A volte la Realtà può superare la Fiction. … E se ci fosse una “SPECTRE NEO-LIBERISTA” DIETRO LA RIFORMA COSTITUZIONALE?

La Sicurezza e il Benessere del singolo, preservando l’interesse di tutti, sono garantite dalle Leggi, che sono quelle norme pratiche di “buon senso” redatte nel rispetto di alcuni Principi fondanti che (negli Stati moderni) sono sanciti  dalle Carte Costituzionali.  Gli effetti di politiche e pratiche economiche ispirate all’ideologia neo-liberista sta dimostrando a livello globale la fallacità dei suoi argomenti, che si dichiarano tesi al Benessere dei Cittadini, tanto utopici quanto si sono rivelati quelli marxisti

Assistere alla lectio magistralis sulle ragioni del No, tenuta da un tecnico (il Prof. Paolo Maddalena, Docente in Diritto Romano e Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale), ma con un registro narrativo/didattico adatto ad un livello culturale medio (cioè più adatto alla comunicazione di massa, piuttosto che per esperti di materia costituzionale) ci ha inevitabilmente spinto a riflettere su quelle, probabili,  vere motivazioni che avrebbero potuto guidare la mano di chi ha scritto questa riforma Costituzionale,  che sembrano più di natura ideologica, che pragmatica, come invece ci vogliono far credere!?

Il Prof. Maddalena, nel ricordo della Storia della fondazione di Roma, ci ha fatto riflettere sui concetti socio/politici di “Territorio”, “Popolo” e di “Leggi fondamentali della vita comune dell’Uomo”, tese a regolare la sua convivenza in una società evoluta, una volta che l’Uomo tribale “cacciatore e raccoglitore” si è aggregato prima in “Chefferie” e  poi in comunità Nazione/Stato.  In questo modo la platea ha iniziato a rendersi conto di “cosa effettivamente sia lo Stato”: “un Popolo che decide di vivere pacificamente in un territorio ben definito da Confini, entro cui cerca di garantirsi la Sicurezza e il Benessere, preservando  l’interesse del singolo Cittadino (il Bene privato) in comunione d’intenti con il Benessere Collettivo”.

La Sicurezza e il Benessere del singolo, preservando l’interesse di tutti, sono garantite dalle Leggi, che sono quelle norme pratiche di “buon senso” redatte nel rispetto di alcuni Principi fondanti che (negli Stati moderni) sono sanciti  dalle Carte Costituzionali.

Quindi nel concetto moderno di Stato democratico, lo Stato non è una idea Astratta, piuttosto  identifica il Popolo che, Sovrano, si è dotato di un Territorio entro i cui confini egli si assicura attraverso le Leggi di vivere sicuro insieme agli Altri,  cercando di accrescere il  Benessere personale ( del singolo)  insieme a quello degli Altri, cercando di  perpetuarlo ai suoi discendenti.

Da questa definizione che può sembrare banale e scontata, si determina la sostanza di principi come il “Bene Collettivo” e di “Sicurezza”.

Ad esempio il Territorio è un Bene Collettivo di cui è il Popolo Sovrano proprietario. L’insieme di tutti i Beni inalienabili che appartengono a uno Stato (dunque al Popolo, non ad un soggetto astratto) si definisce Demanio (territoriale, ambientale, minerario, marittimo, culturale,  etc etc); la principale caratteristica dei beni che fanno parte del Demanio di uno Stato è la loro inalienabilità. Essi non possono essere venduti, se non in forza di una specifica nuova legge.  E non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano. Dunque i Beni Demaniali sono di proprietà del Popolo, non della Pubblica Amministrazione: questa è preposta alla sua sola amministrazione, come esplica il termine.

La Pubblica amministrazione è l’esecutore della volontà del Popolo che definisce come si devono amministrare i suoi Beni attraverso delle strategie. Il Politico è colui il quale, eletto dal Popolo Sovrano, prende delle decisioni nel rispetto delle idee di Colui che lo elegge (il Popolo) in sua rappresentanza credendo che abbia capito quali sono le sue idee di Amministrazione del Bene Collettivo.

Le Forze Armate sono quello strumento che è preposto a difendere la Sovranità del Popolo e il Bene Collettivo (comprendendo anche il Bene privato), garantendo la sua Sicurezza dai nemici del Popolo che sono al di fuori dei Confini dello Stato. Le Forze di Polizia sono quello strumento che è preposto a difendere la Sovranità del Popolo e il Bene Collettivo (comprendendo anche il Bene privato), garantendo la sua Sicurezza dai nemici del Popolo al di dentro dei Confini dello Stato.

Capito che la Costituzione è quella legge fondamentale che ispira le leggi pratiche che devono regolare la vita del Popolo Sovrano in funzione di idee che tendenzialmente dovrebbero incrementare il Benessere e la Sicurezza del Popolo e perpetuarlo ai suoi discendenti, quali sono queste idee che dovrebbero fare stare meglio il Popolo?

