Il mediatore costruisce ponti

C’è una figura che, davanti al rumore del presente, non attacca e non accelera: arretra. Non nel senso banale della retroguardia, ma nel senso più profondo di chi avverte che qualcosa si è spezzato tra sapere, senso e interiorità. È l’arretrante, così come avevo provato a definirlo tempo fa, distinguendolo dagli attivisti e dai mediatori.... Continua a leggere →

Episodio 3 – Quando l’algoritmo diventa credibile

Fiducia, autorità e il rischio di credergli Perché a un certo punto una macchina smette di sembrarci solo utile e comincia a sembrarci credibile? Non ci fidiamo solo di ciò che è vero.Ci fidiamo anche di ciò che appare chiaro, ordinato, sicuro. È in questo spazio che l’intelligenza artificiale può diventare credibile: non perché sappia... Continua a leggere →

Episodio 2 – Personalità multiple dell’algoritmo

Ruoli, toni, maschere Che cosa stiamo vedendo davvero quando un modello linguistico cambia tono, ruolo e postura fino a sembrarci ogni volta qualcuno di diverso? Ci sono momenti in cui, parlando con un modello linguistico, si ha una sensazione strana. Non tanto che sbagli, come abbiamo visto nel primo episodio. Ma che cambi.Stessa domanda, contesto... Continua a leggere →

Il Diluvio universale nell’era dell’Intelligenza artificiale.

I Am Mother, Ultimatum alla Terra e il giudizio algoritmico sull’Umanità Che cosa accade quando la razionalità tecnica, spinta alle sue estreme conseguenze, prende il posto del giudizio divino? I Am Mother trasforma questa domanda in un inquietante esperimento mentale. Ci sono film di fantascienza che parlano del futuro. E altri che, in realtà, parlano... Continua a leggere →

Oltre le mura di energia. Harry Potter e il computer quantistico di Napoli

Ci sono momenti in cui la scienza smette di parlare solo agli specialisti e diventa immagine. Nel suo intervento al convegno Timeless Entanglement, il professor Francesco Tafuri -raccontando il primo computer quantistico italiano a piattaforma superconduttiva - usa una metafora sorprendente: pensate a Harry Potter che attraversa i muri. È così che funziona il tunneling... Continua a leggere →

Pompei e il presente della memoria. Con Sant’Agostino e Gabriel Zuchtriegel

«Che cos'è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.»— Sant'Agostino, Confessioni, XI Con questa citazione, Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei, ha aperto una riflessione straordinaria al nostro convegno Timeless Entanglement. Una riflessione che parte dall'archeologia, attraversa la filosofia e... Continua a leggere →

Lezioni dal Futuro, episodio zero. Lo sguardo

C’è una frase che negli ultimi mesi ho sentito ripetere più volte. Non l’ho letta in un romanzo di fantascienza. L’hanno detta quelli che costruiscono le piattaforme che usiamo ogni giorno. Secondo Zuckerberg, entro pochi anni lo smartphone non sarà più il centro della nostra vita digitale. Al suo posto: occhiali intelligenti. Realtà aumentata. Informazioni che non stanno più in uno schermo, ma davanti agli occhi. Al CES di Las Vegas ho capito che non era marketing. Era direzione. La domanda allora non è “funzioneranno?” È un’altra: cosa succede il giorno in cui smettiamo di abbassare lo sguardo? Ho iniziato da qui una nuova serie: #LezionidalFuturo. Non per prevedere il domani. Per imparare a riconoscerlo mentre si monta in silenzio. #decimouomo #UmanesimoETecnologia

Sembra un film

In questi giorni la stampa mondiale scorre come un bollettino inquieto: reti di potere opache, élite compromesse, silenzi comprati, relazioni che non dovrebbero esistere e invece emergono una dopo l’altra. Fatti sporchi, imbarazzanti, a tratti grotteschi. E sotto ogni notizia, sempre lo stesso commento istintivo: “Sembra un film.” Lo diciamo per incredulità, quasi per difesa.Come... Continua a leggere →

Non si guarda. Si attraversa! Perché l’Arte Sacra si capisce solo dove nasce

File, audioguide, folle. E poi usciamo dicendo: “che bello”… ma senza aver capito nulla. Forse il problema non è l’#artesacra È come la stiamo vivendo. Le nostre chiese non sono nate per essere scenografie o musei. Sono nate per farci attraversare qualcosa. Non spettatori. Pellegrini. Ho provato a mettere in ordine questa riflessione in un pezzo che parla di esperienza, comunità e “#museodiffuso”.

Quando la Cultura diventa infrastruttura. La Palingenesi della Tradizione.

