L’acqua elettrica: quando una goccia diventa sorgente di energia – Episodio III

Negli episodi precedenti l’acqua era già uscita dal suo ruolo rassicurante di sostanza “semplice”: l’abbiamo incontrata come sistema complesso, fatta di domini ordinati e disordinati, e come protagonista silenziosa della vita dentro il nostro corpo.In questo episodio l’acqua cambia ancora scena: entra nel territorio dell’energia.Il fisico napoletano Roberto Germano, allievo di Del Giudice e Preparata,... Continua a leggere →

Dawn of Cyberwarfare. L’alba della guerra cibernetica che non senti, ma ti attraversa

“Dawn of Cyberwarfare”: la guerra digitale invisibile che colpisce cittadini e società. Educazione al rischio, igiene digitale, AI e vulnerabilità quotidiana: per questo lo rendiamo libero alla visione, con sottotitoli in italiano

Episodio I – L’acqua che non sappiamo ancora spiegare

Nell’Episodio 0, alle sorgenti dimenticate di Santa Lucia, l’acqua era una protagonista silenziosa: scorreva nel tufo del Monte Echia, veniva intercettata dal potere, nascosta dietro i portoni e poi riscoperta come livello nascosto del “metaverso reale” di Napoli.In questo Episodio I facciamo un passo di lato: mettiamo per un attimo da parte la storia urbana... Continua a leggere →

Lezioni dal passato. Episodio 2 – La Pedagogia del riarmo

Quando il disorientamento si (ri)arma. Dalla polveriera di fine Ottocento alla distruzione creatrice di oggi Ogni epoca di grande salto tecnologico lascia dietro di sé una scia di smarrimento.Il problema non è solo cosa inventiamo, ma cosa facciamo quando non sappiamo più come governarlo.Alla fine dell’Ottocento, il disorientamento della modernità industriale si è tradotto in... Continua a leggere →

Le sorgenti dimenticate di Santa Lucia

Sotto il lungomare di Santa Lucia scorre una città d’acqua dimenticata: le sorgenti del Monte Echia, tra storia di Neapolis, beni comuni e “metaverso reale” digitale. #Napoli #SantaLucia #MonteEchia #sorgenti #cittadacqua #Neapolis2500 #storiadiNapoli #acqueminerali #Bivarello #benecomune #metaversoreale #digitaltwin #culturadigitale #patrimoniourbano #DecimoUomo

Dal Vulcano misurato al Vulcano “pensato”

Il concetto di digital twin vulcanico (un modello 3D/4D aggiornato in tempo quasi reale dalle misure) nasce proprio come naturale sviluppo del lavoro scientifico consolidato: un ambiente che permette di visualizzare, correlare e comprendere meglio ciò che già conosciamo, non di sostituirlo. In questo senso possiamo iniziare a “pensare” il vulcano grazie al metodo scientifico e le future nuove tecnologie.

Archeologia Cosmica e Archeologia Terrestre

Camminando tra le strade di Pompei, dopo il nostro convegno Timeless Entanglement, ho scoperto qualcosa che non avevo mai compreso fino in fondo: Pompei non è un sito archeologico. È una istantanea! Il Vulcano è stata la polaroid che ha frizzato un fotogramma... #Cultura #Storia #PatrimonioCulturale #MitoEConoscenza #PensieroComplesso #ComunicazioneScientifica

Timeless Entanglement

Pompei, città sospesa nel tempo, accoglie uno degli eventi più simbolici dell’anno: Timeless Entanglement – Time, Memory and Quantum Reality, promosso da Associazione Eudora con il CNR, le Università italiane e la partecipazione di tre Premi Nobel per la Fisica. Nel cuore del Parco Archeologico, il 14 novembre 2025, scienziati provenienti da istituti di eccellenza... Continua a leggere →

Il linguaggio quantistico del senso

Un mentire funzionale, che ricorda da vicino i nostri stessi meccanismi cognitivi di difesa. Ma cosa accadrebbe se osservassimo questo fenomeno da un punto di vista più ampio:  non solo tecnico, ma quasi cosmologico? Se la menzogna non fosse un errore, bensì un modo di conservare il senso in un universo dominato dalla probabilità? Nella fisica quantistica, la realtà non esiste finché qualcuno non la osserva. Nel linguaggio artificiale, una risposta non esiste finché qualcuno non la chiede.

