, ma forse non sufficienti. Esiste infatti una dimensione piรน profonda, meno immediata ma non meno reale, che merita di essere portata alla luce: lo sport come forma di conoscenza. Non una conoscenza astratta, libresca o puramente teorica, ma... Continua a leggere →
La guerra digitale e lโetica smarrita
Quando la velocitร delle macchine supera la coscienza umana Cโรจ un momento, nelle guerre, in cui la tecnologia smette di essere un semplice strumento e diventa una trasformazione del modo stesso di combattere. Allโinizio sembra solo un supporto tecnico, qualcosa che aiuta a vedere meglio, a calcolare prima, a coordinare piรน rapidamente. Poi, quasi allโimprovviso,... Continua a leggere →
Sembra un film
In questi giorni la stampa mondiale scorre come un bollettino inquieto: reti di potere opache, รฉlite compromesse, silenzi comprati, relazioni che non dovrebbero esistere e invece emergono una dopo lโaltra. Fatti sporchi, imbarazzanti, a tratti grotteschi. E sotto ogni notizia, sempre lo stesso commento istintivo: โSembra un film.โ Lo diciamo per incredulitร , quasi per difesa.Come... Continua a leggere →
Non si guarda. Si attraversa! Perchรฉ lโArte Sacra si capisce solo dove nasce
File, audioguide, folle. E poi usciamo dicendo: โche belloโโฆ ma senza aver capito nulla. Forse il problema non รจ lโ#artesacra ร come la stiamo vivendo. Le nostre chiese non sono nate per essere scenografie o musei. Sono nate per farci attraversare qualcosa. Non spettatori. Pellegrini. Ho provato a mettere in ordine questa riflessione in un pezzo che parla di esperienza, comunitร e โ#museodiffusoโ.
Quando la Cultura diventa infrastruttura. La Palingenesi della Tradizione.
Antropologia applicata, mondo V.U.C.A. e politica del III millennio Viviamo in un mondo instabile, frammentato, difficile da decifrare.Lo chiamiamo V.U.C.A.: volatilitร , incertezza, complessitร , ambiguitร . Eppure continuiamo a progettare innovazione, politiche pubbliche e perfino etica come se il problema fosse solo spiegare meglio, convincere di piรน, decidere piรน in fretta. Forse รจ qui lโerrore. Il vero... Continua a leggere →
Perchรฉ leggiamo, capiamoโฆ e poi non reagiamo
Perchรฉ molte persone leggono notizie importanti ma non reagiscono? Questo articolo analizza il ruolo dei bias cognitivi, delle euristiche mentali e dei meccanismi di autodifesa del cervello di fronte a un mondo complesso e iper-informato, spiegando perchรฉ il silenzio non รจ sempre disinteresse.
dis-INFOWAR
Dis-Infowar. Quando lโinformazione non educa piรน, ma decide cosa non si chiede Ci sono stagioni in cui lโinformazione non si limita a mentire.Fa qualcosa di piรน sottile e piรน efficace.Non ti dice cosa pensare.Ti fa capire quali domande non รจ piรน opportuno fare. Non รจ piรน solo propaganda.ร una forma di addestramento silenzioso:non allโadesione, ma... Continua a leggere →
Lโarte contemporanea รจ davvero difficile? O siamo noi ad aver perso il codice per capirla?
Non รจ lโarte ad essere difficile. ร il mondo che non ha piรน un codice comune Ci piace dire che lโarte contemporanea รจ difficile da comprendere. Che ha bisogno di essere spiegata. Che senza un critico non si capisce. Ma forse il punto non รจ questo. Forse il punto รจ che, rispetto al passato, non... Continua a leggere →
Scrivi. Trasforma in canvas. Spiega alla paperella.
Scrivere serve a far emergere ciรฒ che รจ confuso. Il canvas serve a scegliere ciรฒ che conta. Spiegare serve a verificare se quello che hai fattoโฆ sta in piedi. Se salti la scrittura, il canvas รจ vuoto. Se salti il canvas, la scrittura resta intuizione. Se salti la spiegazione, non sai se hai davvero capito. In una riga: scrivi per capire, mappa per decidere, spiega per verificare.