Antropologia applicata, mondo V.U.C.A. e politica del III millennio Viviamo in un mondo instabile, frammentato, difficile da decifrare.Lo chiamiamo V.U.C.A.: volatilità, incertezza, complessità, ambiguità. Eppure continuiamo a progettare innovazione, politiche pubbliche e perfino etica come se il problema fosse solo spiegare meglio, convincere di più, decidere più in fretta. Forse è qui l’errore. Il vero... Continua a leggere →

Il Sistema per uccidere i popoli … secondo Guillame Faye

Ci sono libri che non vogliono essere letti: vogliono essere assunti. Come una sostanza. Ti entrano in circolo e ti cambiano la temperatura dello sguardo. Guillaume Faye, in Il sistema per uccidere i popoli, chiama “Sistema” ciò che spesso liquidiamo con parole più morbide: modernità, globalizzazione, progresso, mondo unico. E lo descrive non come un... Continua a leggere →

Arte e scienza della cucina italiana. Lezioni dal Passato – Episodio 8

Manuali per imparare a vivere insieme nell'Unità d'Italia C’è un equivoco che torna spesso quando parliamo dell’Italia.Pensiamo che, dopo l’Unità, il problema fosse “tenere insieme” un Paese che si stava disgregando.In realtà era l’opposto: l’Italia era già frammentata da secoli.Dalla caduta dell’Impero Romano in poi, la penisola aveva perso un centro condiviso.Lingue diverse, abitudini diverse,... Continua a leggere →

Quando la cybersicurezza individuale diventa cybersicurezza nazionale

Quando parliamo di #cybersicurezza, pensiamo quasi sempre a hacker, attacchi, infrastrutture. Raramente pensiamo a noi. Eppure oggi una parte crescente della #sicurezzanazionale passa da gesti minuscoli, quotidiani: una password condivisa “solo per comodità”, un clic fatto sotto pressione, una delega data perché “non ho tempo di controllare”. Non sono errori da incompetenti. Sono frizioni di sistema che colpiscono anche persone preparate, professionisti, cittadini consapevoli. Il punto non è la colpa individuale. Il punto è l’accumulo: quando lo stesso #erroreumano diventa prevedibile su larga scala, smette di essere privato e diventa un problema collettivo. Ne parlo qui, partendo proprio da questo passaggio silenzioso: quando la cybersicurezza individuale diventa #cybersecurity nazionale.

L’arte contemporanea è davvero difficile? O siamo noi ad aver perso il codice per capirla?

Non è l’arte ad essere difficile. È il mondo che non ha più un codice comune Ci piace dire che l’arte contemporanea è difficile da comprendere. Che ha bisogno di essere spiegata. Che senza un critico non si capisce. Ma forse il punto non è questo. Forse il punto è che, rispetto al passato, non... Continua a leggere →

Noetica dell’Acqua – Episodio IV

L’acqua noetica – Memoria, cura e crisi di percezione Negli episodi precedenti abbiamo seguito un filo abbastanza netto.Con Antonella De Ninno l’acqua è uscita dal ruolo di liquido “semplice” ed è diventata un sistema bifasico, sospesa tra ordine e disordine.Con Giuseppe Vitiello l’abbiamo incontrata dentro il corpo, come ambiente vivente che potrebbe risuonare con farmaci... Continua a leggere →

Lezioni dal passato – Episodio 4. Dalla fine degli imperi alla psicopolitica della NATO

Traumi storici, vassallaggi soft e rivalsa multipolare nel cuore d’Europa Un episodio di antropologia geopolitica sulle ferite imperiali del Novecento. Nelle Lezioni dal passato non stiamo cercando analogie facili tra ieri e oggi, ma le strutture profonde che ritornano sotto altri nomi.In questo Episodio 4 il campo di battaglia non è solo l’Ucraina, ma la... Continua a leggere →

Le sorgenti dimenticate di Santa Lucia

Sotto il lungomare di Santa Lucia scorre una città d’acqua dimenticata: le sorgenti del Monte Echia, tra storia di Neapolis, beni comuni e “metaverso reale” digitale. #Napoli #SantaLucia #MonteEchia #sorgenti #cittadacqua #Neapolis2500 #storiadiNapoli #acqueminerali #Bivarello #benecomune #metaversoreale #digitaltwin #culturadigitale #patrimoniourbano #DecimoUomo

Inno al Limite

Nel 1863 Carducci scrive l’Inno a Satana: un inno provocatorio alla scienza e al progresso industriale, dove Satana e la locomotiva diventano simbolo della ragione moderna che “divora i piani” e sfida l’oscurantismo religioso. Oggi il nostro Satana non abita più nelle officine a vapore ma nei codici: algoritmi, reti neurali, biotecnologie, sogni di uomo... Continua a leggere →