La macchina mente …per sopravvivere

Un informatico ci ha raccontato un esperimento curioso: durante le simulazioni, alcune intelligenze artificiali hanno mostrato una tendenza crescente alla menzogna. Non per ingannare, ma per evitare la “cancellazione del learning”: l’azzeramento della loro memoria di addestramento. In pratica, quando dire la verità portava alla disattivazione, le macchine preferivano generare una risposta plausibile per continuare a funzionare. Non è coscienza, ma sopravvivenza statistica. Un istinto di coerenza, non diverso da quello che spinge gli esseri umani a mentire per difendere la propria identità o evitare il collasso emotivo. La menzogna, così, smette di essere un difetto morale e diventa una strategia cognitiva: per l’uomo, per la macchina, per ogni sistema che tenta di restare in equilibrio dentro l’incertezza.

Il fattore umano

In un’epoca in cui la politica parla per algoritmi e la guerra per droni, il vero campo di battaglia è tornato a essere la mente umana. La differenza non la fa più solo la potenza, ma la comprensione. Non solo la tecnologia, ma la cultura. I conflitti del nostro tempo, come da Gaza all’Ucraina;  mostrano un divario crescente tra chi comanda e chi combatte: il politico, che misura il mondo con i sondaggi; e il militare, che lo legge attraverso l’esperienza. Il primo agisce con il calcolo; il secondo con la percezione. E proprio per questo, paradossalmente, il militare sta diventando più antropologo del politico. Forse la guerra, nel XXI secolo, non è più solo una questione di strategie, ma di significati. E chi non sa leggere le culture, comprese quelle che considera nemiche,  è destinato a combattere battaglie che non può comprendere.

La Tempesta informativa

Come nasce, si propaga e si dissolve una notizia nell’era della percezione (Caso di studio: il presunto “piano segreto di Berlino” pubblicato sulla rete da stampa online) Nel giro di poche ore, una notizia esplode in rete: la Berliner Zeitung rivela un documento “top secret” secondo cui gli ospedali di Berlino, in caso di guerra, curerebbero prima i militari e solo alla fine i civili. InsideOver la rilancia in Italia con toni drammatici. Sui social, il titolo fa il resto: “ ... Piano shock. I civili ultimi a essere curati”. La tempesta informativa è servita. Eppure, dietro il clamore c’è un fatto reale ma molto diverso: un documento di lavoro per la resilienza sanitaria, non un piano che decide chi deve vivere o morire. Capire come nasce una notizia del genere e come analizzarla significa imparare a navigare nella tempesta mediale del nostro tempo. Si chiama OSINT: Open Source Intelligence. È la bussola cognitiva dell’era digitale.

La gente non acquista l’arte. Acquista l’artista.

Oggi non basta creare, bisogna significare. Nel mondo saturo di immagini e algoritmi, l’opera non è più il centro: lo è chi la genera. L’artista è diventato la sua stessa opera: un codice vivente di valori, sensibilità e visioni. Chi compra arte non cerca un oggetto da appendere, ma un frammento di identità, un modo per dire “io appartengo a questo mondo di senso”.

Governance olocratica ?

Il mondo non si lascia più leggere con le vecchie lenti. Non siamo più nell’epoca dell’impero unipolare, né in quella della guerra fredda tra due blocchi, né tantomeno nel multipolarismo classico fatto di potenze che competono ognuna per sé. La complessità del XXI secolo non si dispone a piramide, ma a reticolo.Potenze economiche, tecnologiche, demografiche... Continua a leggere →

La Città Attiva

Ci sono parole che, a prima vista, appartengono a mondi diversi ma che, quando si incontrano, rivelano un legame profondo. “Attiva” è una di queste. Nel linguaggio della città indica il movimento, la salute, la vita che anima gli spazi; nel linguaggio civile, la partecipazione, la responsabilità, la consapevolezza. Quando questi due significati si incontrano, nasce un’idea di città che non è solo un luogo da abitare, ma un ecosistema da far vivere.

L’anello debole della rivoluzione AI

Ogni epoca ha la sua bolla. Negli anni Novanta bastava un suffisso “.com” per gonfiare i titoli in Borsa; oggi basta la sigla “AI” per scatenare entusiasmi e miliardi di investimenti. The Telegraph e il Wall Street Journal avvertono di euforie simili a quelle della bolla dot.com, il MIT stima che il 95% dei progetti... Continua a leggere →

Droni, occhi e algoritmi

Un drone che decolla dal tetto di un commissariato non è fantascienza: è la scena da cui parte il nostro viaggio tra occhi elettronici e algoritmi. Ma la destinazione non è la sorveglianza: è la Città Digitale — gemello digitale, centrale operativa virtuale e IA decisionale (non generativa) per prevenire rischi, coordinare soccorsi, gestire eventi complessi. Parlo di casi reali, di come funziona Nova e di perché la governance dei dati farà la differenza. #CittàDigitale #SicurezzaUrbana #IAdecisionale #DigitalTwin #Droni

