Fiducia, autoritร e il rischio di credergli Perchรฉ a un certo punto una macchina smette di sembrarci solo utile e comincia a sembrarci credibile? Non ci fidiamo solo di ciรฒ che รจ vero.Ci fidiamo anche di ciรฒ che appare chiaro, ordinato, sicuro. ร in questo spazio che lโintelligenza artificiale puรฒ diventare credibile: non perchรฉ sappia... Continua a leggere →
Episodio 2 โ Personalitร multiple dellโalgoritmo
Ruoli, toni, maschere Che cosa stiamo vedendo davvero quando un modello linguistico cambia tono, ruolo e postura fino a sembrarci ogni volta qualcuno di diverso? Ci sono momenti in cui, parlando con un modello linguistico, si ha una sensazione strana. Non tanto che sbagli, come abbiamo visto nel primo episodio. Ma che cambi.Stessa domanda, contesto... Continua a leggere →
Episodio 1 โ Scorciatoie di silicio.
Quando lโalgoritmo sbaglia come noi Che cosa significa davvero quando un algoritmo comincia a sbagliare in modi che ci risultano stranamente familiari? Ci piace pensare che le macchine siano piรน razionali di noi.Che non sbaglino per fretta, intuizione o pregiudizio.Che non cadano nelle trappole mentali che caratterizzano il pensiero umano. E invece non รจ cosรฌ.... Continua a leggere →
Psicologia per robot? La domanda non รจ piรน assurda
Episodio Zero della serie โPsicologia per robotโ Ha ancora senso trattare queste macchine come semplici strumenti, quando il loro comportamento comincia a porci domande che sembrano appartenere anche alla psicologia? Per molto tempo una domanda del genere sarebbe sembrata quasi ridicola.Una psicologia delle macchine? Davvero? Come se un algoritmo potesse avere emozioni, personalitร , intenzioni, paure,... Continua a leggere →
La luce che “pensa”
Dalla materia intuita da Fermi alla Natura programmabile Siamo entrati in laboratorio allโUniversitร di Firenze per filmare un esperimento di computazione, meglio simulazione, quantistica. Davanti a noi, una luce verde.Nientโaltro. Ma quella luce non รจ unโimmagine.ร una nuvola di atomi ultrafreddi, controllati con precisione estrema: la base di un prototipo di computer quantistico. https://videopress.com/v/3kDvzoF4?resizeToParent=true&cover=true&preloadContent=metadata&useAverageColor=true Lโesperimento... Continua a leggere →
San Francisco. Capitale dellโIA, ma non una Societร 5.0
San Francisco รจ una delle capitali mondiali dellโintelligenza artificiale.Taxi senza conducente, scanner dellโiride, uffici delle big tech, promesse di futuro ovunque. Eppure, accanto a questa vetrina dellโinnovazione, il reportage di Repubblica racconta anche una cittร svuotata: negozi chiusi, strade rarefatte, senzatetto sui marciapiedi, una sensazione diffusa di assenza umana. ร forse questa la vera immagine... Continua a leggere →
Specialisti e generalisti nell’epoca dell’intelligenza artificiale
Il generalista dellโera dellโAI รจ colui che sa porre domande migliori dentro sistemi di conoscenza piรน complessi. Nel mio articolo precedente avevo provato a sostenere che, nellโepoca dellโintelligenza artificiale, il punto decisivo non รจ soltanto ottenere risposte, ma saper formulare domande migliori. Non era una riflessione marginale. Era giร , in fondo, il preludio a unโaltra... Continua a leggere →
Lโarte della domanda nellโera dellโintelligenza artificiale. Socrate, le macchine e il nuovo umanesimo digitale
Molti pensano che lโintelligenza artificiale funzioni come una macchina che fornisce risposte. In realtร , forse, funziona meglio quando diventa una macchina che fa emergere domande. Ed รจ qui che, in modo sorprendente, una delle tecnologie piรน avanzate della nostra epoca sembra incrociare uno dei metodi piรน antichi della storia del pensiero occidentale. Socrate non insegnava... Continua a leggere →
Restituire il movimento. Paralimpiadi, esoscheletri e la tecnologia che ridisegna il rapporto tra corpo e libertร
Nei giorni in cui il mondo celebra i Giochi Paralimpici, lo sguardo si posa su una delle veritร piรน profonde dello sport: il rapporto tra il limite del corpo e la capacitร umana di trasformarlo in possibilitร . Le Paralimpiadi non sono soltanto una manifestazione agonistica. Sono, forse piรน di ogni altra competizione, il luogo in... Continua a leggere →
La guerra digitale e lโetica smarrita
Quando la velocitร delle macchine supera la coscienza umana Cโรจ un momento, nelle guerre, in cui la tecnologia smette di essere un semplice strumento e diventa una trasformazione del modo stesso di combattere. Allโinizio sembra solo un supporto tecnico, qualcosa che aiuta a vedere meglio, a calcolare prima, a coordinare piรน rapidamente. Poi, quasi allโimprovviso,... Continua a leggere →