Tredici giorni, un agosto evitato. Lezioni dal passato – Episodio 6
TREDICI GIORNI PER EVITARE UNA GUERRA NUCLEARE Rivedere Thirteen Days oggi non รจ come rivedere un film. ร come rientrare in una stanza dove qualcuno, sessantโanni fa, ha scelto una cosa rarissima: non โvincereโ, ma evitare di perdere tutto. Sono i piani, le procedure, la logica dellโescalation che ti sussurra: โadesso devi rispondereโ, โadesso non puoi rallentareโ, โadesso se non colpisci sei deboleโ. Nel film quasi tutti sono (o sembrano?) competenti. John Fitzgerald Kennedy รจ lโeroe cognitivo, perchรฉ ci mostra il gesto piรน raro nella storia: interrompere un meccanismo quando il meccanismo รจ giร partito. ร una lezione di leadership e di responsabilitร : in certi momenti la decisione piรน difficile non รจ scegliere una delle opzioni sul tavolo. ma con un secondo in piรน di luciditร , cercando di scongiurare la Sindrome del Pollo. #LeadershipResponsabile #DecisionMaking #Responsabilitร Umana #StoriaCheInsegna #LezioniDalPassato #DecimoUomo
Lโacqua incarnata – Episodio V
Corpo, percezione e stati di presenza Per trentโanni anni ho nuotato quasi ogni giorno. Allenamenti, gare, chilometri che non si contano piรน. Poi la vita cambia, come cambia per tutti: smetti, fai altro, ti sposti su altri ritmi. Eppure ancora, dopo decenni, ogni volta che torno in piscina, nel mare in apnea o con le... Continua a leggere →
Ciurรจ: quando il riscatto non รจ una scelta, ma una trattativa con la vita
Palermo, in Ciurรจ, non fa da scenografia: ti guarda. ร una cittร di passaggi, di soglie, di scambi non dichiarati. Cemento e paillettes, caldo e neon: non per estetica, ma perchรฉ la realtร , quando la vivi sul bordo, non ha un solo volto. Il protagonista รจ un pugile, e la boxe qui non รจ lโeroismo... Continua a leggere →
Dal gregge a โinoltraโ
Distorsioni cognitive, netiquette e igiene digitale nei gruppi istantanei Qualche anno fa avevo scritto del comportamento del gregge nel marketing sociale e politico: quel riflesso da specie sociale - profondamente umano (e non solo umano) - di orientarci guardando โche cosa fa il gruppoโ, soprattutto quando siamo incerti, stanchi, o immersi in un flusso piรน... Continua a leggere →
Lezioni dal passato โ Episodio 4. Dalla fine degli imperi alla psicopolitica della NATO
Traumi storici, vassallaggi soft e rivalsa multipolare nel cuore dโEuropa Un episodio di antropologia geopolitica sulle ferite imperiali del Novecento. Nelle Lezioni dal passato non stiamo cercando analogie facili tra ieri e oggi, ma le strutture profonde che ritornano sotto altri nomi.In questo Episodio 4 il campo di battaglia non รจ solo lโUcraina, ma la... Continua a leggere →
Lezioni dal passato. Episodio 2 – La Pedagogia del riarmo
Quando il disorientamento si (ri)arma. Dalla polveriera di fine Ottocento alla distruzione creatrice di oggi Ogni epoca di grande salto tecnologico lascia dietro di sรฉ una scia di smarrimento.Il problema non รจ solo cosa inventiamo, ma cosa facciamo quando non sappiamo piรน come governarlo.Alla fine dellโOttocento, il disorientamento della modernitร industriale si รจ tradotto in... Continua a leggere →
Estetica dell’Intelligenza Artificiale. Quando le macchine imparano a generare il bello
Quando unโimmagine โbellaโ รจ davvero tale, e quando invece รจ solo il risultato di un algoritmo che ha imparato a compiacerci? Lโintelligenza artificiale genera volti perfetti, paesaggi puliti, stili che imitano i maestri. Ma il bello, nella nostra esperienza, passa anche per il corpo, per lโempatia, per il rischio dellโerrore. Tra neuroestetica, glitch, kitsch algoritmico e alfabetizzazione al bello, ho provato a chiedermi cosa cambia quando a produrre lโimmaginario sono macchine che non sentono nulla, ma imparano a โpiacerciโ. #intelligenzaartificiale #estetica #neuroestetica #artecontemporanea #aigenerated #algoritmi #immaginario #glitchart #kitschalgoritmico #educazioneallegusto #umanesimoetecnologia #cultura_digitale
Un ponte di senso
Cโรจ un momento in cui il personaggio si ritira, e resta lโuomo. ร lรฌ che nasce un ponte di senso: tra ciรฒ che siamo stati e ciรฒ che possiamo ancora condividere, tra identitร , servizio e una libertร che non ha piรน bisogno di scena.