Sono le teorie socio-politiche e socio-economiche pensate dagli  Uomini  che vanno a formare quei Pensieri ideologici (le idee), che definiscono quei paradigmi che fanno credere ai Popoli di poter stare meglio,  e far stare meglio i propri discendenti.

Socialismo, Comunismo, Laburismo, Social-democrazia, etc etc. …  sono tutte ideologie che si sono definite a partire dal pensiero Illuminista, iniziato intorno al 1700, che iniziavano a criticare quel “Capitalismo” che alcuni studiosi ci dicono sia sempre esistito in varie forme, a partire dalle comunità preistoriche fino ai giorni nostri, perché “dovuto al naturale egoismo umano”.

“Il termine Illuminismo è passato a significare genericamente qualunque forma di pensiero che voglia ‘illuminare’ la mente degli uomini, ottenebrata dall’ignoranza e dalla superstizione, servendosi della critica della ragione e dell’apporto della scienza.”

L’epilogo del pensiero illuminista nella vita sociale dell’Uomo moderno si è avuta prima con alcuni passi fondanti  la “Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America”, nel 1776, definitivamente sancito, poi,  con la “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino” emanata nel 1789 durante la Rivoluzione Francese. I cui Contenuti hanno ispirato i redattori di numerose carte Costituzionali.

Il prof. Maddalena, disquisendo brevemente sulle origini dei pensieri (e delle forze)  ideologiche in atto al momento della redazione della Carta Costituzionale repubblicana Italiana, ci evidenzia che sostanzialmente, l’Assemblea Costituente rappresentava il pensiero ideologico  Liberale, Socialdemocratico/Comunista e Cattolico che si traduce nelle tre parole : Libertà, Egualità, Fraternità;  che sintetizzavano il pensiero politico illuminista.

Il prof. Maddalena ci evidenzia, inoltre, che il pensiero portante del nostro trattato Costituzionale, ha cercato di mettere insieme ideologie che hanno avuto il tempo di essere definite ed elaborate alla luce del sole nel corso di 200 anni. E, soprattutto capite ed interpretate dai Popoli, al punto tale che, in alcuni casi, queste ideologie sono sublimate in “Rivoluzioni dei Popoli”, con lo scopo meritorio (anche se talvolta utopistico) di apportare Beneficio e Benessere ai Popoli stessi, cercando di contrastare razionalmente quelle forze innate (inconsce) nell’Uomo che, altrimenti, lo guiderebbero verso lo sviluppo di un Capitalismo “egoista”.

Se è vero che l’evoluzione del Capitalismo sarebbe il fattore di negazione dello sviluppo di un Benessere tendenzialmente ed utopisticamente ricercato tra i Cittadini del Mondo, dall’Umanità, quali sarebbero quelle azioni auspicabili che il Popolo Sovrano di ogni Stato democratico dovrebbe adottare affinché si assicuri un Benessere ed una Sicurezza perpetuabile nei suoi discendenti?

Una delle forme evolutive del Capitalismo moderno è il neo-liberismo. Questa teoria economica si è affermata negli ultimi 25 anni (a partire dalla caduta del muro di Berlino), diventando una Ideologia politica adottata.

Il neoliberismo è, o meglio dovrebbe essere, un indirizzo di pensiero politico ed economico che spinge verso l’effettiva libertà di mercato da attuare attraverso una politica di deregolamentazione, riducendo dunque le concentrazioni monopolistiche e la presenza dello Stato, individuate come cause primarie delle violazioni alla libera concorrenza. Il neo-liberismo nasce in totale contrapposizione al modello Keynesiano introdotto da Franklin D. Roosevelt con  il “New Deal” con l’obiettivo di uscire dalla recessione economica iniziata nel 1929.

Un grandissimo numero di storici ed analisti economici sono concordi nell’affermare che, il piano di riforme economiche e sociali promosso dal presidente statunitense abbia avviato negli Stati Uniti un processo virtuoso in grado di incrementare il Benessere dei suoi Cittadini fino agli ‘60/’70. Tuttavia con il passare del tempo e con il superamento della crisi economica, si fecero strada aree di opposizione e di critica. I più critici erano sicuramente i repubblicani e i democratici conservatori che contestavano l’intervento federale nell’economia, che a dir loro produceva l’aumento del deficit pubblico e l’alto costo dei provvedimenti di Welfare. Si scatenarono le forze reazionarie che promuovevano le teorie della scuola economica di Chicago, che definì il modello neoliberista. Alle sue origini, il neoliberismo rappresentava una ideologia che si poneva al centro tra la politica del laissez faire (lo Stato non interviene in alcun modo per stabilire gli equilibri economici dei mercati) e la pianificazione economica collettivista (la gestione dell’economia è accentrata nelle mani dello Stato).