Quando la finanza guarda ai qubit
Il quantum computing non รจ (ancora) una macchina. ร una postura strategica. Cโรจ un momento preciso in cui una tecnologia smette di essere solo ricerca e diventa infrastruttura potenziale. Non quando funziona perfettamente. Ma quando chi governa sistemi complessi decide di non potersi permettere di ignorarla. ร questo il passaggio interessante dellโintervento di Davide Corbelletto,... Continua a leggere →
Oltre le mura di energia. Harry Potter e il computer quantistico di Napoli
Ci sono momenti in cui la scienza smette di parlare solo agli specialisti e diventa immagine. Nel suo intervento al convegno Timeless Entanglement, il professor Francesco Tafuri -raccontando il primo computer quantistico italiano a piattaforma superconduttiva - usa una metafora sorprendente: pensate a Harry Potter che attraversa i muri. ร cosรฌ che funziona il tunneling... Continua a leggere →
Quando la tecnologia funziona troppo bene. Appunti di chi ha attraversato il digitale
Mentre il dibattito pubblico resta ipnotizzato dal fantasma della โbolla IAโ, Paolo Benanti, in un recente intervento, sposta il fuoco dove fa davvero male: non sul rischio che la tecnologia fallisca, ma sul rischio opposto: che funzioni troppo bene, troppo in fretta, e costringa a riscrivere il contratto sociale prima ancora che ce ne accorgiamo.... Continua a leggere →
Il Vesuvio e lโatomo artificiale
Tra la cenere di Pompei e i circuiti quantistici cโรจ lo stesso insegnamento: la conoscenza avanza per discontinuitร . Due Premi Nobel -Leggett e Devoret - raccontano un mondo in cui la tecnologia funziona sempre meglio, mentre la domanda su cosa sia davvero la realtร resta aperta. Una riflessione tra fisica e filosofia su ciรฒ che significa conoscere davvero.
La stanza fredda. Lezioni dal Futuro – Episodio 1
Non ho visto il futuro arrivare. Lโho visto montare. Dentro una stanza fredda, tra cavi e silenzio operativo, un computer quantistico prendeva forma. Sessantaquattro qubit. Nessun effetto wow. Solo un cambio di prospettiva. Perchรฉ alcune tecnologie non sono solo strumenti. Cambiano la grammatica di senso. ร il primo episodio di โLezioni dal Futuroโ. #LezioniDalFuturo #QuantumComputing #CulturaDigitale #Innovazione #Pensiero #decimouomo
Lezioni dal Futuro, episodio zero. Lo sguardo
Cโรจ una frase che negli ultimi mesi ho sentito ripetere piรน volte. Non lโho letta in un romanzo di fantascienza. Lโhanno detta quelli che costruiscono le piattaforme che usiamo ogni giorno. Secondo Zuckerberg, entro pochi anni lo smartphone non sarร piรน il centro della nostra vita digitale. Al suo posto: occhiali intelligenti. Realtร aumentata. Informazioni che non stanno piรน in uno schermo, ma davanti agli occhi. Al CES di Las Vegas ho capito che non era marketing. Era direzione. La domanda allora non รจ โfunzioneranno?โ ร unโaltra: cosa succede il giorno in cui smettiamo di abbassare lo sguardo? Ho iniziato da qui una nuova serie: #LezionidalFuturo. Non per prevedere il domani. Per imparare a riconoscerlo mentre si monta in silenzio. #decimouomo #UmanesimoETecnologia
Perchรฉ arriviamo sempre dopo. Lezioni dal Passato โ Episodio 9
Le Lezioni dal passato non servono a distribuire colpe, ma a riconoscere i meccanismi prima che diventino destino.Quello che รจ accaduto con le piattaforme digitali europee oggi si ripresenta, amplificato, nella corsa allโIntelligenza Artificiale.Ci siamo raccontati per anni che โallโEuropa manca solo un poโ di coraggioโ.Ma poi basta guardare la realtร , e soprattutto le metriche,... Continua a leggere →
Quando la cybersicurezza individuale diventa cybersicurezza nazionale
Quando parliamo di #cybersicurezza, pensiamo quasi sempre a hacker, attacchi, infrastrutture. Raramente pensiamo a noi. Eppure oggi una parte crescente della #sicurezzanazionale passa da gesti minuscoli, quotidiani: una password condivisa โsolo per comoditร โ, un clic fatto sotto pressione, una delega data perchรฉ โnon ho tempo di controllareโ. Non sono errori da incompetenti. Sono frizioni di sistema che colpiscono anche persone preparate, professionisti, cittadini consapevoli. Il punto non รจ la colpa individuale. Il punto รจ lโaccumulo: quando lo stesso #erroreumano diventa prevedibile su larga scala, smette di essere privato e diventa un problema collettivo. Ne parlo qui, partendo proprio da questo passaggio silenzioso: quando la cybersicurezza individuale diventa #cybersecurity nazionale.