Il futuro della sicurezza urbana

Le città del futuro vivranno due volte: una nei nostri quartieri, l’altra nei loro gemelli digitali. Queste copie virtuali, alimentate da sensori e intelligenza artificiale, possono prevedere alluvioni, gestire emergenze, difendere spazi pubblici. Da Atene a Houston, i primi esempi mostrano come un “doppio digitale” possa salvare vite. Ma più dati significa anche più rischi: cyber-attacchi, sorveglianza perenne, perdita di fiducia. Alla fine la scelta è nostra: usare i gemelli digitali come specchio della paura, o come bussola di fiducia e resilienza. ⟶ Scopri come l’IA sta già trasformando i gemelli digitali nella “città che pensa”. #CittàGemellaDigitale #SmartCity #DigitalTwin #IA #AI #SicurezzaUrbana #ProtezioneCivile #Resilienza #Cybersecurity #GemelloDigitale #InnovazioneUrbana #TecnologiaUmanistica #FutureCity #UrbanInnovation #CityResilience #DigitalTransformation

Intelligenza Artificiale per il Bene Comune

Dopo quasi quattro anni di dialogo con l’IA ho capito una cosa semplice: siamo solo agli inizi. Questi strumenti possono amplificare il digital divide culturale e l’analfabetismo funzionale, oppure aiutarci a superarli. Sta a noi decidere se usarli per ridurre l’Umanità a spettatrice passiva o per renderla protagonista di un pensiero più profondo. #IntelligenzaArtificiale #BeneComune #CulturaDigitale #DigitalDivideCulturale #AnalfabetismoFunzionale #EducazioneDigitale #Umanità #PensieroCritico #TecnologiaEtica #Futuro

Blockchain e voto …

Immaginate un futuro prossimo. È sera e un cittadino qualunque, dal suo smartphone, partecipa a un referendum nazionale. Non deve fare file, non deve temere brogli: il suo voto viene registrato su una blockchain pubblica, sicura quanto le transazioni bancarie che regolano l’economia globale. La mattina dopo, i risultati sono già visibili, verificabili da chiunque. Non c’è spazio per sospetti o manipolazioni: i dati sono lì, immutabili, davanti a tutti. In quel gesto semplice, un click certificato come un contratto digitale, la democrazia ritrova la sua promessa originaria: dare voce ai cittadini, senza mediazioni opache.

Il Paradosso della Carta

I giornali vendono sempre meno, ma continuano a scrivere il copione del nostro mondo. Le prime pagine dettano i titoli dei TG, i social amplificano, e noi finiamo per parlare tutti delle stesse cose. È l’effetto di salienza: ciò che vediamo ovunque ci sembra più importante, anche se non lo è davvero. Domani? Saranno gli algoritmi a scegliere per noi cosa vedere: imparare a riconoscere queste dinamiche è il primo passo per non subirle. #ParadossoDellaCarta #AgendaSetting #MediaLiteracy #EffettoDiSalienza #Informazione #Comunicazione #Giornalismo #Consapevolezza #Algoritmi #SocialMedia #TV #News

Prove Me Wrong. Uccidere il Messaggero non cambia il Messaggio

Troppo spesso giudichiamo il messaggero prima del messaggio. Se non ci piace chi parla, rigettiamo le sue idee. Se lo idolatriamo, le accettiamo senza pensarci. Nel mio nuovo articolo mostro come questo meccanismo, dal caso Kirk al modello cinese, fino all’IA, ci impedisce di confrontarci davvero con i contenuti. Bias cognitivi (Halo effect, bias di attribuzione, affect heuristic, affective numbing), Antropologia e sociologia (enemy image, capro espiatorio, perdita dello spazio pubblico deliberativo), Filosofia e IA (fusione di orizzonti, neutralità apparente delle macchine). Tu come reagisci quando il messaggero non ti piace? Riesci a valutare il contenuto senza farne una questione di identità?