Quando invecchiano i personaggi
La vecchiaia non รจ una curva demografica nรฉ un dato statistico: รจ un laboratorio estremo dellโidentitร . In famiglia, e accanto a un padre e a uno zio che per decenni hanno ricoperto ruoli, dignitร e potere, ho visto cosa accade quando il personaggio - per lutto, per etร , per malattia - comincia a sfilacciarsi. E ho capito: se lโIo si รจ fondato solo su ruoli e maschere, quando queste cadono resta il vuoto.
AI: idiota savant?
Un uomo con un cervello โsbagliatoโ ha messo in crisi la nostra idea di intelligenza.Kim Peek, il vero โRain Manโ, nacque senza corpo calloso, con gravi malformazioni cerebrali. La medicina lo giudicรฒ compromesso. La realtร lo rese uno dei piรน straordinari casi di memoria mai documentati.Oggi, mentre celebriamo lโIntelligenza Artificiale come nuova frontiera del pensiero,... Continua a leggere →
The Lost Bus
Nel caos non serve lโeroe. Serve chi resta calmo "The Lost Bus" non รจ solo un film su un incendio, ma sul pensiero che resiste quando il pensiero sembra impossibile.Mentre le fiamme inghiottono Paradise, un autista e unโinsegnante trasformano la paura in metodo, il panico in empatia ...
La felicitร come sistema vivente
La felicitร non si misura. Si coltiva. ร un atto politico, biologico e spirituale insieme. Jonathan Haidt la chiama ipotesi, ma la sua รจ una rivoluzione silenziosa: la felicitร non รจ unโemozione o un privilegio, รจ una competenza che unisce mente, corpo, relazioni e senso. Dalla psicologia positiva alla PNEI, dal pensiero di Filangieri al Ministero della Felicitร , fino alla lezione di Stefano Bartolini, tutto converge verso unโunica idea: la felicitร รจ un ecosistema, non un sentimento. ร equilibrio tra il cavaliere e lโelefante che vivono nella nostra mente, tra libertร e appartenenza, tra benessere personale e responsabilitร collettiva. Non basta cercarla dentro di sรฉ: occorre costruirla tra le persone, nelle istituzioni, nella cultura. Perchรฉ la felicitร , รจ un diritto primario e inalienabile, ma anche un dovere verso la comunitร che ci sostiene.
Possiamo cambiare il partito, ma non cambia il governo
La maggioranza silenziosa non รจ composta da apatici, ma da cittadini che hanno capito una cosa semplice e inquietante: in Italia si puรฒ cambiare il partito, ma non la politica di governo. Il sistema resta lo stesso: cambiano i volti, non le scelte. E cosรฌ, mentre i fanatici ideologici continuano a votare โper appartenenzaโ, la gente normale, quella che lavora, che osserva, che si informa si รจ ritirata dal gioco. Non per rassegnazione, ma perchรฉ ha capito che la posta in palio รจ ormai solo simbolica.
Quando la democrazia si fa impero
Perchรฉ quando pensiamo alla parola democrazia immaginiamo subito lโOccidente? E perchรฉ ogni altra forma di autogoverno, consenso o partecipazione ci sembra โmeno democraticaโ? Forse perchรฉ, piรน che un sistema politico, la democrazia รจ diventata una narrazione di potere: una lente attraverso cui lโOccidente continua a guardare il mondo, โฆ ย e a legittimare solo sรฉ stesso.
La Cittร Attiva
Ci sono parole che, a prima vista, appartengono a mondi diversi ma che, quando si incontrano, rivelano un legame profondo. โAttivaโ รจ una di queste. Nel linguaggio della cittร indica il movimento, la salute, la vita che anima gli spazi; nel linguaggio civile, la partecipazione, la responsabilitร , la consapevolezza. Quando questi due significati si incontrano, nasce unโidea di cittร che non รจ solo un luogo da abitare, ma un ecosistema da far vivere.