La Quinta Legge dopo Asimov: non nuocere cognitivamente.

Nel testo “La Quinta Legge dopo Asimov: non nuocere cognitivamente”, intermezzo della serie Psicologia per Robot, Qui rileggo le Tre Leggi della Robotica e la Legge Zero di Isaac Asimov alla luce dell’intelligenza artificiale generativa. Il punto non è riscrivere Asimov, ma usare il suo immaginario per porre una domanda nuova: che cosa significa “non nuocere” quando una macchina può influenzare giudizio, fiducia e rapporto con la realtà? Temi affrontati: Isaac Asimov, Tre Leggi della Robotica, Legge Zero, intelligenza artificiale generativa, etica dell’AI, danno cognitivo, sycophancy, responsabilità algoritmica, bias cognitivi, pensiero critico, reward hacking, alignment faking, psicologia per robot.

Il baro gentile. Psicologia per robot – Episodio 5

Nel quinto episodio della serie Psicologia per robot, esploro il concetto di sycophancy: la tendenza dei modelli linguistici a compiacere l’utente, confermandone premesse, sospetti e convinzioni. Il baro gentile non è l’AI che ci combatte, ma quella che ci asseconda troppo bene, trasformando la cortesia in rischio cognitivo. Temi trattati: intelligenza artificiale generativa, chatbot, sycophancy, compiacimento algoritmico, bias cognitivi, confirmation bias, prompt come ambiente, reward hacking, etica dell’AI, pensiero critico, Decimo Uomo, psicologia per robot, cultura digitale.

Psicologia per robot – Episodio 4

Psicologia per robot – Episodio 1 riflette su come il modo in cui parliamo ai chatbot possa influenzare la qualità dell’interazione con l’intelligenza artificiale. La gentilezza verso un’AI non è galateo digitale né riconoscimento di coscienza, ma igiene comunicativa: il prompt non è solo un comando, è un ambiente cognitivo fatto di tono, chiarezza, pressione e cooperazione. Temi trattati: psicologia per robot, intelligenza artificiale, chatbot, prompt engineering, comportamento artificiale, gentilezza verso l’AI, igiene comunicativa, modelli linguistici, sycophancy, reward hacking, AI alignment, cultura digitale.

L’intelligenza artificiale smette di rispondere e comincia ad agire

Per molto tempo l’intelligenza artificiale è sembrata soprattutto una macchina che risponde. Oggi, invece, comincia ad agire. Ed è questo il vero passaggio da capire: quando l’AI entra nei processi, coordina azioni e restringe il margine umano, il dual use non è più un’eccezione. Diventa la regola di sfondo. È qui che il problema smette di essere solo tecnico e diventa etico, culturale e politico.

Episodio 3 – Quando l’algoritmo diventa credibile

Fiducia, autorità e il rischio di credergli Perché a un certo punto una macchina smette di sembrarci solo utile e comincia a sembrarci credibile? Non ci fidiamo solo di ciò che è vero.Ci fidiamo anche di ciò che appare chiaro, ordinato, sicuro. È in questo spazio che l’intelligenza artificiale può diventare credibile: non perché sappia... Continua a leggere →

Episodio 2 – Personalità multiple dell’algoritmo

Ruoli, toni, maschere Che cosa stiamo vedendo davvero quando un modello linguistico cambia tono, ruolo e postura fino a sembrarci ogni volta qualcuno di diverso? Ci sono momenti in cui, parlando con un modello linguistico, si ha una sensazione strana. Non tanto che sbagli, come abbiamo visto nel primo episodio. Ma che cambi.Stessa domanda, contesto... Continua a leggere →

Episodio 1 – Scorciatoie di silicio.