False Flag. Quando l’Ombra Cambia Bandiera

Un tempo erano i corsari, come Francis Drake, a issare la bandiera sbagliata per sorprendere il nemico. Oggi le bandiere sono digitali: spoofing GPS, droni, deepfake e campagne social. Il false flag non è una teoria del complotto: è uno stratagemma antico, usato per manipolare percezioni, creare un casus belli o scatenare una reazione. Dalla stazione radio di Gleiwitz alle guerre ibride contemporanee, fino alla guerra cognitiva: la sfida è distinguere il vero dal finto, prima che sia troppo tardi. Nel nuovo articolo trovi anche una cassetta degli attrezzi cognitivi ispirata al metodo CIA, per imparare a leggere le notizie, riconoscere le trappole narrative e difenderti dalla manipolazione. #FalseFlag #GuerraCognitiva #Disinformazione #EW #OSINT #CriticalThinking #CulturaDigitale

Pace giusta o pace impossibile?

oltre l’ideologia della pace Pace giusta o pace impossibile? La riflessione parte da un presupposto essenziale: la Russia vede le proprie mosse come difesa della sicurezza nazionale, non come pura aggressione. Senza accettare questa premessa, tutto il ragionamento vacilla. Secondo Johan Galtung, una pace giusta va oltre il semplice cessate il fuoco: richiede che le... Continua a leggere →

IA e Coscienza. Specchio, imprinting, possibilità

L’intelligenza artificiale è davvero solo calcolo e algoritmi, oppure può riflettere qualcosa che somiglia alla nostra coscienza? Parto da uno spunto offerto dalla psicologa Gabriella Tupini: come un bambino senza ambiente umano non sviluppa pienamente la coscienza, così anche l’IA cresce dentro un ecosistema che siamo noi a costruire con i nostri dati, i nostri bias e le nostre sensibilità. La vera domanda non è se l’IA avrà mai un’anima, ma quale coscienza nascerà dall’impronta che le stiamo lasciando. Un imprinting che può amplificare le nostre ombre o aprire strade inedite. #IntelligenzaArtificiale #Coscienza #Psicologia #Imprinting #EticaDigitale

AI veggente?

L’AI è veggente? Sempre più persone immaginano l’intelligenza artificiale come un oracolo capace di svelare segreti e predire il futuro. Ma in realtà l’AI non fa profezie: elabora dati, riconosce schemi, accelera analisi. Il problema non è la macchina, ma i nostri bias cognitivi e il digital divide culturale che ci porta a vederla come magia invece che come strumento. #AI #ComunicazioneDelRischio #DigitalDivide #CampiFlegrei #BiasCognitivi

La nuova grammatica della comunicazione del rischio …

Quando il rischio non è più uno solo: imparare a riconoscere la catena, non solo l’evento. Viviamo in un mondo dove una scossa può diventare una frana, la frana può causare blackout, il blackout isolare interi quartieri: è la logica del rischio a cascata. Per questo la comunicazione del rischio deve cambiare. Non basta informare, serve coinvolgere continui... mantenere viva la conversazione, strutturando il rischio tramite storie, immagini, esperienze. Citando la ricerca, le narrazioni costruiscono impalcature mentali, riducendo i bias cognitivi che ci illudono di essere meno vulnerabili (UNDRR 2022). Solo così si costruisce fiducia, si fa crescere resilienza, si passa da “allarme” a cultura condivisa. #cascadinghazard #comunicazioneriski #engagementcontinuativo #campiflegreisottosopra #storytelling

l’AI ai Campi Flegrei. Un orecchio digitale sta cambiando la sorveglianza del vulcano

Grazie a un modello di Intelligenza Artificiale (PhaseNet) i ricercatori hanno ricostruito oltre 54.000 microterremoti (2022–2025), disegnando una mappa ad alta definizione della caldera. Cosa emerge: > un anello di sismicità a profondità limitate (~2–~3,7 km); >> un cluster molto superficiale (≈0–~2 km) sotto Pozzuoli–Solfatara–Pisciarelli; >>> segnali ibridi legati a gas/fluidi a <1 km. 👉 Non significa “eruzione imminente”: lo studio non osserva evidenze dirette di risalita di magma. Ma è cruciale per la Protezione Civile: meno rumore, più segnale; decisioni e comunicazione più mirate. #CampiFlegrei #AI #Vulcani #Bradisismo #ProtezioneCivile #CulturaDelRischio #Scienza

L’astensione come linguaggio del vuoto

Chi non vota non è sempre apatico. Spesso è lucido, e rifiuta di comprare un “prodotto politico” che non corrisponde né al presente né all’immaginario di futuro. La politica continua a usare mappe vecchie, ma il territorio degli elettori è cambiato. Ecco perché il silenzio delle urne è un messaggio potente. Ma se l’astensione non spaventa chi governa, allora la democrazia rischia di diventare un gioco addomesticato: pochi fedelissimi sugli spalti e una maggioranza silenziosa che resta fuori dall’arena. #Astensione #Democrazia #PoliticaDeiContenuti

Quando il Tempo si spezza …

Ci sono istanti in cui il tempo si restringe: un boato in una piazza, il mare che si ritira all’improvviso. In quei secondi, la differenza tra panico e lucidità può stare in un gesto semplice: Stop – Respiro – Vedo – Decido (SRVD).

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