San Francisco è una delle capitali mondiali dell’intelligenza artificiale.Taxi senza conducente, scanner dell’iride, uffici delle big tech, promesse di futuro ovunque. Eppure, accanto a questa vetrina dell’innovazione, il reportage di Repubblica racconta anche una città svuotata: negozi chiusi, strade rarefatte, senzatetto sui marciapiedi, una sensazione diffusa di assenza umana. È forse questa la vera immagine... Continua a leggere →
Il paradosso dello sport pubblico
C’è un paradosso che attraversa il discorso pubblico sullo sport, e diventa ancora più evidente quando si incrocia con il Terzo Settore. Da una parte, lo sport viene raccontato dalle istituzioni come una leva di inclusione sociale, salute, educazione civica, prevenzione del disagio e rigenerazione dei territori. Dall’altra, gli impianti sportivi pubblici che dovrebbero rendere... Continua a leggere →
La Valutazione di Impatto Generazionale. Quando lo Stato prova a pensare in generativo
La Valutazione di Impatto Generazionale è uno degli strumenti più interessanti introdotti negli ultimi anni nel dibattito sulle politiche pubbliche e sull’equità tra generazioni. Non si tratta di una misura economica, ma di un cambio di prospettiva: valutare l’impatto delle leggi su giovani e generazioni future per uscire dal presentismo che spesso caratterizza la politica contemporanea. Una riflessione sul rapporto tra decisione pubblica, responsabilità istituzionale e futuro. Cosa stiamo davvero lasciando alle prossime generazioni?
Quando la Cultura diventa infrastruttura. La Palingenesi della Tradizione.
Antropologia applicata, mondo V.U.C.A. e politica del III millennio Viviamo in un mondo instabile, frammentato, difficile da decifrare.Lo chiamiamo V.U.C.A.: volatilità, incertezza, complessità, ambiguità. Eppure continuiamo a progettare innovazione, politiche pubbliche e perfino etica come se il problema fosse solo spiegare meglio, convincere di più, decidere più in fretta. Forse è qui l’errore. Il vero... Continua a leggere →
Arte e scienza della cucina italiana. Lezioni dal Passato – Episodio 8
Manuali per imparare a vivere insieme nell'Unità d'Italia C’è un equivoco che torna spesso quando parliamo dell’Italia.Pensiamo che, dopo l’Unità, il problema fosse “tenere insieme” un Paese che si stava disgregando.In realtà era l’opposto: l’Italia era già frammentata da secoli.Dalla caduta dell’Impero Romano in poi, la penisola aveva perso un centro condiviso.Lingue diverse, abitudini diverse,... Continua a leggere →
Quando la cybersicurezza individuale diventa cybersicurezza nazionale
Quando parliamo di #cybersicurezza, pensiamo quasi sempre a hacker, attacchi, infrastrutture. Raramente pensiamo a noi. Eppure oggi una parte crescente della #sicurezzanazionale passa da gesti minuscoli, quotidiani: una password condivisa “solo per comodità”, un clic fatto sotto pressione, una delega data perché “non ho tempo di controllare”. Non sono errori da incompetenti. Sono frizioni di sistema che colpiscono anche persone preparate, professionisti, cittadini consapevoli. Il punto non è la colpa individuale. Il punto è l’accumulo: quando lo stesso #erroreumano diventa prevedibile su larga scala, smette di essere privato e diventa un problema collettivo. Ne parlo qui, partendo proprio da questo passaggio silenzioso: quando la cybersicurezza individuale diventa #cybersecurity nazionale.
Episodio 5, lezioni dal passato. Il limite rimosso
Nelle Lezioni dal passato abbiamo seguito la linea di frattura che porta dagli imperi al trauma, dal trauma alla NATO come macchina tecnica, e dalla geopolitica alla psicopolitica. Ma c’è un filo ancora più profondo, quasi invisibile, che attraversa tutti gli episodi: il limite. Non quello “morale” o “ideologico”, ma il limite come soglia sistemica:... Continua a leggere →
Dal gregge a “inoltra”
Distorsioni cognitive, netiquette e igiene digitale nei gruppi istantanei Qualche anno fa avevo scritto del comportamento del gregge nel marketing sociale e politico: quel riflesso da specie sociale - profondamente umano (e non solo umano) - di orientarci guardando “che cosa fa il gruppo”, soprattutto quando siamo incerti, stanchi, o immersi in un flusso più... Continua a leggere →
La felicità come sistema vivente
La felicità non si misura. Si coltiva. È un atto politico, biologico e spirituale insieme. Jonathan Haidt la chiama ipotesi, ma la sua è una rivoluzione silenziosa: la felicità non è un’emozione o un privilegio, è una competenza che unisce mente, corpo, relazioni e senso. Dalla psicologia positiva alla PNEI, dal pensiero di Filangieri al Ministero della Felicità, fino alla lezione di Stefano Bartolini, tutto converge verso un’unica idea: la felicità è un ecosistema, non un sentimento. È equilibrio tra il cavaliere e l’elefante che vivono nella nostra mente, tra libertà e appartenenza, tra benessere personale e responsabilità collettiva. Non basta cercarla dentro di sé: occorre costruirla tra le persone, nelle istituzioni, nella cultura. Perché la felicità, è un diritto primario e inalienabile, ma anche un dovere verso la comunità che ci sostiene.