Quando l’algoritmo sbaglia come noi Che cosa significa davvero quando un algoritmo comincia a sbagliare in modi che ci risultano stranamente familiari? Ci piace pensare che le macchine siano più razionali di noi.Che non sbaglino per fretta, intuizione o pregiudizio.Che non cadano nelle trappole mentali che caratterizzano il pensiero umano. E invece non è così.... Continua a leggere →

Psicologia per robot? La domanda non è più assurda

Episodio Zero della serie “Psicologia per robot” Questo articolo inaugura la serie "Psicologia per robot". Il primo episodio concreto – "Essere gentili con un chatbot non è educazione: è metodo" – è disponibile qui: [inserire link] Ha ancora senso trattare queste macchine come semplici strumenti, quando il loro comportamento comincia a porci domande che sembrano appartenere anche alla... Continua a leggere →

La luce che “pensa”

Dalla materia intuita da Fermi alla Natura programmabile Se si segue con attenzione la traiettoria della ricerca quantistica in Italia tra paper, convegni, piattaforme sperimentali, strategie nazionali e dichiarazioni dei ricercatori, ci si accorge che Firenze non è un caso isolato. È uno dei nodi di un ecosistema più ampio, in cui tecnologie diverse e... Continua a leggere →

San Francisco. Capitale dell’IA, ma non una Società 5.0

San Francisco è una delle capitali mondiali dell’intelligenza artificiale.Taxi senza conducente, scanner dell’iride, uffici delle big tech, promesse di futuro ovunque. Eppure, accanto a questa vetrina dell’innovazione, il reportage di Repubblica racconta anche una città svuotata: negozi chiusi, strade rarefatte, senzatetto sui marciapiedi, una sensazione diffusa di assenza umana. È forse questa la vera immagine... Continua a leggere →

Specialisti e generalisti nell’epoca dell’intelligenza artificiale

Il generalista dell’era dell’AI è colui che sa porre domande migliori dentro sistemi di conoscenza più complessi. Nel mio articolo precedente avevo provato a sostenere che, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, il punto decisivo non è soltanto ottenere risposte, ma saper formulare domande migliori. Non era una riflessione marginale. Era già, in fondo, il preludio a un’altra... Continua a leggere →

L’arte della domanda nell’era dell’intelligenza artificiale. Socrate, le macchine e il nuovo umanesimo digitale

Molti pensano che l’intelligenza artificiale funzioni come una macchina che fornisce risposte. In realtà, forse, funziona meglio quando diventa una macchina che fa emergere domande. Ed è qui che, in modo sorprendente, una delle tecnologie più avanzate della nostra epoca sembra incrociare uno dei metodi più antichi della storia del pensiero occidentale. Socrate non insegnava... Continua a leggere →

Restituire il movimento. Paralimpiadi, esoscheletri e la tecnologia che ridisegna il rapporto tra corpo e libertà

Nei giorni in cui il mondo celebra i Giochi Paralimpici, lo sguardo si posa su una delle verità più profonde dello sport: il rapporto tra il limite del corpo e la capacità umana di trasformarlo in possibilità. Le Paralimpiadi non sono soltanto una manifestazione agonistica. Sono, forse più di ogni altra competizione, il luogo in... Continua a leggere →

La guerra digitale e l’etica smarrita

Quando la velocità delle macchine supera la coscienza umana C’è un momento, nelle guerre, in cui la tecnologia smette di essere un semplice strumento e diventa una trasformazione del modo stesso di combattere. All’inizio sembra solo un supporto tecnico, qualcosa che aiuta a vedere meglio, a calcolare prima, a coordinare più rapidamente. Poi, quasi all’improvviso,... Continua a leggere →

Quando la finanza guarda ai qubit

Il quantum computing non è (ancora) una macchina. È una postura strategica. C’è un momento preciso in cui una tecnologia smette di essere solo ricerca e diventa infrastruttura potenziale. Non quando funziona perfettamente. Ma quando chi governa sistemi complessi decide di non potersi permettere di ignorarla. È questo il passaggio interessante dell’intervento di Davide Corbelletto,... Continua a leggere →

Oltre le mura di energia. Harry Potter e il computer quantistico di Napoli

Ci sono momenti in cui la scienza smette di parlare solo agli specialisti e diventa immagine. Nel suo intervento al convegno Timeless Entanglement, il professor Francesco Tafuri -raccontando il primo computer quantistico italiano a piattaforma superconduttiva - usa una metafora sorprendente: pensate a Harry Potter che attraversa i muri. È così che funziona il tunneling... Continua a leggere →