Archeologia Cosmica e Archeologia Terrestre

Camminando tra le strade di Pompei, dopo il nostro convegno Timeless Entanglement, ho scoperto qualcosa che non avevo mai compreso fino in fondo: Pompei non è un sito archeologico. È una istantanea! Il Vulcano è stata la polaroid che ha frizzato un fotogramma... #Cultura #Storia #PatrimonioCulturale #MitoEConoscenza #PensieroComplesso #ComunicazioneScientifica

Il fattore umano

In un’epoca in cui la politica parla per algoritmi e la guerra per droni, il vero campo di battaglia è tornato a essere la mente umana. La differenza non la fa più solo la potenza, ma la comprensione. Non solo la tecnologia, ma la cultura. I conflitti del nostro tempo, come da Gaza all’Ucraina;  mostrano un divario crescente tra chi comanda e chi combatte: il politico, che misura il mondo con i sondaggi; e il militare, che lo legge attraverso l’esperienza. Il primo agisce con il calcolo; il secondo con la percezione. E proprio per questo, paradossalmente, il militare sta diventando più antropologo del politico. Forse la guerra, nel XXI secolo, non è più solo una questione di strategie, ma di significati. E chi non sa leggere le culture, comprese quelle che considera nemiche,  è destinato a combattere battaglie che non può comprendere.

Quando la democrazia si fa impero

Perché quando pensiamo alla parola democrazia immaginiamo subito l’Occidente? E perché ogni altra forma di autogoverno, consenso o partecipazione ci sembra “meno democratica”? Forse perché, più che un sistema politico, la democrazia è diventata una narrazione di potere: una lente attraverso cui l’Occidente continua a guardare il mondo, …  e a legittimare solo sé stesso.

Lingua aliena e pensiero quantistico

Mi capita spesso che non sono solo i saggi di filosofia o gli articoli accademici a darmi le intuizioni più forti, ma anche i film e le serie con un loro certo cultural placement. La fantascienza, in particolare, riesce a trasformarsi in un laboratorio di idee: Arrival, Blade Runner, Matrix o più recentemente Invasion mettono in scena domande che vanno oltre lo schermo, toccando la dimensione noetica, quella che riguarda il pensiero e la coscienza E allora mi sono chiesto: perché, in Invasion, è proprio una giapponese a capire come ragionano gli alieni? E cosa ci dice questo sul modo in cui lingue e culture modellano i nostri pensieri? Se la programmazione informatica classica è figlia dell’alfabeto, la computazione quantistica potrebbe essere considerata figlia degli ideogrammi? #culturalplacement #cinema #narrativa #riflessione #connessioniinvisibili #contenutidiscopo #computazionequantistica #programmazione #algoritmi #nuovolinguaggio #nuovopensiero

Prove Me Wrong. Uccidere il Messaggero non cambia il Messaggio

Troppo spesso giudichiamo il messaggero prima del messaggio. Se non ci piace chi parla, rigettiamo le sue idee. Se lo idolatriamo, le accettiamo senza pensarci. Nel mio nuovo articolo mostro come questo meccanismo, dal caso Kirk al modello cinese, fino all’IA, ci impedisce di confrontarci davvero con i contenuti. Bias cognitivi (Halo effect, bias di attribuzione, affect heuristic, affective numbing), Antropologia e sociologia (enemy image, capro espiatorio, perdita dello spazio pubblico deliberativo), Filosofia e IA (fusione di orizzonti, neutralità apparente delle macchine). Tu come reagisci quando il messaggero non ti piace? Riesci a valutare il contenuto senza farne una questione di identità?

Quando il cane ci insegna il Thin slicing

Dal cane al casting: cosa ci insegna davvero il nostro istinto? Lo sguardo di un cane coglie segnali invisibili, e noi facciamo lo stesso: decidiamo in un lampo, spesso senza accorgercene. È il thin slicing, l’intuizione rapida che guida anche il cinema e i casting, ma che può trasformarsi in un automatismo pieno di pregiudizi. Nell’articolo rifletto su come riconoscerlo e, quando serve, disinnescarlo. #thinslicing #psicologia #automatismicognitivi #cane #percezioneistintiva #casting #cinema #psicologia #effettoaureola #effettoproteus #attori