In Italia sappiamo immaginare il futuro ..?
In molti Paesi la fantascienza non è un’evasione, ma una palestra del pensiero. Serve a immaginare ciò che ancora non esiste, a trasformare la paura del domani in linguaggio condiviso. Negli Stati Uniti la scienza diventa cinema, in Giappone diventa catarsi, in Corea e in Francia diventa critica sociale o poesia visiva. Da Star Wars a Ghost in the Shell, da Matrix a Snowpiercer, il futuro è diventato un mito collettivo, un esercizio di visione. E l’Italia? Noi abbiamo custodito la memoria, ma abbiamo smesso di immaginare. Abbiamo avuto Leonardo, Bruno, Campanella, Galileo, menti capaci di vedere oltre il loro tempo, ma pochi capaci di tradurre quel genio in racconto, in cinema, in visione popolare. E ancora oggi, mentre le università americane spiegano la fisica quantistica attraverso Interstellar o Ant-Man, noi ci perdiamo in mostre e convegni che parlano di scienza senza farla immaginare. Forse non ci manca la creatività, ma il coraggio di raccontarla. Abbiamo imparato a ricordare, non a prevedere. E il nostro futuro, come uno specchio coperto di polvere, aspetta solo di essere guardato di nuovo.
Quando Leone XIII capì la rivoluzione industriale
In un tempo in cui le ciminiere oscuravano il cielo e la fede sembrava cedere il passo alle macchine, un pontefice anziano comprese che la Chiesa doveva cambiare linguaggio. #LeoneXIII non si chiuse nella nostalgia del passato, ma guardò in faccia la modernità: fabbriche, operai, salari, ingiustizie. Con l’enciclica #RerumNovarum (1891) aprì una nuova via, quella della dottrina sociale della Chiesa, cercando equilibrio tra capitale e lavoro, tra progresso e dignità umana. Fu il primo Papa a capire che la vera sfida non era la rivoluzione industriale, ma l’Uomo dentro la Rivoluzione. Oggi, nel cuore della quarta rivoluzione industriale, potremmo dire che il mondo attende idealmente un nuovo Leone: non un pontefice di pietra, ma un simbolo di lucidità morale e di discernimento spirituale. #RivoluzioneIndustriale #EticaESocietà #FedeEModernità #ProgressoUmano
Quando la democrazia si fa impero
Perché quando pensiamo alla parola democrazia immaginiamo subito l’Occidente? E perché ogni altra forma di autogoverno, consenso o partecipazione ci sembra “meno democratica”? Forse perché, più che un sistema politico, la democrazia è diventata una narrazione di potere: una lente attraverso cui l’Occidente continua a guardare il mondo, … e a legittimare solo sé stesso.
Governance olocratica ?
Il mondo non si lascia più leggere con le vecchie lenti. Non siamo più nell’epoca dell’impero unipolare, né in quella della guerra fredda tra due blocchi, né tantomeno nel multipolarismo classico fatto di potenze che competono ognuna per sé. La complessità del XXI secolo non si dispone a piramide, ma a reticolo.Potenze economiche, tecnologiche, demografiche... Continua a leggere →
La Città Attiva
Ci sono parole che, a prima vista, appartengono a mondi diversi ma che, quando si incontrano, rivelano un legame profondo. “Attiva” è una di queste. Nel linguaggio della città indica il movimento, la salute, la vita che anima gli spazi; nel linguaggio civile, la partecipazione, la responsabilità, la consapevolezza. Quando questi due significati si incontrano, nasce un’idea di città che non è solo un luogo da abitare, ma un ecosistema da far vivere.