Il neoliberismo, nella realtà, è diventato:  “il sistema politico-economico che favorisce l’accumulazione del capitale e di questo ne difende proprietà e valore. I vincoli naturali dati dalla distribuzione delle risorse energetiche e produttive, nonché dalla distribuzione delle popolazioni di lavoratori/consumatori, trasformano il neoliberismo in un sistema imperialistico, di tipo militare o economico.” Senza entrare nella sua specificità, ci limitiamo ad evidenziare, dunque, che per essere efficace ad esclusivo vantaggio di una oligarchia imprenditoriale e finanziaria, il paradigma neo-liberista ha bisogno di giocare con regole che non sono tese a tutelare il Benessere collettivo nel rispetto dei principi di “Libertà (Dignità), Egualità, e Fratellanza” fondanti, come visto, le Carte Costituzionali di molti Stati.

Il nuovo Capitalismo, rappresentato dal neoliberismo, pertanto, ha bisogno di “nuove regole” per giocare il suo ruolo, con l’obiettivo di soddisfare appieno i principi fondanti della sua ideologia”.

Se è vero che il neo-liberismo è una nuova forza ideologica che cerca la sua legittimazione attraverso il suo riconoscimento nelle Carte Costituzionali degli Stati, non potrebbe essere che si stia procedendo all’inserimento di nuove regole, all’insaputa del Popolo Sovrano, nascondendole in una Costituzione Riformata.

Il Popolo italiano Sovrano è consapevole di ciò? E’ senziente delle amare conseguenze che Lui e le sue discendenze avranno nei decenni a venire?

Non sarebbe forse auspicabile una energica azione di contrasto alla affermazione di azioni politiche ispirate a questa ideologia da parte di un Popolo Sovrano che, consapevole e senziente, non si riconosce in questa emergente ideologia?

Alcuni analisti ci fanno osservare come “il neoliberismo sia stato rafforzato in Italia principalmente dai governi del Centro-sinistra [ovviamente “sostenuto” da quelli di centro-destra] e come, in effetti, il governo Renzi sembri puntare a una visione di neoliberismo ‘dal volto umano’ sulla scia di Tony Blair e non discostandosi dalla considerazione che se ci sono dei problemi sociali è solo perché ‘il neoliberismo non è abbastanza neoliberale’, un po’ come a dire che la macchina si inceppa solo perché il motore non è abbastanza oliato (il mercato del lavoro è troppo rigido, il sistema giudiziario è inefficiente, c’è la corruzione, etc.)” e non perché il paradigma proposto possa, invece, essere fallace, nel porsi l’obiettivo di assicurare il Benessere e la Sicurezza (sociale) dei Popoli sovrani.

La decisione di assegnare un Si oppure un No a questo Referendum dovrebbe quindi essere guidata da questa riflessione, non dalle “emozioni” indotte dalle mistificazioni prodotte ad arte da esperti della comunicazione promossa dalla propaganda di una o l’altra parte, ma che in effetti perseguono gli stessi obiettivi.

Il Prof. Maddalena ci fa intuire che questa Riforma Costituzionale sembra sia stata scritta quasi per essere presentata “mediaticamente”, cercando di nascondere le vere nuove regole del gioco che si cercano di introdurre.

Il Popolo Sovrano dovrebbe cercare di essere messo in grado di capire le vere motivazioni non tanto “per il come” sia stata scritta (perché è un falso problema), piuttosto “per il perché” sia stata concepita in questo modo, la Riforma, che ci si appresta a negare.

Il prof. Maddalena ci ha spiegato che grazie ai suoi studi comparati tra le Costituzioni di alcuni stati europei, egli stesso ha capito come la Costituzione Italiana sia la meno permeabile ad un disegno neo-liberista.   E che  alcune modifiche sostanziali contenute nelle riforma consentirebbero ai governi attuali e futuri di poter attuare ulteriori politiche in danno alla Sovranità Popolare, quindi in danno alla grande maggioranza del Popolo tutto.

Questo è  il  “vero problema” nel quadro finale di un disegno ideologico globale iniziato nei primi anni ’90 del secolo scorso, teso ad abbattere l’ultimo baluardo alla completa diffusione del “Capitalismo neo-liberista”anche in Italia; nonostante che gli effetti di politiche e pratiche economiche ispirate all’ideologia neo-liberista stiano dimostrando, a livello globale, la fallacità dei suoi argomenti, tanto utopici quanto si sono rivelati quelli marxisti.

Gli oligarchi della Spectre neoliberista, però hanno fatto i conti senza l’oste, e si stanno rendendo conto, dopo la Brexit e l’elezione di Trump,  che i Popoli Sovrani  hanno ancora  la “licenza di uccidere il disegno criminale”, con il loro  ‘Io voto NO!’. Delegittimando democraticamente e definitivamente tutti coloro che propongono disegni che intendono espropriare definitivamente la Sovranità del Popolo Italiano.

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