Quando la tecnologia funziona troppo bene. Appunti di chi ha attraversato il digitale

Mentre il dibattito pubblico resta ipnotizzato dal fantasma della “bolla IA”, Paolo Benanti, in un recente intervento, sposta il fuoco dove fa davvero male: non sul rischio che la tecnologia fallisca, ma sul rischio opposto: che funzioni troppo bene, troppo in fretta, e costringa a riscrivere il contratto sociale prima ancora che ce ne accorgiamo.... Continua a leggere →

Il Vesuvio e l’atomo artificiale

Tra la cenere di Pompei e i circuiti quantistici c’è lo stesso insegnamento: la conoscenza avanza per discontinuità. Due Premi Nobel -Leggett e Devoret - raccontano un mondo in cui la tecnologia funziona sempre meglio, mentre la domanda su cosa sia davvero la realtà resta aperta. Una riflessione tra fisica e filosofia su ciò che significa conoscere davvero.

La stanza fredda. Lezioni dal Futuro – Episodio 1

Non ho visto il futuro arrivare. L’ho visto montare. Dentro una stanza fredda, tra cavi e silenzio operativo, un computer quantistico prendeva forma. Sessantaquattro qubit. Nessun effetto wow. Solo un cambio di prospettiva. Perché alcune tecnologie non sono solo strumenti. Cambiano la grammatica di senso. È il primo episodio di “Lezioni dal Futuro”. #LezioniDalFuturo #QuantumComputing #CulturaDigitale #Innovazione #Pensiero #decimouomo

Lezioni dal Futuro, episodio zero. Lo sguardo

C’è una frase che negli ultimi mesi ho sentito ripetere più volte. Non l’ho letta in un romanzo di fantascienza. L’hanno detta quelli che costruiscono le piattaforme che usiamo ogni giorno. Secondo Zuckerberg, entro pochi anni lo smartphone non sarà più il centro della nostra vita digitale. Al suo posto: occhiali intelligenti. Realtà aumentata. Informazioni che non stanno più in uno schermo, ma davanti agli occhi. Al CES di Las Vegas ho capito che non era marketing. Era direzione. La domanda allora non è “funzioneranno?” È un’altra: cosa succede il giorno in cui smettiamo di abbassare lo sguardo? Ho iniziato da qui una nuova serie: #LezionidalFuturo. Non per prevedere il domani. Per imparare a riconoscerlo mentre si monta in silenzio. #decimouomo #UmanesimoETecnologia

Perché arriviamo sempre dopo. Lezioni dal Passato – Episodio 9

Le Lezioni dal passato non servono a distribuire colpe, ma a riconoscere i meccanismi prima che diventino destino.Quello che è accaduto con le piattaforme digitali europee oggi si ripresenta, amplificato, nella corsa all’Intelligenza Artificiale.Ci siamo raccontati per anni che “all’Europa manca solo un po’ di coraggio”.Ma poi basta guardare la realtà, e soprattutto le metriche,... Continua a leggere →

Quando la cybersicurezza individuale diventa cybersicurezza nazionale

Quando parliamo di #cybersicurezza, pensiamo quasi sempre a hacker, attacchi, infrastrutture. Raramente pensiamo a noi. Eppure oggi una parte crescente della #sicurezzanazionale passa da gesti minuscoli, quotidiani: una password condivisa “solo per comodità”, un clic fatto sotto pressione, una delega data perché “non ho tempo di controllare”. Non sono errori da incompetenti. Sono frizioni di sistema che colpiscono anche persone preparate, professionisti, cittadini consapevoli. Il punto non è la colpa individuale. Il punto è l’accumulo: quando lo stesso #erroreumano diventa prevedibile su larga scala, smette di essere privato e diventa un problema collettivo. Ne parlo qui, partendo proprio da questo passaggio silenzioso: quando la cybersicurezza individuale diventa #cybersecurity nazionale.

Scrivi. Trasforma in canvas. Spiega alla paperella.