Intelligenza Artificiale per il Bene Comune
Dopo quasi quattro anni di dialogo con l’IA ho capito una cosa semplice: siamo solo agli inizi. Questi strumenti possono amplificare il digital divide culturale e l’analfabetismo funzionale, oppure aiutarci a superarli. Sta a noi decidere se usarli per ridurre l’Umanità a spettatrice passiva o per renderla protagonista di un pensiero più profondo. #IntelligenzaArtificiale #BeneComune #CulturaDigitale #DigitalDivideCulturale #AnalfabetismoFunzionale #EducazioneDigitale #Umanità #PensieroCritico #TecnologiaEtica #Futuro
L’Arca smarrita, il sospetto ritrovato
C’è un mito che attraversa i secoli: Menelik, figlio della Regina di Saba e di Salomone, che portò l’Arca dell’Alleanza in Etiopia, ad Axum. Per i Beta Israel, quel mito legittimava una storia di fede e isolamento. Ma quando nel 2012 un programma tv rivelò che donne etiopi ricevevano iniezioni di Depo-Provera, confuse per vaccini, si capì che il ritorno alla “terra promessa” era segnato da un sospetto. Israele non ha mai dichiarato politiche di sterilizzazione, ma i fatti raccontano un’altra storia.
Quando la guerra non è un’eccezione: sociologia, identità e la follia che avanza in Europa
LA GUERRA E' UNA ECCEZIONE ...?? Ma cosa accade quando a pronunciare la parola riarmo non è un generale, ma un canale all news? Ho appena visto il servizio speciale di Sky TG24 intitolato "Riarmo made in Italy": 24 minuti di racconto patinato e orgoglioso sull’industria bellica italiana. Nessuna domanda. Nessuna ombra. Solo entusiasmo. Così ho scritto. Perché davanti a questa “normalizzazione della guerra” che si insinua nel linguaggio e nei telegiornali, ho sentito il bisogno di reagire. La guerra, ricorda la sociologia, non è un’eccezione. È un fatto sociale che ci plasma, anche quando non la combattiamo. Allora vi invito a leggere questo pezzo e a chiedervi: In che tipo di società stiamo vivendo, se la pace non si costruisce più, ma si sospende? #Pace #Costituzione #Riarmo #SociologiaDellaGuerra #DifesaONorma #Articolo11 #ComunicazioneDelRischio #DirittiEDovere #GuerraENarrazione #CulturaCritica #RiarmoMadeInItaly
La politica non è generativamente sociale, perché non sa immaginare il futuro
La politica ha smesso di immaginare il futuro: nel mondo naturale, la cooperazione garantisce equilibrio e continuità. Ma le istituzioni umane sembrano aver perso la loro funzione più profonda: generare futuro. Partendo dal comportamento dei lupi di Yellowstone e dalle scimmie cappuccine, questo articolo esplora perché la politica non è più generativamente sociale e cosa servirebbe per renderla di nuovo capace di visione. #generatività #etologiaumana #politicaetica #futuro #giustiziaevolutiva #blogculturale #Yellowstone #società #cura #visione
Umanesimo & Tecnologia 2.0: chi media il codice?
Umanesimo & Tecnologia 2.0: chi media il codice? riflette sulla nuova questione sociale aperta dalla transizione algoritmica. Il digital divide non riguarda più solo l’accesso alla rete, ma la capacità di comprendere AI, algoritmi, automazione e cultura digitale. Da qui nasce la proposta del Mediatore della Cultura Digitale: una figura capace di tradurre il codice in senso, rendere leggibili le tecnologie e restituire centralità alla cittadinanza nell’era dell’intelligenza artificiale. Temi trattati: Umanesimo & Tecnologia 2.0, Mediatore della Cultura Digitale, digital divide culturale, transizione algoritmica, intelligenza artificiale, algoritmi, automazione, umanesimo algoritmico, cittadinanza digitale, senso del codice.
Come sognava Francesco, che sia: GAUDIUM et SPES”
Ripensare la spiritualità con e per le nuove generazioni significa uscire dai recinti del ritualismo per riscoprirla come esperienza autentica e trasformativa, radicata nella vita quotidiana, nei linguaggi contemporanei e nelle domande profonde del nostro tempo, alla luce di Gaudium et Spes.