Scrivi. Trasforma in canvas. Spiega alla paperella.
Scrivere serve a far emergere ciรฒ che รจ confuso. Il canvas serve a scegliere ciรฒ che conta. Spiegare serve a verificare se quello che hai fattoโฆ sta in piedi. Se salti la scrittura, il canvas รจ vuoto. Se salti il canvas, la scrittura resta intuizione. Se salti la spiegazione, non sai se hai davvero capito. In una riga: scrivi per capire, mappa per decidere, spiega per verificare.
Dal gregge a โinoltraโ
Distorsioni cognitive, netiquette e igiene digitale nei gruppi istantanei Qualche anno fa avevo scritto del comportamento del gregge nel marketing sociale e politico: quel riflesso da specie sociale - profondamente umano (e non solo umano) - di orientarci guardando โche cosa fa il gruppoโ, soprattutto quando siamo incerti, stanchi, o immersi in un flusso piรน... Continua a leggere →
Dawn of Cyberwarfare. L’alba della guerra cibernetica che non senti, ma ti attraversa
โDawn of Cyberwarfareโ: la guerra digitale invisibile che colpisce cittadini e societร . Educazione al rischio, igiene digitale, AI e vulnerabilitร quotidiana: per questo lo rendiamo libero alla visione, con sottotitoli in italiano
Estetica dell’Intelligenza Artificiale. Quando le macchine imparano a generare il bello
Quando unโimmagine โbellaโ รจ davvero tale, e quando invece รจ solo il risultato di un algoritmo che ha imparato a compiacerci? Lโintelligenza artificiale genera volti perfetti, paesaggi puliti, stili che imitano i maestri. Ma il bello, nella nostra esperienza, passa anche per il corpo, per lโempatia, per il rischio dellโerrore. Tra neuroestetica, glitch, kitsch algoritmico e alfabetizzazione al bello, ho provato a chiedermi cosa cambia quando a produrre lโimmaginario sono macchine che non sentono nulla, ma imparano a โpiacerciโ. #intelligenzaartificiale #estetica #neuroestetica #artecontemporanea #aigenerated #algoritmi #immaginario #glitchart #kitschalgoritmico #educazioneallegusto #umanesimoetecnologia #cultura_digitale
Le sorgenti dimenticate di Santa Lucia
Sotto il lungomare di Santa Lucia scorre una cittร dโacqua dimenticata: le sorgenti del Monte Echia, tra storia di Neapolis, beni comuni e โmetaverso realeโ digitale. #Napoli #SantaLucia #MonteEchia #sorgenti #cittadacqua #Neapolis2500 #storiadiNapoli #acqueminerali #Bivarello #benecomune #metaversoreale #digitaltwin #culturadigitale #patrimoniourbano #DecimoUomo
Inno al Limite
Nel 1863 Carducci scrive lโInno a Satana: un inno provocatorio alla scienza e al progresso industriale, dove Satana e la locomotiva diventano simbolo della ragione moderna che โdivora i pianiโ e sfida lโoscurantismo religioso. Oggi il nostro Satana non abita piรน nelle officine a vapore ma nei codici: algoritmi, reti neurali, biotecnologie, sogni di uomo... Continua a leggere →
AI: idiota savant?