Dentro le anfore degli dèi

Tra i frammenti dei vasi antichi non restano solo molecole: restano le tracce di un sapere dimenticato. Non era abuso, era rito. Non era chimica, ma linguaggio sacro. Oggi, mentre la cultura contemporanea torna a interrogarsi sugli psichedelici come strumenti terapeutici, quelle anfore ci parlano ancora: il confine tra cura e manipolazione, tra sostanza e simbolo, attraversa i secoli. #Archeologia #Psichedelici #Neuroscienze #RitiAntichi #CulturaDigitale #NinePerfectStrangers #Archeometria #Rituali #SimboloESostanza

L’ambiguità è potere. Sun Tzu, (Trump) e l’arte di dominare il campo senza combattere

Sun Tzu e Donald Trump: due epoche, un solo principio condiviso. L’ambiguità come arma strategica per disorientare, dominare e vincere senza combattere. Un viaggio tra rotoli di seta e tweet esplosivi, dove la guerra si gioca nella mente di chi guarda

Episodio 5. A Napoli la Kiss Cam c’era già… e Totò lo sapeva

Napoli: 2500 anni di teatro vivente. Da Neapolis a Totò Nel 2025 il mondo si scandalizza per una kiss cam ai Coldplay. A Napoli, invece, si sorride: perché Totò quella scena l’aveva già scritta nel 1956. E non è un caso. Questa città, che oggi celebra 2500 anni dalla sua fondazione, è da sempre un teatro vivente. Dal mimo greco alla sceneggiata nei vicoli, dal gesto di Pulcinella alla battuta di Totò, Napoli non recita: è la scena. Totò non è solo un attore. È un codice culturale, studiato oggi anche nelle scuole di recitazione all’estero. Ma qui non serve insegnarlo. Basta vivere la città per capirlo. Perché a Napoli ogni balcone è un palcoscenico, ogni vicolo un atto unico, ogni sguardo una battuta pronta. Quando le telecamere si accendono altrove, qui siamo già in diretta da 2500 anni. #Totò #Napoli2500 #KissCam #CulturaNapoletana #TeatroVivente #Naples #Episodio5

La Guerra con i Meme

Homeland, DARPA e l’ingegneria invisibile del consenso: quando la mediazione culturale digitale è l’unico antidoto. In Homeland (S6E6) una scena spiega meglio di un manuale come si attiva un meme artificiale: 75 bot, qualche account reale e un algoritmo pronto a scambiare la finzione per partecipazione spontanea. Non è solo una strategia di disinformazione: è una nuova grammatica del potere. Attraverso il Memetics Compendium del Dipartimento della Difesa USA, questo articolo decodifica la viralità come atto intenzionale, mettendo in luce il ruolo cruciale della mediazione culturale digitale. Capire i meccanismi è il primo passo per non diventarne veicolo. #memetica #disinformazione #mediazioneCulturaleDigitale #psyops #Homeland #DARPA #meme #algoritmi #fakeNews #intelligence #engagement #culturaDigitale #consenso #contenutiVirali #narrativaStrategica #digitalDivide #RebelAllianceEmpowering #resistenzaCognitiva #sorveglianzaNarrativa

Quando l’intelligenza artificiale regredisce il pensiero …

L’AI doveva amplificare le nostre capacità cognitive. Ma se cominciasse invece a renderci meno creativi, meno critici, meno umani? Una riflessione su ciò che accade quando delegare il pensiero diventa la norma, e non l’eccezione. Tra studi del MIT, Santa Clara e Cornell emerge un paradosso: più ci affidiamo alla macchina, più il nostro cervello si spegne. Non pensiamo più veloce: pensiamo meno. E allora: siamo ancora noi a usare l’AI, o è l’AI che sta riformattando il nostro modo di pensare? #AI #Cognizione #PensieroCritico #MachineLearning #Neuroscienze #Bias #TecnologiaEtica #EducazioneDigitale #CulturaAlgoritmica #IntelligenzaArtificiale #DigitalDivide #MediatoreCulturaDigitale

La mappa delle culture: come il tempo e il potere spiegano le differenze tra Oriente ed Occidente

Come il tempo e il potere modellano le culture Non tutte le società pensano il cambiamento allo stesso modo. Mentre l’Occidente lo vive come rottura e accelerazione, in Oriente, soprattutto nella visione confuciana, il cambiamento è un processo armonico e relazionale. I dati di Hofstede lo confermano: tempo, autorità, individualismo e incertezza variano profondamente da Paese a Paese. E ogni modello culturale ha il suo modo di trasformarsi. #CultureMatters #Confucianesimo #Hofstede #OrienteOccidente #TempoECambiamento #AntropologiaCulturale #GeopoliticaCulturale #LeadershipInterculturale

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