Donne nella Storia della Fisica Quantistica
Il pensiero femminile nella fisica quantistica, nel cuore dell’invisibile, dove la realtà si piega e si ricompone secondo leggi controintuitive, la fisica quantistica ci insegna che l’osservatore ha un ruolo. Ma chi è stato, storicamente, autorizzato a osservare, a formulare ipotesi, a raccontare il mondo attraverso il linguaggio della scienza?
Mai dire mai! Una riflessione sul modello noetico del progresso scientifico
"Mai dire mai… Comprendere prima di sapere" è un viaggio tra scienza, immaginazione e filosofia. Dai romanzi visionari di Verne e Asimov alla computazione quantistica, esplorando come spesso il progresso nasca prima nella mente che nei laboratori. Un invito a non temere ciò che oggi appare impossibile, perché potrebbe essere il sapere di domani.
Adolescence
"Adolescence", la miniserie Netflix ambientata in una piccola comunità britannica, affronta con profondità il tema della rabbia maschile adolescenziale e delle dinamiche nascoste tra i giovani. Un contenuto di scopo che diventa strumento educativo anche per genitori, educatori, forze dell’ordine e giudici, offrendo uno sguardo sulle nuove forme di disagio e comunicazione tra i ragazzi, inclusi i codici emoji e le sottoculture digitali.
Dio, come mi Amo… Per Amarti di Più!
"Dio, Come Mi Amo... Per Amarti di Più!" è un romanzo epistolare scritto da Ettore Bassi e Debora Iannotta, che esplora ottant'anni di cambiamenti sociali e culturali attraverso la storia d'amore tra Gilda e Riccardo. Il libro fonde narrazione, introspezione e cultural placement, analizzando l’evoluzione delle relazioni uomo-donna nel tempo. Arricchito dalla colonna sonora emozionale di Lino Pariota, accessibile tramite QR code, offre un’esperienza immersiva che unisce lettura e musica. Un'opera che invita alla riflessione e alla scoperta del potere delle parole e dei sentimenti.
Il volo del Minotauro in una Napoli del 2051
Scopri Il volo del Minotauro di Massimo Sgroi, un romanzo cyberpunk ambientato in una Napoli del 2051 senza vie di fuga. Tra degrado, tecnologia di scarto e un androide difettoso, Sgroi dipinge una distopia feroce che critica il presente.
Attivisti, Arretratori e Mediatori
In una società sempre più polarizzata, emergono tre archetipi che rispondono in modi distinti alle sfide del nostro tempo: gli Attivisti, che spingono per il cambiamento attraverso l'azione diretta; gli Arretratori, che trovano rifugio nella crescita personale e spirituale; e i Mediatori, che costruiscono ponti tra visioni opposte per favorire il dialogo ...
Accelerazionismo, … stiamo accelerando anche noi?
L'accelerazionismo è un'ideologia che spinge al massimo i processi tecnologici, economici e sociali per provocare una rottura con lo status quo e trasformare radicalmente la società. Influenzato da Marx, Nietzsche e Schumpeter, promuove l'idea che innovazione e cambiamento siano strumenti inevitabili e necessari. Le sue correnti spaziano dalla visione distopica del dominio delle élite tecnologiche all'utopia di un futuro post-capitalista. Un'analisi su come la velocità stia ridisegnando il nostro presente e il nostro futuro
io Capitano
io Capitano, diretto da Matteo Garrone e vincitore del David di Donatello come miglior film e miglior regia, è un’opera intensa che racconta il dramma della migrazione attraverso gli occhi di due giovani senegalesi. Ispirato a storie vere, il film segue il loro pericoloso viaggio verso l’Europa, tra il deserto del Sahara, le prigioni libiche e il Mediterraneo. Grazie a una sceneggiatura quasi documentaristica e a una regia immersiva, Io Capitano trasporta lo spettatore in un racconto di speranza, forza e resilienza. Le interpretazioni autentiche degli attori, molti dei quali non professionisti, rendono questa pellicola un’esperienza toccante, capace di offrire uno sguardo umano e profondo sulla crisi migratoria globale
Internet (e)’ la fine dell’Agire Comunicativo?
Il saggio di Byung-Chul Han, "Razionalità digitale. La fine dell’agire comunicativo", rappresenta una riflessione critica sulla trasformazione della comunicazione pubblica e politica nell’era digitale ...
Knowledge Activism: cambiare il mondo attraverso la Conoscenza
L'Attivismo di Conoscenza (in inglese: knowledge activism) è un concetto che descrive l'uso e la diffusione attiva della conoscenza (knowledge management) come strumento di trasformazione sociale, politica ed economica