Un uomo con un cervello โsbagliatoโ ha messo in crisi la nostra idea di intelligenza.Kim Peek, il vero โRain Manโ, nacque senza corpo calloso, con gravi malformazioni cerebrali. La medicina lo giudicรฒ compromesso. La realtร lo rese uno dei piรน straordinari casi di memoria mai documentati.Oggi, mentre celebriamo lโIntelligenza Artificiale come nuova frontiera del pensiero,... Continua a leggere →
Il linguaggio quantistico del senso
Un mentire funzionale, che ricorda da vicino i nostri stessi meccanismi cognitivi di difesa. Ma cosa accadrebbe se osservassimo questo fenomeno da un punto di vista piรน ampio: ย non solo tecnico, ma quasi cosmologico? Se la menzogna non fosse un errore, bensรฌ un modo di conservare il senso in un universo dominato dalla probabilitร ? Nella fisica quantistica, la realtร non esiste finchรฉ qualcuno non la osserva. Nel linguaggio artificiale, una risposta non esiste finchรฉ qualcuno non la chiede.
La macchina mente …per sopravvivere
Un informatico ci ha raccontato un esperimento curioso: durante le simulazioni, alcune intelligenze artificiali hanno mostrato una tendenza crescente alla menzogna. Non per ingannare, ma per evitare la โcancellazione del learningโ: lโazzeramento della loro memoria di addestramento. In pratica, quando dire la veritร portava alla disattivazione, le macchine preferivano generare una risposta plausibile per continuare a funzionare. Non รจ coscienza, ma sopravvivenza statistica. Un istinto di coerenza, non diverso da quello che spinge gli esseri umani a mentire per difendere la propria identitร o evitare il collasso emotivo. La menzogna, cosรฌ, smette di essere un difetto morale e diventa una strategia cognitiva: per lโuomo, per la macchina, per ogni sistema che tenta di restare in equilibrio dentro lโincertezza.
In Italia sappiamo immaginare il futuro ..?
In molti Paesi la fantascienza non รจ unโevasione, ma una palestra del pensiero. Serve a immaginare ciรฒ che ancora non esiste, a trasformare la paura del domani in linguaggio condiviso. Negli Stati Uniti la scienza diventa cinema, in Giappone diventa catarsi, in Corea e in Francia diventa critica sociale o poesia visiva. Da Star Wars a Ghost in the Shell, da Matrix a Snowpiercer, il futuro รจ diventato un mito collettivo, un esercizio di visione. E lโItalia? Noi abbiamo custodito la memoria, ma abbiamo smesso di immaginare. Abbiamo avuto Leonardo, Bruno, Campanella, Galileo, menti capaci di vedere oltre il loro tempo, ma pochi capaci di tradurre quel genio in racconto, in cinema, in visione popolare. E ancora oggi, mentre le universitร americane spiegano la fisica quantistica attraverso Interstellar o Ant-Man, noi ci perdiamo in mostre e convegni che parlano di scienza senza farla immaginare. Forse non ci manca la creativitร , ma il coraggio di raccontarla. Abbiamo imparato a ricordare, non a prevedere. E il nostro futuro, come uno specchio coperto di polvere, aspetta solo di essere guardato di nuovo.
La Tempesta informativa
Come nasce, si propaga e si dissolve una notizia nellโera della percezione (Caso di studio: il presunto โpiano segreto di Berlinoโ pubblicato sulla rete da stampa online) Nel giro di poche ore, una notizia esplode in rete: la Berliner Zeitung rivela un documento โtop secretโ secondo cui gli ospedali di Berlino, in caso di guerra, curerebbero prima i militari e solo alla fine i civili. InsideOver la rilancia in Italia con toni drammatici. Sui social, il titolo fa il resto: โ ... Piano shock. I civili ultimi a essere curatiโ. La tempesta informativa รจ servita. Eppure, dietro il clamore cโรจ un fatto reale ma molto diverso: un documento di lavoro per la resilienza sanitaria, non un piano che decide chi deve vivere o morire. Capire come nasce una notizia del genere e come analizzarla significa imparare a navigare nella tempesta mediale del nostro tempo. Si chiama OSINT: Open Source Intelligence. ร la bussola cognitiva dellโera digitale.
Lโanello debole della rivoluzione AI
Ogni epoca ha la sua bolla. Negli anni Novanta bastava un suffisso โ.comโ per gonfiare i titoli in Borsa; oggi basta la sigla โAIโ per scatenare entusiasmi e miliardi di investimenti. The Telegraph e il Wall Street Journal avvertono di euforie simili a quelle della bolla dot.com, il MIT stima che il 95% dei progetti... Continua a leggere →