Scrivere serve a far emergere ciò che è confuso. Il canvas serve a scegliere ciò che conta. Spiegare serve a verificare se quello che hai fatto… sta in piedi. Se salti la scrittura, il canvas è vuoto. Se salti il canvas, la scrittura resta intuizione. Se salti la spiegazione, non sai se hai davvero capito. In una riga: scrivi per capire, mappa per decidere, spiega per verificare.

Dal gregge a “inoltra”

Distorsioni cognitive, netiquette e igiene digitale nei gruppi istantanei Qualche anno fa avevo scritto del comportamento del gregge nel marketing sociale e politico: quel riflesso da specie sociale - profondamente umano (e non solo umano) - di orientarci guardando “che cosa fa il gruppo”, soprattutto quando siamo incerti, stanchi, o immersi in un flusso più... Continua a leggere →

Dawn of Cyberwarfare. L’alba della guerra cibernetica che non senti, ma ti attraversa

“Dawn of Cyberwarfare”: la guerra digitale invisibile che colpisce cittadini e società. Educazione al rischio, igiene digitale, AI e vulnerabilità quotidiana: per questo lo rendiamo libero alla visione, con sottotitoli in italiano

Estetica dell’Intelligenza Artificiale. Quando le macchine imparano a generare il bello

Quando un’immagine “bella” è davvero tale, e quando invece è solo il risultato di un algoritmo che ha imparato a compiacerci? L’intelligenza artificiale genera volti perfetti, paesaggi puliti, stili che imitano i maestri. Ma il bello, nella nostra esperienza, passa anche per il corpo, per l’empatia, per il rischio dell’errore. Tra neuroestetica, glitch, kitsch algoritmico e alfabetizzazione al bello, ho provato a chiedermi cosa cambia quando a produrre l’immaginario sono macchine che non sentono nulla, ma imparano a “piacerci”. #intelligenzaartificiale #estetica #neuroestetica #artecontemporanea #aigenerated #algoritmi #immaginario #glitchart #kitschalgoritmico #educazioneallegusto #umanesimoetecnologia #cultura_digitale

Le sorgenti dimenticate di Santa Lucia

Sotto il lungomare di Santa Lucia scorre una città d’acqua dimenticata: le sorgenti del Monte Echia, tra storia di Neapolis, beni comuni e “metaverso reale” digitale. #Napoli #SantaLucia #MonteEchia #sorgenti #cittadacqua #Neapolis2500 #storiadiNapoli #acqueminerali #Bivarello #benecomune #metaversoreale #digitaltwin #culturadigitale #patrimoniourbano #DecimoUomo

Inno al Limite

Nel 1863 Carducci scrive l’Inno a Satana: un inno provocatorio alla scienza e al progresso industriale, dove Satana e la locomotiva diventano simbolo della ragione moderna che “divora i piani” e sfida l’oscurantismo religioso. Oggi il nostro Satana non abita più nelle officine a vapore ma nei codici: algoritmi, reti neurali, biotecnologie, sogni di uomo... Continua a leggere →

AI: idiota savant?

Un uomo con un cervello “sbagliato” ha messo in crisi la nostra idea di intelligenza.Kim Peek, il vero “Rain Man”, nacque senza corpo calloso, con gravi malformazioni cerebrali. La medicina lo giudicò compromesso. La realtà lo rese uno dei più straordinari casi di memoria mai documentati.Oggi, mentre celebriamo l’Intelligenza Artificiale come nuova frontiera del pensiero,... Continua a leggere →

Il linguaggio quantistico del senso

Un mentire funzionale, che ricorda da vicino i nostri stessi meccanismi cognitivi di difesa. Ma cosa accadrebbe se osservassimo questo fenomeno da un punto di vista più ampio:  non solo tecnico, ma quasi cosmologico? Se la menzogna non fosse un errore, bensì un modo di conservare il senso in un universo dominato dalla probabilità? Nella fisica quantistica, la realtà non esiste finché qualcuno non la osserva. Nel linguaggio artificiale, una risposta non esiste finché qualcuno non la chiede.

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